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Ecovillaggi: la natura riscoperta?

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Ecovillaggi? Ecco una realtà ancora poco conosciuta. Con l'inizio di questa inchiesta, cercherò di fare chiarezza sull'argomento, basandomi su varie fonti: testimonianze dirette di membri di queste “comunità intenzionali”, internet, libri ed altro. 
Lo scopo principale della costituzione di un "Ecovillaggio" è lo sviluppo umano in un contesto ecosostenibile, all’insegna della conservazione del patrimonio naturalistico e ambientale.
Il primo esempio di questo tipo di "aggregato sociale" viene rappresentato dal villaggio di cooperazione di New Lanark, in Scozia, creato nel 1786 che si basa sulla lavorazione del cotone, seguendo un progetto di socialismo utopico. 
In alcuni ecovillaggi si sperimentano nuove forme di convivenza, che vogliono (o sperano) essere una risposta all’attuale disgregazione del tessuto familiare, culturale e sociale della condizione postmoderna e globalizzata, come teorizzavano i filosofi Tonnies e Durkheim.
Come ho appreso da un membro dell'Ecovillaggio Habitat, questo tipo di comunità tende al massimo dell’autosufficienza, in modo da soddisfare il più possibile, al suo interno, ogni esigenza dei suoi soci (lavoro, svago, espressione di sé, educazione, bisogni affettivi...). In questo senso, si presta a costituirsi come un modello sostenibile, sul piano economico, sociale ed ecologico.
Attualmente gli ecovillaggi dislocati in quasi tutto il mondo sono: in Gran Bretagna e Irlanda (250 villaggi), Germania (oltre 100), Francia (33), Paesi Bassi (13), Scandinavia (28), Spagna e Portogallo (23),nelle Americhe (2000), in India (200), in Giappone (50), Nuova Zelanda (40), Australia (150) e infine in Italia (29).
Casi particolari sono rappresentati dalle ecocittà, presenti principalmente in Asia, le quali applicano i principi dell’ecosostenibilità e delle risorse rinnovabili agli agglomerati urbani. Stentano però a svilupparsi in Europa, per varie cause, molte associazioni ambientaliste sono preoccupate per l’eccessiva urbanizzazione, di per sé contrapposta al concetto di sostenibilità.
Ecologicamente, socialmente ed economicamente sostenibili ed autonomi, gli ecovillaggi si pongono come alternativa alla frenesia e alla decostruzione sociale dei nostri tempi, all’urbanizzazione selvaggia, al rispetto della fauna e flora contro il deterioramento ambientale che l’umanità sta inesorabilmente compiendo.
Nora Mulè

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 09 Settembre 2014 08:03 )  

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