Conducendo una ricerca sui fumetti e le fanzine politiche degli anni ’70, mi sono imbattuto spesso in fumetti sul femminismo o contro il machismo.
La caratteristica che salta all’occhio è che queste donne non sono (finalmente) “superman con le tette”, “pornostar volanti” oppure “la fidanzata di..” e le povere donne indifese da salvare.
Per intenderci meglio: non sono le eroine Marvel (Rogue, Tempesta, Susan Storm, la Donna invisibile dei Fantastici Quattro) oppure Mary Jane Watson (la fidanzata di Spiderman), Minnie (la fidanzata di Topolino), Paperina (la fidanzata di Paperino) e Nonna Papera (che non è la fidanzata di nessuno ma rappresenta alla perfezione l’immagine dell’angelo del focolare).
È facile constatare come queste ultime, sebbene di diversa natura (la donna palestrata o la tenera nonna), siano molto distanti da Mafalda e dalle girls-boys di Charlie Brown con a capo la femminista Lucy (apparentemente gemella di Mafalda). Qui le "femminucce" brillano di una loro personalità, si contrappongono al mondo maschile e a quello
degli adulti. Le donne nei fumetti femministi sono solitamente donne emancipate sotto tutti i punti di vista,
parlano di sesso, di aborto, non necessitano di una figura maschile per avere personalità, solitamente non hanno un fisico “da calendario”. Anche la più sensuale Tank Girl viene disegnata (spesso) con un seno piccolo, una pettinatura punk, lividi e tagli e comunque dimostra spesso di gestire il proprio corpo come più le piace (in una copertina si tocca le parti intime con aria beffarda, in un’altra vignetta afferma “se c’è una cosa che detesto a questo mondo sono gli uomini che si vantano delle dimensioni della propria zucchina” mentre tira un colpo di fionda ad un bruto che aveva tentato di rimorchiarla).

Un’eccezione sono quei fumetti che prendono in giro lo stereotipo della donna senza cervello, come i simpatici fumetti di Maria Teresa Faini in cui un bruto e un principe azzurro approfittano (il primo senza troppe spiegazioni, il secondo con un romantico corteggiamento) di una ragazzina nel bosco.


Esattamente il contrario di quei fumetti dove la donna era una creatura indifesa da proteggere o addirittura da educare.E' il caso dei fumetti super-sessisti dei primi del '900. Un esempio lampante è Braccio di Ferro: personaggio inserito dopo 10 anni nella saga “The Thimble Theatre”, ruba presto il ruolo di protagonista a Olivia Oyl (ricordata da quel momento come "la fidanzata di Braccio di Ferro"). Inizialmente Popeye tenta di strappare (letteralmente) Olivia dalle mani del suo fidanzato (vedi immagine qui sotto). Una volta conquistata, il ruolo di Olivia sarà quello di farsi rapire da Timoteo (chiamato anche Bluto) e soccorrere da Braccio di Ferro.

Una breve parentesi merita Wonder Woman, eroina della DC Comics, creata da William Moulton Marston nel 1941. Marston riesce a distinguersi nettamente dagli altri ideatori di supereroi di quel periodo.
Quando inventa Wonder Woman, infatti, la maggior parte degli eroi dei fumetti e dei pulp magazine di quel periodo erano incentrati intorno alla figura di un maschio forte e avventuroso, pronto a salvare la fanciulla di turno e a mostrare muscoli e cervello fuori della norma. Lo psicologo statunitense, teorico del femminismo, con lei voleva riscattare dal machismo imperante generazioni di donne angeli del focolare.
Marston e Peter (il primo disegnatore di WW) sono cresciuti nella fase più acuta della lotta per il voto femminile e si sono impegnati in prima persona per dare alle donne il diritto di voto. La gente che inventava le storie della Golden Age (Batman, Superman ecc.) era di decenni più giovane.
Benchè il suo costume sia oggi molto cambiato, agli esordi WW in realtà ha l’aspetto della suffragetta: la sua posa, i suoi accessori, soprattutto i bracciali e le corde, vengono da quell’iconografia e in particolare dal lavoro della cartoonist Annie Lucasta (“Lou”) Rogers, che con Peter, lavorava alla rivista Judge“.
WW è stata creata nel 1941 ma è un prodotto di un movimento per i diritti delle donne che era iniziato già nel 1848 negli Stati Uniti. Un secolo di lotte l’hanno preceduta, prima che salisse sul suo aereo invisibile per volare in America e combattere per i diritti delle donne. Deriva da una cultura molto più antica di lei. In ogni caso ha influenzato quella che viene chiamata seconda ondata femminista, tra gli anni ’60 e ’70.
Wonder Woman, con i suoi vestiti e i suoi modi disinibiti, era ritenuta un pessimo esempio per le fanciulle del paese e le situazioni sull'Isola Paradiso al limite dell'omosessualità. La creazione di severe regole da parte della Comics Code Authority ha causato una involuzione qualitativa.
Nel 1947, quando Marston è morto, ha preso il comando Robert Kanigher che era apertamente avverso ai movimenti femministi. Di fatto ha rottamato il personaggio e l’ha reso ridicolo. La WW degli anni ’50 ha abbandonato il femminismo convinto..[1]
[1] Fonti:
http://www.forumvalle.altervista.org/donne_a_fumetti.htm
http://www.rai.tv/dl/tg3/articoli/ContentItem-ffd3a562-4899-436b-803b-0d318ee6ffb2.html?refresh_ce
http://www.wired.it/play/fumetti/2014/10/31/femminismo-wonder-woman/
ÂÂÂÂÂÂÂ
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






