Fabio Smitti
"INSTABILE"
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L’instabilità come motore creativo, come equilibrio precario tra desiderio e realtà. Con “Instabile”, Fabio Smitti costruisce un racconto sonoro che si muove tra riflessione sociale e intimità personale. Le sue otto tracce sono frammenti di vita che si ricompongono in un mosaico emotivo dove l’amore, l’amicizia e il tempo diventano punti cardinali di un viaggio sincero e vulnerabile. Un disco che non cerca risposte, ma invita al coraggio di farsi domande. Siamo instabili, siamo governanti e governanti di una continua contaminazione. Sia come sia Smitti ci regala un tuffo di new-wave dolcissimo, di quando questo era un genere pop... e lo fa senza esagerare in trasgressioni che il mondo dell'elettronica moderna offre a buon prezzo, anzi gratuitamente.
Quanto di questo disco nasce dall’impatto che hai avuto nel sociale? ;In altre parole: quanto c’è di biografico?
Molto. Ci sono esperienze personali, ci sono episodi che ho colto nei racconti di amici. L’età della consapevolezza, ti accorgi che non sei l’unico ad aver vissuto queste situazioni, che non sei l’unico ad aver attraversato quei momenti. E ad un certo punto la vita diventa poesia in versi cantati.
E restando sul tema: secondo te perché tutta questa instabilità?
Nel nostro percorso affrontiamo situazioni che non sempre riusciamo a comprendere ed affrontare, soprattutto nell’adolescenza. Poi gli anni passano e abbiamo modo di tornare a quei momenti, di rivalutarli e rivalutarci. In questo modo possiamo capire anche il nostro vivere attuale, le nostre instabilità. L’esperienza ci porta pian piano ad accettare, ad accogliere anche queste situazioni.
Viceversa, il suono ha davvero l’aria di coccolare, confortare, regalarci stabilità: è una scelta voluta o solo una mia impressione?
Per molti brani, e soprattutto con "Sunny Day", ho cercato di riportare in suono i miei stati d’animo. "Sunny Day" è il mare in autunno, magnifico per quanto nostalgico e riflessivo. La musica è uno sfondo accogliente, il racconto ci rotola sopra.
E di questo suono quanta improvvisazione c’è? Quanto istinto e quanta casualità?
L’istinto c’è, ma affiancato a delle idee ben precise, per la maggior parte dei pezzi. La ricerca del suono e la scelta degli strumenti è stata oculata, senza lasciare nulla al caso.
L’elettronica dunque per Fabio Smitti è un’opportunità o una scorciatoia?
L’elettronica è lo sfondo perfetto, una morbosa relazione tra il nostro essere umani e il nostro vivere tecnologico. Nessuna scorciatoia, fa parte della mia espressione.
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