
Una giornata intera in piazza Santissima Annunziata, - scelta perché lì c'era uno dei più frequentati consultori tra i tanti chiusi per i tagli alla Sanità - dove le attività sono continuate ininterrotte fino alle 18, 15, quando il corteo è partito. Dibattiti e interventi a microfono aperto, durante i quali si sono ricordate le cifre delle vittime della violenza maschile che viene ancora trattata come una strumentalizzazione politica -senza che a questa corrisponda una concreta volontà di presa di coscienza - , si è parlato di lavoro – 8 donne su 10 disoccupate -, si è parlato di obiezione – che lede la legge oltre che la libertà personale di donne che già fanno una scelta tormentata (ma c'è gente che ancora crede che l'aborto sia usato come contraccettivo) – si è discusso dell'oggettivazione femminile tra battute sessiste, linguaggio della pubblicità, stereotipi di genere che sono la base di una piramide che conduce alla sopraffazione. Si è parlato di solidarietà femminile.Il banchetto Consultoria ha svolto tutto il giorno – grazie ai volontari – le attività del consultorio chiuso, mentre intorno si ballava la taranta, si intrattenevano i moltissimi bambini presenti con letture e giocolieri, si raccoglievano firme per il progetto Casa Gabriella (Gabriella Bertini, la prima paraplegica a guidare una 500 adattata, alla quale si deve la prima Unità Spinale di Firenze dopo uno sciopero della fame ad Heidelberg in Germania nel 1979, voleva che la sua casa in collina fosse adibita a spazio dedicato all'ospitalità di disabili, ma molte sono ancora le opposizioni), si leggevano e distribuivano poesie, si facevano pause merenda, in un ininterrotto filo a cui fare nodi per ricordare che non è finita la lotta delle donne per l'emancipazione dalla cultura patriarcale e religiosa.
Una giornata così non la ricordavo da molto tempo, per molti anni il movimento femminista è stato liquidato con un "ancora?" anche da molte donne, come se non si riconoscesse la necessità perpetua di rinnovarsi per rinnovare, per operare quel necessario cambiamento culturale che da tempo immemore donne illustri hanno sentito il bisogno.
Il corteo è partito mentre faceva buio, sulle canzoni di Mercedes Sosa, ed è stato un lungo fiume rumoroso e vivace. Non so quantificare la presenza, si parla di duemila persone, so soltanto che eravamo tante, eravamo marea.
Siamo tornate, speriamo.



Foto di Stefania Parmigiano
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