
(l'oggetto del desiderio impossibile e colpevole. Foto da Wikipedia)
"Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?" Questa è la domanda che Draghi pone agli italiani, la stragrande maggioranza dei quali non possiede il condizionatore d'aria. Dato che dunque il famoso apparecchio rimane "un sogno proibito" ci si aspetterebbe che il nostro governo si impegnasse per la pace, ma i suoi sforzi vanno evidentemente nella direzione contraria. Oltre alla famosa cacciata di un buon numero di diplomatici russi (1), con la banale scusa di essere delle spie (accusa che ad onor del vero è stata persino estesa ai medici russi che vennero ad aiutare le popolazioni del sé dicente "bel paese" durante i giorni più bui del Covid, e che quindi ...), si studia come incentivare la produzione di armi e si discute dell'abolizione dell'Iva (2) su quelle vendute a terzi (che ovviamente le useranno "a fin di bene").
Se gli italiani non possono permettersi il condizionatore (figuriamoci poi accenderlo), per il resto "non ci facciamo mancare nulla", neppure il pubblico linciaggio a chi, come il noto giornalista Toni Capuozzo (che incorre persino nelle ire dell'associazione campana che gli assegnò il premio premio Ischia) solleva qualche perplessità sulla narrazione ufficiale degli eventi. Sgombriamo subito il campo da conclusioni affrettate: chi scrive (qui e adesso) è convinto che in qualunque guerra "la realtà superi in peggio l'immaginazione", però denunciare i crimini di Putin dimenticando ciò che fa Draghi significa guardare come sempre la pagliuzza negli occhi degli altri per non vedere la trave che è nei nostri. Se Draghi fa cose più piccole di quelle di Putin è solo perchè non ha i mezzi di Putin. Nel suo piccolo, Draghi "fa il suo" non certo per la pace.
Lo sport nazionale italiano non è il calcio: è dare la colpa agli altri. Putin ovviamente ha le sue, ma il disperato sforzo di Draghi per imitare con i limitati mezzi nostrali il peggio delle azioni del moderno "Ivan il Terribile" è qualcosa su cui gli italiani dovrebbero riflettere.
Già prima di Draghi, rientra "nei fatti noti" che i fascisti "de noialtri" appoggiavano praticamente e "manu militari" il peggio di ciò che gli ucraini facevano alla minoranza russofona del Donbass, (e la polizia italiana lo sapeva) e tale era il desiderio delle nostre autorità di mantenere "quelle acque agitate", a qualunque costo e con qualunque mezzo che si giungeva persino a "chiudere un occhio" su chi andava a combattere dall'altra parte (notare la differenza con le molte misure repressive esercitate contro chi era andato a contrastare l'Isis). Purchè laggiù ci fosse la guerra, per i nostri governanti "andava bene tutto e tutti". L'essenziale era che laggiù si sparasse. E tutto ciò è andato avanti per una decina di anni.
In seguito, negli ultimi anni, la Nato ha fornito armi e addestramento all'esercito ucraino. Anche di questo l'Italia era complice. Draghi "sapeva e approvava". Ovviamente poi questo addestramento e queste armi sono state "messe in pratica". Non era forse "cosa voluta" questo impiego di armi e conoscenze? Oppure armi e addestramento "erano lì per caso"? Draghi forse credeva che tutto ciò fosse fatto con l'intento di andare a caccia di fagiani? Poi a Febbraio è scoppiata la crisi. E in quel momento, Draghi cosa ha fatto? Ha offerto a Putin garanzie sul "no" italiano all'eventuale entrata dell'Ucraina nella Nato? Ha sconfessato i suoi predecessori promettendo la fine dell'incoraggiamento italiano a qualsiasi "torbido" nel Donbass? Ha forse detto a Putin che se quest'ultimo si fosse dimostrato "degno del nome di uomo" l'Italia si sarebbe opposta ad un ulteriore riarmo Nato? No, Draghi non ha fatto nessuna di queste cose. Non ha neppure avuto la "faccia tosta" di Macron e di Erdogan di portare avanti la ricerca di un accordo qualsiasi con il despota del Cremlino per mantenere uno "status quo" non certo pacifico ...
Detto ciò, come dice il proverbio "per litigare bisogna essere in due". Putin questa guerra non solo l'ha voluta (e la volevano tutti), ma la ha fattivamente iniziata. In genere si dice "a parole son tutti buoni". Purtroppo nel caso della presente guerra, di buone parole non se ne sono udite tante. Quelle poche (di buone intendo) dette da Draghi, sono state apertamente ipocrite. Putin ha fatto di peggio, e soprattutto lo ha fatto in termini di azioni concrete, ma Draghi cerca e vuole con tutte le sue forze, e con tutto sé stesso di arrivare allo stesso infernale livello di Putin. Se fino ad ora non c'è riuscito, è solo grazie al fatto che Draghi ha mezzi minori a sua disposizione. Però Draghi persevera. Ed è (purtroppo) un uomo metodico nel fare il male, cosa questa che ci deve far temere che riuscirà nel suo ambizioso intento di eguagliare in barbarie il Putin. Draghi comincia dalle piccole cose: comincia col farci sentire in colpa per l'innocente nonchè impossibile sogno del condizionatore.
Un popolo civile vuole che i suoi cittadini possono finalmente arrivare ad avere il condizionatore in casa. E per giunta che lo possino anche accendere senza ipocriti sensi di colpa. Non nuove spese per le armi, né per quelle nei nostri magazzini né per quelle sul campo di battaglia in Ucraina. Di quelle bisognerebbe cominciare ad avere vergogna. Perchè quelle -e non il condizionatore- sono lì per la guerra.
Fabrizio Cucchi /DEApress
(1) https://www.repubblica.it/politica/2022/04/06/news/la_guerra_delle_spie_russia_ucraina_italia_farnesina-344291103/
(2) https://www.avvenire.it/attualita/pagine/vendita-darmi-senza-iva-alt-del-senato
(3) https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/04/06/revocare-il-premio-ischia-a-toni-capuozzo-la-surreale-richiesta-di-unassociazione-dopo-i-dubbi-espressi-dallex-inviato-tg5-su-bucha/6551116/
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