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Museo di Storia Naturale a Firenze

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Il Museo di Storia Naturale e le sue Sezioni

La storia della prima concezione di Museo e le prime collezioni o raccolte per una consapevole nascita del Museo Naturalistico si può collocare nel Rinascimento - Intorno al cinquecento - quando Firenze nasce a nuova vita. La città vive uno stato di benessere economico e le famiglie per dimostrare il loro prestigio iniziano a sfoggiare ciò che acquista e a goderne i privilegi artistico culturali. Il “concetto della Natura” diventata importante grazie alla formazione e scelta architettonica del centro cittadino e le gradi e ricche famiglie che governavano la città furono le prime ad attuarla come moda per un nuovo contetto di vita. Così i viaggi, la goduria nel creare "MEraviglia", la raccolta, il gusto dell’esposizione, il libero scambio di idee, il racconto e i ricordi divennero "moda" e "comportamento diffuso". I palazzi medicei fiorentini -  ed in primis - gli Uffizi dei Medici –  ebbero la necessità di diventare archivi e fonti di raccolte rare, grazie a regali e acquisti in ogni parte delle “terre emerse”.  Di tutto ciò la famiglia dei Medici e in particolare Lorenzo il Magnifico hanno lasciato testimonianze delle ricchezze raccolte e Cosimo I (1545) ha avuto anche l’onore di fondare il Giardino de’ Semplici (III Orto Botanico nel Mondo)  per permettere agli studenti fiorentini della Facoltà di Medicina di Pisa di studiare durante le vacanze estive sulle piante medicinali anche a Firenze. Ferdinando I, invece,  fu il primo ad interessarsi delle collezioni fiorentine e così nel 1596, prelevando alcune collezioni nasce a Pisa nel primo Museo Naturalistico. Circa settanta anni dopo,  con Ferdinando II, alcune collezioni vennero riportate a Firenze (1669) e venne incaricato lo studioso Stenone (scienziato danese). Si ebbe così il primo nucleo organico delle collezioni – in particolare quelle mineralogiche e paleontologiche.

Nel 1763 - si deve a Targioni Tozzetti (medico e direttore dell’orto botanico) la compilazione del primo catalogo delle “Cose Naturali”.  Il granducato di Pietro Leopoldo di Asburgo Lorena fonda il Museo di Fisica e Storia Naturale mettendo insieme il Palazzo Torrigiani di Via Romana (chiamata Via della Buca) sia gli strumenti scientifici che le collezioni dell’Accademia del cimento. Felice Fontana (fisico di corte e professore a Pisa) fu chiamato a dirigere il Museo. In quegli anni divenne il più importante centro di ricerca fisica e naturalistica e sede anche di una Officina ceroplastica per riproduzioni anatomiche e copie per altri musei. Nel 1807, con l’intervento di Maria Luisa di Borbone, reggente del regno di Etruria, Il museo diventa sede di insegnamento a livello universitario con il nome di Liceum di Fisica e Scienze Narurali. Al rientro del Granduca Ferdinando III, il Liceo fu abolito, mentre gli insegnamenti istituiti (astronomia, fisica, chimica, mineralogia, zoologia, botanica e anatomia comparata) ripresero con il Granduca Leopoldo II. Da allora si ebbe una rinomata formazione di scienziati che successivamente lavorarono in Accademie e posti prestigiosi come illustri docenti.

Il governo provvisorio della Toscana, con Bettino Ricasoli, fonda l'Istituto di Studi Superiori Pratici e di Perfezionamento, oggi si direbbe una "superuniversità". Le materie scienfichje e le competenze esistenti al Museo erano diventate di dominio pubblico e si forma la Sezione di Scienze Naturali che corrisponde all’attuale Facoltà di Scienze della Terra. Aumenano le discipline scientifiche e le cattedre così ché si formano le Sezioni di Scienze Naturali presso il Museo di Via Romana, Astronomia e Fisica vanno sul colle di Arcetri, Chimica si sposta in Via Gino Capponi, Mineralogia e Geologia e Botanica si trasferiscono in zona S. Marco oggi Via La Pira accanto al Giardino de’ Semplici.  Quando Scienze Naturali si smembra, lasciando a Zoologia lo spazio di Via Romana, le varie collezioni specialistiche si spostano, e nasce la specializzazione scientifica che però distrugge il concetto di "unico museo”, questi diventano laboratori didattici e di ricerca e saranno appendice degli Istituti specialistici. 

A metà del novecento ritorna l’interesse per i Musei Naturalistici, i direttori mettono in esposizione le loro collezioni e finalmente si arriva a metà degli anni settanta alla costituzione di una federazione delle sezioni universitarie ma bisognerà aspettare ancora perché il Museo riacquisti la propria autonomia. Nel 1984, l’Università degli Studi di Firenze intraprende il percorso di unificazione per istituire il “Museo di Storia Naturale”  e finalmente nel 2004 si ha come Direttore il Prof. Curzio Cipriani che unifica il Museo di Storia Naturale.

    

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Dicembre 2013 10:23 )  

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