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Ardente cor d'amore: Paolo Poli

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Forse è sempre così, quando una pietra miliare si consuma, difficilmente la si riesce a rimpiazzare, a trovarne un'altra che sia di pari qualità. Le pietre miliari nella vita sono importanti, tracciano le strade, ti fanno ricordare dove sei e soprattutto come Ciuffettino, ti riportano lì da dove ti eri volutamente perduto. Ciuffettino è uno dei personaggi più emblematici della letteratura, Paolo Poli è  Ciuffettino, uno che di strada ne ha fatta, scappando, trovando mostri, vedendo le stelle ma poi tornando sulla  strada dalla quale era scappato. Ed è lui una pietra miliare di sè. Ed oggi ancora di più perché nella sua eterna strada sarà sempre un Ciuffettino, toscano e anarchico come lui. Ed ora come si fa a sentirne la sua assenza? Sarà difficile e quel vuoto emotivo e culturale non potrà essere colmato da nessuno.

Nella nostra triste Italia è ancora più triste sentir parlare di Paolo Poli con una serie di etichette. In verità la sua enorme follia creativa andava ben oltre ogni classificazione sterile e banale. Poli è la cultura del fare vita. Poli è ancora oggi memoria di come il tempo sia raramente bello. Poli è la bellezza. E quindi è banale definirlo attore, è banale definirlo autore. Paolo Poli non è definibile così come non era definibile tutto ciò che ha prodotto. Ida Omboni la sua ombra preferita, complice di tante creazioni di profonda cultura. Ma in Italia, nel nostro ridente e ridanciano paese di Ida Omboni non si sa neanche chi sia. Come non si sa, ad esempio che Paolo Poli avesse studiato così a fondo la forma umana da rendere la sua opera "popolare" nel senso più stretto del termine. La sua lettura della vita era fatta di topoi. E come tutti i topoi poteva manipolarli e renderli unicamente poliani. In un tempo che proveniva da tutti i ilnguaggi del teatro, colto e meno colto,

Poli era riuscito a trarne una perfetta sintesi nella quale c'era un enorme profondità psicologica e naturalmente culturale. Ma si sa, nella nostra crociata Italia Paolo Poli era così...come dire...."non era" insomma. E in quel "non era" c'è tutto il disprezzo per una libertà creativa, poco incline al servilismo intellettuale e molto ricca di fortissimi riferimenti ancestrali anche. Paolo Poli che oggi viene ricordato per la sua omosessualità, era da sempre ben lontano dalla definizione, ancora una volta, poichè la sua non ostentata sessualità provocava nelle pruderie dei cattolici perbenisti, un estremo giudizio distruttivo. Insomma, erede del teatro dell'arte, erede del pensiero futurista, erede soprattutto della bellezza,

Paolo Poli è stato molto di più del non essere stato. Per buona pace di tutti coloro che ancora oggi si son messi l'abito pasquale e hanno battuto il proprio petto di fronte alla purezza della risurrezione. Forse Poli avrebbe riso molto se avesse saputo di morir proprio nel giorno in cui muore il simbolo di tantissimi credenti cristiani. E da lì probabilmente avrebbe poi tratto un nuovo corso da Ciuffettino, seguendo la sua pietra miliare nel tempo che non conosciamo e in quel sentimento greco che ci rende migliori. E così fra Erik Satie, Sergio Tofano, il teatro di rivista, l'operetta e tanti, tantissimi suoi amori, sarà benefico rivederlo nella strada. Ancora pietra miliare. Ancora e di più. Soprattutto.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 15 Giugno 2016 17:37 )  

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