10% al partito dei Kurdi che con i tre partiti di opposizione formano 291 seggi
13 anni ininterrotti del partito islamico Akp di Tayyip Erdogan che oggi finalmente ha perso la "maggioranza assoluta" in parlamento e vittoria del partito Hdp nato nel 2014 oltre la soglia di sbarramento del 10%, conquistando 78 deputati. Il trionfo del 'Podemos curdo' .
Ieri notte, sono scesi a migliaia, per le stra della capitale del Kurdistan curdo Diyarbakir, tutti/e in piazza nella notte a cantare e ballare contro l'uomo che dal 2002 domina incontrastato il Paese. Nonostante la costituzione gli imponga di essere super-partes, ha fatto una campagna martellante per l'Akp, chiedendo in mille comizi 330 seggi per proclamarsi 'superpresidente' con pieni poteri.
Egli, potrebbe cercare di promuovere un'intesa con uno dei tre partiti di opposizione.Il più probabile candidato sarebbe il Mhp. Ma prima del voto i tre partiti di opposizione hanno escluso ogni alleanza con l'Akp, dopo avere denunciato per anni le spinte dittatoriali e islamiche del 'sultano' e la corruzione emersa con la Tangentopoli del Bosforo, affossata dal potere. Chp, Mhp e Hdp potrebbero cercare di trovare un'intesa - nonostante le scintille fra i curdi del Hdp e i nazionalisti del Mhp - almeno per togliere all'Akp le leve del potere fino a elezioni anticipate, che spetta al presidente decidere se e quando convocare. "
È chiaro che ci sarà un governo di coalizione", ha detto questa sera il segretario generale del Chp Gursel Tekin. Il partito del 'sultano' ha perso consensi nel Kurdistan, dove sembra che Demirtas sia riuscito ad attirare parte del voto conservatore che alle politiche precedenti era andato a Erdogan, e anche nelle regioni lungo il confine con la Siria, dove la politica aggressiva del 'sultano', accusato di appoggiare i gruppi armati jihadisti, e la presenza di centinaia di migliaia di profughi siriani, provocano scontento. Il 'Podemos curdo', che ha fatto proprie parte delle idee libertarie della rivolta nel 2013 dei ragazzi di Gezi Park contro la deriva autoritaria e islamica imposta al paese da Erdogan, repressa con pugno di ferro, ha conquistato consensi oltre l'elettorato curdo. Ha ottenuto probabilmente l'appoggio di circa tre milioni di giovani che oggi votavano per la prima volta alle politiche. Il 'sultano' aveva voluto fare di queste politiche una sorta di referendum sulla sua persona
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