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Notre Dame e l'incendio che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso. Quando il monumento prende vita

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“Non si vede nulla all'esterno di questo fuoco che mi brucia il cuore?” - Victor HugoRisultati immagini per notre dame

"E' scoppiato un incendio a Notre Dame, probabilmente dovuto ai lavori di restauro della cattedrale". A sentirla così, la frase ha un che di bizzarro. Che il fuoco divampi così impetuoso in uno dei luoghi più noti di Parigi e visitati del mondo, per lo più a causa di operazioni che dovrebbero servire a preservarlo e tutelarlo non è certo una notizia consueta che si sente solitamente un tranquillo lunedì pomeriggio. Aggiungiamo che l'episodio avviene all'inizio della settimana di Pasqua, e si raggiunge quasi il paradosso. Poi però lo sgomento iniziale lascia posto al susseguirsi di notizie, alle immagini spaventose delle fiamme che avvolgono l'imponente struttura. L'iconica guglia che crolla è il segno di secoli di arte e storia che rischiano di andare in fumo. E lo sgomento diventa tristezza, impotenza, speranza che la cosa possa finire al più presto, una attesa estenuante, e la sensazione che quelle ore di agonia rimarranno dentro nonostante il passare degli anni e che tutte le volte che si sentirà parlare di Notre Dame, pensare a dove si era, e con chi si era mentre si vedeva l'inferno scatenarsi dentro, non sarà affatto complicato.  Tra chi si è prodigato nel postare foto ricordo, chi ha minimizzato l'accaduto perchè "non è morto nessuno", chi ha scelto l'ironia, chi le provocazioni, chi la vicinanza e la preghiera, chi si è improvviosato membro dei vigili del fuoco e capo della sicurezza contestando la lentezza dell'intervento, gli occhi del mondo si sono puntati sul gioiello della capitale francese. Fino al sospiro di sollievo arrivato qualche ora dopo con la comunicazione delle autorità parigine: la struttura della cattedrale è salva. Così come buona parte delle opere d'arte. il lavoro dei vigili del fuoco, pazienti e coraggiosi nella loro lotta contro le fiamme, ha limitato danni che altrimenti sarebbero stati irreperibili. Molto è andato perso, ma tanto è stato salvato evitanto una catastrofe, dai famosi rosoni, alle reliquiem sino alla caratteruistica facciata. L'annuncio del presidente Macron ha confermato quello che si  sperava: la cattedrale ha retto. E' in ginocchio, ma non spezzata. Verrà restaurata, ricostruita nelle parti crollate durante l'incendio, che ha danneggiato prevaentemente il tetto, e rimessa in piedi. serviranno anni, ma Notre Dame tornerà agli antichi fasti. 

Un sospiro di sollievo di cui, purtroppo, non tutti hanno compreso l'importanza. Lungi da me catechizzare coloro che non trovano nell'arte una loro passione o un loro interesse, o paragonare l'incendio della cattedrale a situazioni in cui sono rimaste coinvolte vite umane. Il rispetto non deve mai mancare. E proprio di questo si tratta. Rispetto. Riferirsi a Notre Dame come ad un luogo che può essere ricostruito senza alcuno sforzo minimizzando il danno fatto dalle fiamme significa non avere rispetto per un luogo che per secoli ha segnato la cultura occidentale e soprattutto per le generazioni che lo hanno popolato, visitato, attraversato. Ma soprattutto, significa non averne mai varcato davvero le maestose soglie. Chiunque abbia avuto l'occasione di visitare la cattedrale, non può che essere rimasto colpito dall'imponenza e dalla magnificenza tipica delle navate gotiche, capaci di farti sentire piccolo e solo di fronte alla loro grandezza, ma accolto e riscaldato in un clima di pura introspezione grazie alla caratteristica luce, unica al mondo, emanate dalle iconiche vetrate e dai rosoni simbolo della cattedrale. Una bellezza che attira e un po' impaurisce.  Prima ancora che un viaggio dentro sè stessi, però, Notre Dame è un viaggio nella storia. Nei suoi 800 anni (fu costruita nel 1182), la cattedrale è rimasta li, austera, intimidatoria, con la sua aria fascinosamente inquieta atttraverso innumerevoli guerre, rivoluzioni, epidemie, e ora più che mai, incendi. Le sue mura hanno visto la storia. Quella di re e regine che si sono uniti in matrimonio nella cattedrale, di incoronazioni, concili, funerali di stato. Le sue mure hanno visto la letteratura. Quella di Victor Hugo, che attraverso le sue pagine e i suoi personaggi ha fatto prendere vita alla cattedrale restituendola al grande pubblico. Per consegnarla all'eternità, basta Notre Dame. Essere riusciti a mettere in salvo tutto questo, e a prolungare la magia di Notre Dame per altro tempo ancora è un dono all'umanità di valore incalcolabile. Anche, ahi noi, a beneficio di chi non lo capisce. Citando Victor Hugo,  «Sul volto di quella vecchia regina delle nostre cattedrali, accanto a una ruga si trova sempre una cicatrice. Tempus edax, homo edacior. Che tradurrei volentieri: Il tempo è cieco, l'uomo è stolto»


 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 17 Aprile 2019 20:32 )  

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