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A proposito di deduzioni...

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Comitato Via dei Frilli, Sesto Fiorentino

Apprezziamo il gesto della Corte dei conti della Toscana ovviamente.  Ci gratifica  un pochino per i tanti anni che gli amministratori a partire da quelli "entusiasti" dell'AV a Sesto, ci hanno preso ben bene in giro. Le micidiali infrastrutture che ci hanno messo “sull’uscio di casa”,  le hanno messe senza neanche una parola di consultazione ma nemmeno informazione preliminare e infastidendosi” quando facevamo rilevare i vergognosi difetti nella progettazione del cantiere (il T1, "il cantiere industriale più grande della Toscana"). Molti cittadini messi in croce, affogati nel fango o nella polvere, con le orecchie squassate  dai boati giorno e notte, con i muri delle case che vibravano continuamente e si cretavano sempre di più alla movimentazione e passaggio dei mezzi di cantiere.  Questo enorme disagio che si è trasformato in danni di vario tipo, non riconosciuti da nessuno è stato a carico particolarmente di una parte di cittadini sestesi senza santi in paradiso che hanno subito una cantierizzazione selvaggia e senza regole se non quelle fissate dai padroni dell'AV per cui i cittadini non esistevano. Danneggiati e sbeffeggiati 2 volte  a partire da avergli messo in conto anche l'onere economico una sorta di "mediatore" che anzichè rappresentare i danni e i disagi dei cittadini definiva chi si lamentava addirittura "inesistenti" o "isterici isolati" (quelli di Via dei Frilli almeno..).
Una arroganza e mancanza di ascolto che ci ha fatto ingoiare polverose lacrime impotenti per anni.
Forse, anzi sicuramente, la Magistratura e la Corte dei Conti non ci comprende fra quei danni su cui chiama gli amministratori "a dedurre" ma noi siamo felici di quello che sembra tentino di fare: non far tornare tutti a casa automaticamente "legibus soluti"!!!
Ci va benissimo che Fontemezzina e le altre fonti e fiumi e i boschi che appassiranno, che i beni di tutti insomma, passino avanti alle nostre persone offese, alla salute di qualcuno minata, ai bambini nati e cresciuti fra la polvere di cemento di Via dei Frilli e a  cui la mancanza di mezzi economici dei genitori non farà mai ottenere  purtroppo il riconoscimento che i problemi di apprendimento, di attenzione di difficoltà a rapportarsi con l’esterno, etc,  dipendono dal rumore incessante durato circa otto anni, dai veleni respirati, dall’umidità dei muri a causa i panni fatti asciugare per anni in casa (il cemento fuoriusciva regolarmente dall’impianto di betonaggio difettoso o dai trasbordi all’insegna della fretta o della disattenzione dai camion sili, sui davanzali c’era tutti i giorni un velo di qualche decimo di millimetro, figuriamoci sui panni!). Fontemezzina che prova a vendicarci attraverso la Corte dei Conti è qualcosa che assomiglia a  una soddisfazione!            Non possiamo sapere ancora se finirà tutto in una bolla di sapone; speriamo di no, speriamo che qualcuno paghi perché le responsabilità personali ci sono a quanto è dato sapere e i comitati denunciano da anni. E’ avvalorate dall’azione che certamente la Corte dei conti della Toscana non ha adottato a cuor leggero. Non sappiamo se ci sono amministratori di Sesto Fiorentino fra i 52 citati dall’ANSA (da stupirsi se non ci fossero dato il mercato del territorio  e la messa a rischio consapevole di tombe etrusche  e quanto altro il creato o poche volte l’uomo stesso, intelligente e lungimirante ha dislocato sotto terra per l’armonia complessiva di Gaia), altrove si è letto di 80 persone “invitate a dedurre” ma speriamo che nessuno segua l’esempio del sindaco  di Sesto che con uso disinvolto della proprietà transitiva,  si ammanta del fatto che una da lui presunta “offesa” alla sua persona diventi in quanto decisore politico una offesa a tutta la città, e quindi tutta la città debba pagare per la difesa (un fatto recente che non attiene all’invito a dedurre ma è venuto alle cronache in agosto scorso a causa della delibera di Giunta 141 del 4/8/2009 ). O magari, in questo caso riferito ai coinvolti dell’AV, il lavoro certosino che certamente occorrerebbe/occorrerà per stilare le "deduzioni" e "difendersi" o giustificarsi davanti alla Corte dei Conti.
E’ il caso di dire preventivamente che noi non ci sentiamo offesi dalle motivazioni che muovono la Corte di Conti, anzi....

Che paghino di tasca loro i soggetti coinvolti per le deduzioni, non sfruttino la macchina comunale nè l'erario .    

Altrimenti sarebbe una ulteriore beffa

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Fontemezzina e...  altre spese? Non in nostro nome!

E' di oltre 741 milioni di euro il danno erariale massimo ipotizzato
nell'inchiesta della Corte dei conti della Toscana sui danni ambientali
legati ai lavori per l'Alta velocita' ferroviaria Firenze-Bologna
nell'ambito della quale sono stati notificati inviti a dedurre (ovvero a
comunicare deduzioni e/o fornire documenti, n.d.r.) al vicepresidente del
Senato Vannino Chiti (in qualita' di ex presidente della Regione Toscana) e
al presidente della Regione Toscana Claudio Martini.

In tutto, gli inviti a dedurre sono 52 e riguardano componenti delle due
giunte regionali '90-'95 e '95-2000 (che hanno approvato progetto e
varianti), il dirigente della Conferenza dei servizi, i consiglieri di una
passata commissione ambiente del consiglio regionale e presidenti e
componenti delle commissioni di valutazione di impatto ambientale.

Il danno - che venne stimato da una perizia trasmessa dalla procura alla
Corte dei conti - si riferisce a quello subito dagli enti pubblici per la
perdita della risorsa idrica in Mugello, in particolare il disseccamento o
l'impoverimento di 81 corsi d'acqua, 37 sorgenti, una trentina di pozzi e
cinque acquedotti. L'invito a dedurre e' una prima fase dell'inchiesta: i
destinatari hanno 60 giorni di tempo per presentare proprie argomentazioni e
documenti e chiedere di essere sentiti; poi la Corte dei conti decidera' se
e quali posizioni archiviare e se e quali posizioni citare a giudizio.

Il processo penale di primo grado - che vedeva una cinquantina di imputati,
fra responsabili e dipendenti del consorzio di imprese Cavet (che aveva in
appalto i lavori), di ditte in subappalto, gestori di cave e di discariche,
intermediatori per i rifiuti - si chiuse il 3 marzo scorso con 27 condanne
da tre mesi d'arresto a 5 anni di reclusione e provvisionali per il
risarcimento danni di oltre 150 milioni di euro. Per le accuse legate ai
danni alle falde acquifere e ai torrenti, le condotte vennero ritenute
colpose e quindi non sanzionabili penalmente. Alla Regione, che con il
ministero per l'Ambiente e Provincia, si costitui' parte civile, venne
riconosciuta una provvisionale del risarcimento danni di 50 milioni di euro.

[Fonte: ANSA]

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 16 Novembre 2009 11:04 )  

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