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Il Mali è la mia terra

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Faly in foto a Firenze - Ph. Silvana Grippi

 

Il Mali: una terra a me sconosciuta

di Faly Coulibaly

 

Il Mali è il luogo dove sono nato, la regione è molto grande,  confina a nord con L’Algeria,  ad est con Niger, a Sud con il Burkina Faso e la costa d’Avorio, a sud ovest con la Guinea ad Ovest con il Senegal e la Mauritania. E' uno stato dell’Africa occidentale e la  capitale  si chiama Bamako. Nella zona di Gao c’è il deserto e a Sud c’è la savana, ma la maggiore parte del territorio è pianeggiante, attraversato da un fiume che si chiama Niger e che è navigabile fino in “Senegali”.
L'indipendenza dal colonialismo francese è avvenuta il 22 Settembre del 1960, il suo primo presidente è stato Modibo Keita, il secondo Moussa Traore, il terzo Alpha Omar Konare, e l'ultimo Amadou Toumani Toure (tutti di etnia bambara eccetto l'ultimo, che ha parentela con i Touareg). Ora siamo in attesa di nuove elezioni.  

Credevo di conoscere la Repubblica del Mali, ma Silvana e Fabio con i loro racconti di viaggio mi hanno fatto scoprire la storia, la geografia, gli usi e i costumi della mia patria dove ogni regione ha una diversa etnia. Io sono Bambara e la mia famiglia vive  nella città di kita. Attraverso le photo di Silvana Grippi ho potuto vedere e conoscere tutte le popolazioni maliane: Bambara, Bozo, Dogon, Malinke (Maniaka), Sarakollé (Soninké), Songhai (Senoufou).

Sono ancora giovane ma ho attraversato molti confini per arrivare in Italia dato che la mia terra non si affaccia sul mare sono dovuto arrivare fino in Libia. Sono scappato nel mio paese quando avevo 14 anni, avevo avuto paura per i disordini di piazza a cui avevo partecipato e così, sono andato  a Bamako, poi a Gao. Ho passato il  confine del Mali con il taxi collettivo ed infine sono arrivato a Ghardaya in Algeria, sono rimasto lì pochi mesi, dormivo in strada e non  trovando lavoro  ho deciso di continuare il viaggio per andare in Libia. Era il 2010, quando dopo un anno sono riuscito ad arrivare a Tripoli. Ho potuto  imbarcarmi per l’Italia dopo dieci mesi, grazie ad un  lavoro che mi ha permesso di guadagnare qualche spicciolo.

L’arrivo a Lampedusa è stato bello: l’accoglienza era come una festa. Per prima cosa hanno separato uomini e donne, ci hanno identificati e noi minorenni siamo stati portati in altro posto. Dopo Lampedusa, siamo sbarcati in Sicilia e poi ci hanno trasferito a Napoli. Dopo undici mesi sono arrivato a Firenze e ho vissuto in una struttura per  minorenni. Per un caso ho conosciuto Silvana che mi ha accolto nella sua famiglia.

È passato già un anno ora sono maggiorenne e sto’ studiando. Questo libro fotografico di Silvana Grippi per me rappresenta il mio percorso di crescita lontano da casa e dalla mia famiglia e quindi ora sono contento di aver conosciuto attraverso le foto la storia del mio paese.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 06 Maggio 2013 18:44 )  

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