
Il senatore australiano Cory Bernardi, sostenitore della politica del presidente Trump, ha lasciato ieri il partito liberale per fondare un nuovo partito conservatore.
Dal 2012 Bernardi aveva sempre avuto posizioni più radicali rispetto ad altri del partito ed era retrocesso da posizioni di rilievo a causa di affermazioni contro i diritti degli omosessuali, sostenendo che il matrimonio tra individui dello stesso sesso condurrebbe a bestialità e poligamia.
La scissione del partito sottolinea una svolta verso destra di parte dell’elettorato australiano. Anche il partito populista One Nation, conosciuto internazionalmente dalla fondazione negli anni ’90 per il forte nazionalismo e un certo senso di “superiorità bianca”, sta crescendo. Nel 2016 aveva raggiunto il 4.3% e oggi sondaggi lo danno all’8%.
Notizie che ancora una volta mostrano radicalizzazioni della politica su scala globale e le politiche populiste e nazionaliste di Trump non sono casi unici e isolati.
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