Il desiderio europeo di diventare un continente unito e democratico.
L'Europa intera ha un nuovo presidente della Repubblica. L'elezione di Hollande alla presidenza della 5° Repubblica francese è un momento significativo nel senso della domanda e della speranza continentale per un reale cambiamento della politica sociale ed economica di tutti gli stati che formano questa esausta Unione Europea.
Uno scarto così importante di circa il 4% dell'elettorato a favore del candidato socialista non si era mai visto e decreta il fallimento personale e politico del precedente inquilino. Sarkozy che abbiamo sentito smentire con toni paradossali perfino l'amicizia con Berlusconi ha squalificato il secolare ruolo del suo paese nella costruzione dell'unione politica europea.
In un estremo tentativo di salvare il proprio posto al vertice dello Stato, l'ex presidente ha richiamato i valori della destra fascista, suscitando temi xenofobi e razziali ma va dato atto che il corpo elettorale francese, memore di alcune lezioni che la Storia ha impartito a queste tendenze razziste, non si è lasciato abbindolare forse perché gli stessi richiami sono stati attuati in Grecia e in altri Paesi dell'Unione i quali dichiarano con queste scelte il fallimento delle proprie politiche nazionaliste, contro la speranza invece, che finalmente l'Europa politica abbia trovato un proprio paladino, che saprà guidare le altre 47 nazioni nella creazione degli Stati Uniti d'Europa.
Anche in Italia avremo a breve delle elezioni politiche amministrative, saranno alcuni comuni e regioni a cercare attraverso il nuovo (per noi) diritto civile, un cambiamento che da tempo auspichiamo e che da anni ha suscitato tendenze populiste e demagogiche. Se non siamo capaci di fare una rivoluzione, bisognerà nei fatti smentire l'assioma dichiarato dall'allora segretario politico del PCI, E. Berlinguer, per cui l'Italia non è governabile neanche avendo la maggioranza del 51%.
La Francia è li a smentire questa visione catastrofica, con le sue istituzioni democratiche, si che a distanza di 3 ore il quotidiano Le Monde già pubblicava i risultati dello scontro elettorale. Anche in questo il segnale di istituzioni che funzionano, di una saldezza politica e democratico popolare che il nostro Governo Monti dovrebbe prendere ad esempio.
Anche per questo penso che sia arrivato il momento di seguire strade comuni fatte di legalità e democrazia, se non vogliamo riportare indietro le lancette della nostra storia. Di leghe e nazionalismi, di scontro razziale e xenofobo, il canale di sicilia è cimitero monumentale, a monito le piazze di paese dedicate agli “eroi” di guerra sono la pagina scritta di un fallimento secolare. E' tempo di costruire l'unità del Mondo costruendo l'Unità politica, sociale e istituzionale dell'Europa.
walter maccari: Read more: http://www.nuovaresistenza.org/#ixzz1uAWPO2CB
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