DEApress

Saturday
Jul 04th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Caracas all'origine dello scontro

E-mail Stampa PDF

 Caracas, all’origine dello scontro. Sul precipizio -  Geraldina Colotti

 Edizione del 31.03.2017

In Venezuela, il Tribunal Supremo de Justicia (Tsj) ha assunto la totale competenza delle funzioni parlamentari per la situazione di desacato (ribellione) in cui versa l’Assemblea nazionale (An). Così il presidente Maduro dovrà rendere conto direttamente al Tribunal. È indubbiamente una scelta grave, un ulteriore avvitamento drammatico per un Paese in cui i poteri istituzionali si pongono sul terreno dello stesso scontro diretto proposto dall’opposizione. E che così rischia
il precipizio della guerra civile. Mentre sembrano fallire le mediazioni volute da papa Bergoglio e dall’Onu.

Conviene, però, toccare due punti. Il primo riguarda l’abito con cui si guarda ai paesi del sud, alle loro istituzioni, ai modelli di partecipazione e gestione della cosa pubblica. Sono validi e titolati quanto i nostri, tantopiù se, nel cuore del primo mondo, le alchimie istituzionali servono a perpetrare o aggiungere nuove esclusioni,
esautorando referendum sui beni comuni, imponendo norme capestro (pareggio in bilancio) che bandiscono le possibilità di welfare, e via discorrendo. Per quel che riguarda il Venezuela – e in parte anche l’Ecuador e la Bolivia, fermo restando le diverse storie e i contesti – dopo le vittorie elettorali di governi che si richiamano al «socialismo del XXI secolo» (cioè senza «dittatura del proletariato» di leniniana memoria), si sono discusse e approvate nuove Costituzioni.

Quella del Venezuela – declinata nei due generi e con un fortissimo accento su diritti umani e ambiente – prevede una repubblica presidenziale basata sull’equilibrio di cinque poteri, di cui il Tsj è l’ago della bilancia che evita il predominio di uno sugli altri. Il Parlamento è uno di 5 poteri e non può, come gli altri, rompere l’equilibrio. Il presidente ha prerogative simili a quelle esistenti negli Usa. Quella venezuelana non è quindi una democrazia rappresentativa, ma si definisce «partecipativa e protagonista». La Costituzione vieta di agire in favore di potenze straniere, sia militarmente che economicamente. A garanzia e difesa, è chiamata ancora una volta la cittadinanza, insieme alle Forze armate (l’Unione civico-militare), che hanno assoluta vocazione di pace e compiti più sociali che militari. Il primo dato è che il Parlamento, a maggioranza di opposizione, ha vinto dopo un’accesa campagna elettorale in cui le destre avevano promesso di cacciare il chavismo in 6 mesi e di azzerare tutte le leggi contro la proprietà privata e l’integrazione regionale. L’An ha così cominciato ad approvare leggi a favore delle immobiliari, delle grandi imprese, contro i medici cubani, eccetera. L’esecutivo le ha rinviate al Tsj, che le ha ritenute contrarie alla costituzione e bocciate. Soprattutto, però, il Tribunal è intervenuto a seguito dell’assunzione di incarico di tre deputati dello stato Amazonas, eletti con frode, ma confermati dall’Assemblea. Da lì il braccio di ferro e lo scontro di poteri per riportare indietro l’orologio democratico in Venezuela. Intanto, quasi ogni giorno,
l’ex presidente del Parlamento, Ramos Allup, si abbandonava alla violenza sessista verbale contro il Tsj (governato da donne) definendolo un «bordello gestito da quattro streghe». Obiettivo dichiarato, quello di convocare una nuova assemblea costituente per riportare il modello a quello della democrazia rappresentativa.
Un «invito» emesso anche 
l’anno scorso dall’Osa, e ripetuto in questi giorni con la minaccia di Luis Almagro (il Segretario) di sospendere il Venezuela
dall’organismo se non si fosse cambiato il modello (potere al parlamento). Nonostante fosse stato pattuito nel dialogo in corso sotto l’egida di papa Bergoglio e della Unasur, l’Assemblea ha continuato a legiferare: a votare l’impeachment per Maduro non contemplato dalla Costituzione, e a chiedere alle Forze armate di rivoltarsi contro il governo. Infine, ha chiesto ufficialmente a Trump, agli anticastristi del Congresso Usa e ad Almagro che li appoggia, di sanzionare il proprio
paese e di adottare il «modello libico». Richiesta approvata dal Parlamento. Per la costituzione bolivariana, un atto di tradimento. E che, data anche la natura golpista dell’opposizione venezuelana (colpo di stato contro Chavez nell’aprile del 2002), potrebbe portare alla guerra civile.

Il secondo punto riguarda la natura di classe dello scontro politico, nel paese e a livello internazionale. Dopo l’aggressione a Iraq, Afghanistan, Libia, i golpe istituzionali in America latina, possiamo essere sufficientemente avvertiti sull’uso politico delle istituzioni internazionali e delle feroci ingiustizie che possono avallare. Altrettanto chiaro appare l’uso dei media privati nella costruzione di menzogne che preparano le guerre. Basta seguire gli interventi dei paesi
neoliberisti e la doppia morale di Almagro all’Osa per rendersene conto. Per la prima volta, i paesi progressisti avrebbero voluto discutere delle norme xenofobe di Trump e del suo Muro, degli omicidi di ambientalisti e giornalisti in Messico, in Colombia, ma niente. E mentre l’Onu pone il Venezuela fra i paesi meno disuguali al mondo e lo «promuove» sui diritti umani, Trump e Almagro vogliono sanzionarlo.Vale ricordare che, nel 1962, l’allora presidente del Venezuela Romulo
Betancour (beniamino degli Usa) sciolse il Parlamento e mise fuorilegge i deputati della sinistra, poi perseguitati e torturati. Era una democrazia rappresentativa, nata dal patto di Puntofijo. L’Osa non disse niente. In compenso, venne espulsa Cuba.

Share

 

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

DEAPRESS . 03 Luglio 2026
Con questo numero Dialoghi Mediterranei taglia un importante traguardo, 80 pubblicazioni puntualmente in rete ogni due mesi da tredici anni. Da quel lontano 2013 abbiamo messo online più di 5.500 articoli firmati da più di 1500 autori. Generazioni ...
Silvana Grippi . 03 Luglio 2026
mandateci i vostri curriculum  a REDAZIONE@DEAPRESS.COM
DEAPRESS . 03 Luglio 2026
Didattica-Espressione-Ambiente Corsi-Laboratori-Seminari  VIA ALFANI 65/R - FIRENZE  WWW.DEAPRESS.COM  Email redazione@deapress.com Avete bisogno di approfondimenti ? Venite e parliamone   Prossimi 4 Incontri giorno e ora...
Silvana Grippi . 03 Luglio 2026
Centro socio-culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) XIV CONCORSO FANZINE Libera l’iDEA Progetto inserito nel programma di ricerca “comunicazione visiva e espressione gestuale con l’uso di nuovi mezzi espressivi” Attivo dal 1995 SEZI...
Silvana Grippi . 03 Luglio 2026
PER RESTARE INDIPENDENTE ABBIAMO BISOGNO DI VOI   Dona il tuo 5 per MILLE all’Associazione Socio Culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) le entrate saranno devolute per i seguenti progetti   Didattica-Espressione-Ambiente ...
Silvio Terenzi . 01 Luglio 2026
Cristian Scapin"DONUM - Le Cronache del Vuoto" Adoro sempre i parallelismi e quel certo modo di condurre la morale altrove rispetto alle evidenze estetiche. E qui accade con molta raffinatra delicatezza: l'esplorazione dello spazio diventa anche un ...
Silvana Grippi . 01 Luglio 2026
  “Un’estate a Villa Vogel”, la rassegna di teatro di figura organizzata dai Pupi di Stac con il Q.4, nello spazio estivo del parco. Per tutta l’estate si alterneranno compagnie provenienti da tutta Italia con spettacoli di burattini, pupazzi...
Silvio Terenzi . 30 Giugno 2026
  Stefano Fiore"Chi dice Donna…" Si fa leggere e ci strega un poco questo romanzo dal titolo "Chi dice Donna…", la firma è quella di Stefano Fiore che ci porta dentro i meandri di un romanzo psicologico che intreccia ironia, introspezione e par...
Silvio Terenzi . 29 Giugno 2026
Giacomo SebastianiLIVE @ Pavaglione di Lugo (RA)Giovedì 16 luglio 2026 Biglietti disponibili su Vivaticket Giovedì 16 luglio 2026, alle ore 21, il Pavaglione di Lugo (RA) ospiterà "Per gli Amici Jack", il concerto di Giacomo Sebastiani, nat...

Galleria DEA su YouTube