Già in passato ( http://www.deapress.com/didattica/ancora-il-voto-di-condotta ) mi sono espresso contro le misure disciplinari nelle scuole. Tutti coloro (e il ministro Gelmini "in primis") che le appoggiano dovrebbero riflettere su alcune notizie che ci arrivano dagli Usa. Lo scorso 8 Marzo, la sospenzione di una studentessa adolescente della Virginia perchè trovata in possesso di un medicinale contro l'acne ( http://www.washingtonpost.com/local/education/fairfax-schools-discipline-under-scrutiny-after-teens-suspension-for-medication/2011/03/08/ABZBiZQ_story_1.html) innescò qualche polemica, evidentemente non abbastanza per evitare che, non molto distante da lì, (e solo poche settimane dopo) un bambino di 6 anni venisse sospeso con la scusa che ... piangeva... (http://www.theglobeandmail.com/life/the-hot-button/crying-foul-kindergartener-gets-suspended-for-tearing-up/article1963875/ ). Ma questi sono solo alcuni degli ultimi episodi: c'è stato il caso del ragazzo sospeso perchè portava i capelli lunghi ( http://www.upi.com/Top_News/US/2011/03/19/La-student-suspended-for-long-hair/UPI-43511300581317/) ; mentre qualcun altro veniva sospeso per aver aperto una porta ( http://www.care2.com/causes/education/blog/middle-school-boy-suspended-for-holding-door-open/ ) . Gli esempi di feroci sanzioni disciplinari per piccolezze, (quando non -per puro arbitrio- ), negli Usa si sprecano, vedendo coinvolte scuole di ogni ordine e grado. Non deve sorprendere nessuno che tutto ciò accada in un paese noto per la passione degli studenti per le armi da fuoco e per le stragi nelle scuole: come giustamente osservava uno dei padri della costituzione italiana, P. Calamandrei, " Dove non v'è libertà non può esservi legalità". Invito i lettori a riflettere sull'universale applicabilità di questa massima.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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