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Il punto sulle emittenti televisive in Toscana

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In data odierna (2012) si è svolto presso il Consiglio Regionale un incontro con i rappresentanti dell’Associazione Stampa Toscana per discutere il tema dell’emittenza televisiva nella regione. In occasione della pubblicazione on-line del rapporto sulle reti televisive ( “Tra il digitale e il Far West” a cura di Susanna Bonfanti, Rodolfo di Paolo e Tiziana Isitani ) giornalisti e politici hanno discusso sulle cause della crisi odierna dell’informazione regionale e le possibili vie d’uscita. Paolo Ciampi, presidente dell’AST ha in primo luogo letto un messaggio del presidente del Consiglio Regionale del quale abbiamo deciso di riportare le seguenti parole: “un’indagine mostra che il mezzo televisivo è il più penetrante tra i cittadini”, pertanto è importante realizzare i diritti del pluralismo dell’informazione.
Ciampi ha riassunto il suo pensiero in quattro parole chiave: la prima è “pluralismo”, inteso come obiettivo sia istituzionale che dell’informazione. Ha poi denunciato la situazione dell’emittenza regionale, che ha sempre fatto riferimento a pochi personaggi che hanno usufruito delle risorse pubbliche per finanziare prodotti di scarsa qualità. In Toscana purtroppo il pluralismo è stato spesso invocato ma mai attuato. Il secondo concetto messo in evidenza da Ciampi è quello di “crisi”, parola che si riferisce al futuro incerto di molte testate ma anche alla mancanza di regolamentazione e professionalità che da lungo tempo caratterizza questo settore, infestato da quelli che definisce “commercianti di antenne”. Terzo tema è quello delle “regole”: il rapporto dell’AST ne denuncia la mancanza e il suo titolo “Tra il digitale e il Far West” è un richiamo doppio, sia alla regolamentazione inesistente che alla sua persistenza nel tempo. Gli ultimi eventi ne sono la conferma.
Si pensi al licenziamento di massa del corpo direzionale di canale 10 ceduto a un finto imprenditore svanito nel nulla il giorno dell’atto di cessione, oppure ai licenziamenti individuali di Teletirreno che violano apertamente l’articolo 18. L’ultima parola su cui merita soffermarsi è “risorse”: Ciampi invita a “finanziare le regole, la trasparenza e i diritti”, dal momento che gli imprenditori seri ci stanno rimettendo a causa della concorrenza sleale. Questo sarebbe un obiettivo auspicabile per i lavoratori, ma anche per il servizio che questi rendono ai cittadini.
Interviene poi Sandro Benucci, vicepresidente dell’AST che spiega come far valere sul piano pratico il contenuto del rapporto. E’ stato proposto alla Regione un protocollo di buone pratiche i cui firmatari sono l’AST e le emittenti televisive le quali si impegnano a rispettarne la regolamentazione, pena la privazione dei contributi pubblici.. Egli si rivolge inoltre ai politici presenti, (Marta Gazzarri (Idv), Carlo Carraresi (Udc) e Vittori Bugli ( capogruppo del PD in Consiglio Regionale) chiedendo il loro sostegno in questa iniziativa.
Infine la parola passa ai giornalisti, autori del rapporto, tra cui Susanna Bonfanti che illustra il metodo utilizzato per stilare il documento. Hanno indagato sul proprio mondo lavorativo, con sguardo oggettivo e approccio da cronisti. Tiziana Isitani ha sottolineato da difficoltà di reperire i dati necessari dal momento che quello delle emittenti tv è un universo al confine tra legalità e illegalità e pertanto è stato utile essere già inseriti nell’ambiente giornalistico toscano.
Concludiamo ricordando il presidio di domani che si terrà alle ore 10 di fronte alla Prefettura a sostegno del giornale “Nuovo Corriere” la cui sopravvivenza è incerta.
Un recente articolo sui licenziamenti in tv pubblicato su questo sito:: https://deapress.com/opinioni-e-commenti/licenziamenti-ingiustificati-a-tv1
 
Articolo di Tamara Dubravec e Francesca Cocchi

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Agosto 2019 17:32 )  

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