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Accordo Italia-Albania sulla pelle dei migranti

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Lunedì 6 Novembre, la premier Meloni e il premier albanese Rama annunciavano a sorpresa un'accordo per costruire e gestire -in territorio albanese- dei centri dove tenere, identificare e nel caso: rimpatriare i migranti raccolti nel canale di Sicilia. Tutto ciò per 5 anni, e per altri 5 se le due parti vorranno proseguire (si applicherà il "silenzio- assenso").

Queste strutture, saranno collocate una nel porto di Shengjin e l'altra nell'area di Gjader. In compenso l'Italia accelererà il processo di ingresso dell'Albania nella Ue, e (sembra) cederà alla fine gli edifici costruiti. La giurisdizione sarà italiana, il personale anche, sebbene sia prevista dagli accordi l'attiva collaborazione delle forze di polizia albanesi.

Esaminiamo la posizione delle "parti in causa":

La Meloni "mette così sotto il tappeto" i problemi costituiti da 3mila migranti (tanti ne conterranno le due strutture), e può dire alla sua parte politica che ha fatto qualcosa di rilievo. Lo stato italiano si accollerà i costi delle trasferte di migranti e funzionari (oltre quelle della costruzione degli edifici), senza guadagnarci alcunchè, ma ciò non interessa a nessuno. La maggioranza che regge il governo Meloni rappresenta la parte più retrograda della borghesia italiana, già storicamente la più arretrata d'Europa. Per costoro, lo stato è solo un'attrezzo come un'altro per perseguire lo scopo del ritorno della penisola all'800...E le colonie, anche quelle "penali", rientrano nel programma che il governo intende perseguire "con qualsiasi mezzo necessario". I costi di tutto ciò, saranno ovviamente pagati dalle classi più disagiate della popolazione italiana, "come da tradizione consolidata".

I migranti saranno quindi trasferiti "lontano dagli occhi", in un luogo dove probabilmente avverrà qualsiasi abuso (in fondo il territorio rimane albanese e l'Albania non è neppure nell'Unione europea, quindi chi potrebbe protestare?). I migranti sono "senza voce", e tali -senza voce e senza diritti- devono rimanere, perchè i caporali agricoli hanno bisogno di "braccia senza nome" e quelli industriali hanno bisogno di tenere bassi i salari di chi i documenti li ha, e, per raggiungere ciò non c'è di meglio che avere "sottomano" una larga scorta di manodopera che è stata messa in condizione di non poter chiedere nulla. Le continue ruberie dei frequentatori di Piazza Affari in Africa (e nelle altre parti del mondo) assicurano del resto che ci sarà sempre "un grande afflusso" di persone che hanno già perso tutto.

Tutto ciò ha già provocato alcuni malumori in Europa, soprattutto per gelosia, perchè molti governi non sono riusciti ad attuare progetti simili. Ma, la "potenza nascente" in Europa è in questo momento la Polonia, che con i migranti già fa (quasi) di peggio, quindi è probabile che "tutto finirà in chiacchere". Altrimenti si rischia di mettere in cattiva luce Varsavia...

Rimane il dubbio se il premier Rama abbia fatto o meno "un buon affare". E' probabile un qualche guadagno dei possidenti locali, negli appalti dei lavori, e nella fornitura degli oggetti indispensabili che sarà scomodo portare dall'Italia, ma "la regola" è che i pescicani più piccoli "vadano in perdita" quando contrattano con soggetti più grandi e peggiori di loro. Tante cose non sono chiare, come l'impatto ambientale delle strutture che verranno...Inoltre, cosa succederà, se tra qualche anno gli italiani non vorranno più andarsene?

Fabrizio Cucchi/DEApress

Fonti:

https://www.dire.it/13-11-2023/979368-lesperto-ecco-perche-laccordo-con-lalbania-sui-migranti-puo-essere-bloccato-dallue/

https://tg24.sky.it/politica/2023/11/07/migranti-accordo-italia-albania-cosa-sappiamo

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