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La guerra In Ucraina continua (?)...

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I principali quotidiani hanno dedicato oggi la prima pagina alle presunte dichiarazioni di Zelensky secondo cui l'Ucraina intenderebbe riconquistare la Crimea e il Donbass solo con la diplomazia e non con le armi. Molti hanno dato le più vaste interpretazioni a ciò: la resa dell'Ucraina, la fine della guerra...Peccato solo che l'agenzia di stampa "Ansa" (1) e altre fonti riportino come l'autocrate di Kiev sia di nuovo a Bruxelles (per chiedere, ovviamente, non per portarci qualcosa ) e ...parli di tutto meno che di pace.

Intanto il Putin si è dedicato a un discorso-fiume in Tv dove si è esibito nel suo solito repertorio di "Dio-ha-voluto-grande-la Russia-e-ha-scelto-me-per questo"(2). Ha persino detto che avrebbe dovuto invadere l'Ucrana prima di quando lo ha fatto. Gli oligarchi russi, che si sono ulteriormente arricchiti con la guerra, hanno applaudito commossi.

Ora, entrambi recitano con il consueto entusiasmo le loro parti. Zelensky "gioca" sul vittimismo. Un argomento di sicura "presa emotiva" per i molti europei che amano completamente questo ruolo nella loro vita quotidiana e che amano vederlo rappresentato "nelle alte sfere". Figuriamoci poi per i nostri governanti. "Il cane di sotto" è la figura "archetipa" che la Meloni ha apertamento scelto per sè stessa. Non dispiace neppure a Macron, che vuole essere lui "il capobranco" e quindi ama che gli altri si "vestano di sacco". Il leader polacco ha bisogno di qualcuno da proteggere per giustificare le sue folli spese in armi. E, la lista potrebbe continuare...Le "lacrime di coccodrillo" per i fabbricanti europei di armi, sono ben più di  "un marchio di fabbrica".

Putin vuole sentirsi forte. Dimenticando che con le perdite -umane e materiali- che la Russia ha avuto, per i prossimi decenni Mosca non farà più paura a nessuno. In questo ruolo, quello del dittatore prepotente, torna particolarmente comodo ai tanti industriali (anche italiani) che producano armi. Non solo: negli ultimi mesi, anche chi tra gli sciacalletti e le iene di Piazza Affari normalmente lucra su qualcos'altro, si è chiesto come profittare sulla guerra. In fondo, in una guerra come questa, i guadagni sulle armi "sono il meno". Mettere in campo mille soldati, vuol dire acquistare duemila divise, duemila paia di scarponi, nastri e lustrini in quantità industriale, duecento pentoloni etc. etc. Quando poi si parla di centrali elettriche distrutte e ricostruite da zero ogni settimana "c'è tanta trippa per tanti".

Hanns-Martin Shleyer, già gerarca nazista, poi alfiere del capitalismo “mannaro” della Germania Occidentale del secondo dopoguerra nonchè ex presidente della confindustria tedesca rivelò infine ai suoi sequestratori che fu nel 1944 che la Germania toccò il suo massimo indice di produttività (3). Anche se volessimo considerare altri fattori come ad esempio il tasso di disoccupazione, è evidente che è solo durante una guerra che il capitalismo davvero funziona, e più è disastrosa la guerra, maggiori sono i profitti dei soliti noti.

Fin dall'inizio del conflitto, tutte le parti in causa si sono affrettate a coprire la scomoda (per tutti) realtà che la corruzione e i furti sulle commesse militari hanno ridotto l'esercito russo ad essere una vera e propria "tigre di carta". Verità scomoda a Putin, ma scomoda persino a Zelensky, nonchè ai tanti -europei e italiani- che ingrassano il proprio portafogli -direttamente e indirettamente- sulle forniture belliche. L'unico metodo efficace per coprirla è risultato essere -dopo varie prove e tentativi- quello di dotare in fretta e furia l'esercito ucraino di livelli -se pure in misura minore- paragonabili a quelli russi in quanto a furti e ruberie (4).

Ora però è successo qualcosa. L'elezione di Trump negli Stati Uniti significa che ci saranno meno soldi per alimentare tutto il "teatrino". Quindi si impone un cambio di strategia. Una delle opzioni in esame, a Bruxelles come altrove, è il diretto ingresso degli "scarponi" europei in Ucraina. Sul campo, in Ucraina, sono già presenti un gran numero di esperti militari occidentali, gente dimostratasi in precedenza capace di riempirsi le tasche di soldi persino nel nulla assoluto dell'Afghanistan...Nonchè dimostrati capaci -in quell'occasione- persino di sostituire i talebani con i talebani, impresa dai più ritenuta impossibile. E' quindi ipotizzabile che un maggior impegno diretto della Ue e della Nato, produrrà un'aggravarsi del conflitto, e quindi più soldi per "i padroni del vapore".

Certo che oltre a scarseggiare i soldi, sul fronte -da ambo le parti- comincia a scarseggiare persino la "carne da cannone", e qualcosa "bisogna inventarsi".

Qualunque soluzione venga trovata dai nostri governanti, una cosa è certa. Le classi povere di tutta Europa sono e rimarranno i veri sconfitti di questa e di ogni guerra. Tra la coppia Putin & Zelensky, come diceva lo slogan di un famoso film di qualche annetto fa: "Chiunque vinca, noi perdiamo".

Fabrizio Cucchi/DEApress

(1)https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/12/19/ucraina-zelensky-putin-e-pazzo-trump-e-lue-ci-aiutino-_f1a0392a-77f1-4214-b24a-d3bce6726847.html
(2)https://www.bbc.com/news/articles/cdjgzrkxp97o
(3)“L’autunno tedesco” Peter-Jürgen Boock, DeriveApprodi, Roma 2003, pag. 93
(4)Ad es. https://it.euronews.com/2024/01/28/ucraina-sottratti-circa-40-milioni-di-dollari-per-lacquisto-di-armi-cinque-indagati

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