La solita cantilena dello "stato "di Israele…
Siamo alle solite. Ogni qual volta che un organo internazionale, una ONG o un’associazione per i diritti umani “ punta il dito” sul comportamento che lo stato occupante israeliano sta riservando alla popolazione palestinese, subito scatta l’accusa di “antisemitismo” per chi osa denunciare o criticare Questa volta è toccato ad Amnesty International, che dopo anni di quasi indifferenza ha redatto un rapporto il Israel’s Apartheid against Palestinians: Cruel System of Domination and Crime against Humanity di 182 pagine, dove si documenta “come le importanti requisizioni di terre e proprietà, le uccisioni illegali, i trasferimenti forzati, le drastiche limitazioni di movimento e il diniego della nazionalità e cittadinanza a danno dei palestinesi siano tutti elementi parte di un sistema che costituisce apartheid secondo il diritto internazionale. Il sistema è mantenuto da violazioni che, secondo Amnesty International, costituiscono apartheid come crimine contro l’umanità, così come definito dallo Statuto di Roma e dalla Convenzione sull’apartheid.”(1)
Inoltre Amnesty International chiede al Tribunale penale internazionale (TPI) di includere il crimine di apartheid nella sua indagine sui Territori palestinesi occupati e a tutti gli stati ad esercitare la giurisdizione universale per portare i responsabili di crimini di apartheid di fronte alla giustizia. Meglio tardi che mai…
“Il nostro rapporto – scrive – rivela la reale portata del regime dell’apartheid di Israele. Che vivano a Gaza, Gerusalemme Est, a Hebron o in Israele, i palestinesi sono trattati come un gruppo razziale inferiore e sono sistematicamente privati dei loro diritti. Le nostre ricerche evidenziato che le crudeli politiche di segregazione, spossessamento ed esclusione in tutti i territori sotto il controllo israeliano costituiscono chiaramente apartheid. La comunità internazionale ha l’obbligo di agire,” ha dichiarato Agnès Callamard, Segretaria generale di Amnesty International. “Non vi è alcuna giustificazione possibile per un sistema costruito sull’oppressione razzista istituzionalizzata e prolungata di milioni di persone. L’apartheid non ha posto nel nostro mondo e gli stati che scelgono di essere indulgenti verso Israele si troveranno a loro volta dal lato sbagliato della storia. I governi che continuano a fornire armi a Israele venendo meno alle loro responsabilità stanno sostenendo un sistema di apartheid, compromettendo l’ordine giuridico internazionale e esacerbando le sofferenze della popolazione palestinese. La comunità internazionale deve guardare negli occhi la realtà dell’apartheid israeliano e dare seguito a tutte le opportunità di giustizia che rimangono vergognosamente inesplorate.” (2)
Il rapporto si basa su una corposa documentazione fatta di denunce “sul campo” di ONG, Associazioni per i diritti umani palestinesi internazionali e di osservatori neutrali.
1-2)https://pagineesteri.it/2022/02/01/primo-piano/amnesty-i-palestinesi-vivono-sotto-un-regime-di-apartheid-israele-e-antisemitismo/
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