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IX edizione del Baroque Festival Florence

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Riceviamo e pubblichiamo:
"Associazione Konzert Opera Florence (K.O.F.) presenta la IX edizione del Baroque Festival Florence
Chiesa e Sala Capitolare di Santa Felicita
(Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
DA VENERDÌ 3 MAGGIO A DOMENICA 30 GIUGNO 2024
Prende il via venerdì 3 maggio 2024 alle 21 l’ottava edizione del Baroque Festival Florence, unica rassegna di musica barocca a Firenze, che prevede, fino al 30 giugno, sedici concerti con musicisti di rilevanza internazionale, quasi tutti in un luogo di grande valore artistico normalmente chiuso al pubblico: la Sala Capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze), con affreschi di scuola giottesca, oltre che in altri luoghi di grande interesse storico-artistico di Firenze, come la Chiesa di Santa Felicita (col suo stupefacente Pontormo), e la Biblioteca Marucelliana; due saranno all’aperto nel chiostro di Santa Felicita (in caso di pioggia, passeranno nella Sala Capitolare attigua). La rassegna è organizzata da Konzert Opera Florence (K.O.F.), associazione musicale senza scopo di lucro che da nove anni propone concerti di musica rinascimentale e barocca in luoghi di interesse artistico a Firenze durante la stagione primaverile (maggio-giugno) e autunnale, coinvolgendo giovani musicisti e professionisti del settore famosi da tutto il mondo in programmi sempre nuovi, per richiamare l’interesse sull’opera barocca europea e sulla musica strumentale del periodo. L’attività si svolge nel centro storico, a pochi passi dal Ponte Vecchio. K.O.F. ha collaborato con la sezione di musica antica del maggior teatro di Firenze (Musica Antiqua del Maggio Musicale Fiorentino); collabora inoltre col Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze e col Museo Galileo Galilei, condividendo con queste istituzioni l’obiettivo di diffondere la musica antica, sia lirica sia strumentale, in Toscana. Dal 2021 il progetto “Baroque Festival Florence” è rientrato fra quelli finanziati dal FUS Fondo unico per lo spettacolo; inoltre è parte dell’Estate Fiorentina, supportato da Città Metropolitana di Firenze, Regione Toscana, Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Presidente e direttore artistico dell’Associazione K.O.F. è Giacomo Benedetti: ha studiato pianoforte, organo, clavicembalo e direzione d’orchestra in Italia e Olanda, è organista e maestro di cappella nella chiesa di Santa Felicita e nella Basilica di San Miniato al Monte e docente al Conservatorio di Vibo Valentia. Lavora come organista e clavicembalista da solista e in ensemble in Italia e all’estero, realizzando concerti e incisioni; lavora per il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; è stato Maestro Collaboratore (assistente per il corso di clavicembalo e per il dipartimento di musica antica) del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze e lo è ancora alla Scuola di Musica di Fiesole. I concerti nella Chiesa di Santa Felicita o nella Biblioteca Marucelliana sono a offerta libera; quelli nella Sala Capitolare di Santa Felicita e nel chiostro hanno un prezzo variabile: 18 euro intero, 5 euro studenti; possibilità di abbonamento a 20 concerti dell’Associazione KOF (anche extra-festival) con riduzione del prezzo a 10 euro a concerto; info: 348 6928660, associazione.musicale.kof@gmail.com; konzertoperaflorence.eu
Programma
Venerdì 3 maggio, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Johann Sebastian Bach: Stile italiano, Stile tedesco. Sergio Foresti: basso; Anna Clemente: clavicembalo; Giacomo Benedetti: organo. Il concerto è una piccola antologia di arie di Bach per mettere a confronto lo stile tedesco e quello italiano: nella prima parte verranno proposti alcuni Lieder sacri, emblematici del mondo luterano e nella seconda lo stile tedesco con composizioni che più lo rappresentano, cioè tratte dalla cantata di argomento sacro ed il tentativo di imitare lo stile italiano con una delle pochissime pagine scritte in italiano, cioè la cantata profana Amore traditore che imita lo stile italiano, ma nella seconda aria lo stile cembalistico bachiano è evidente, perché lo strumento è obbligato, non un basso continuo, e la voce intona un’aria quasi come un corale. Il resto del programma darà spazio alla parte strumentale e rispetta il duplice aspetto stilistico proposto nella parte vocale: il Concerto in G-Dur BWV 592 per organo solista e clavicembalo, di respiro italiano, e il Ricercare a 6 dall’Offerta musicale a due clavicembali, che rispecchia lo stile prettamente tedesco.
Mercoledì 8 maggio, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Divine bellezze. I mottetti napoletani per voce sola e continuo. Valeria La Grotta, soprano + La Confraternita de’ musici: Fabio De Leonardis, violoncello; Stefano Stabile, tiorba; Cosimo Prontera, maestro di concerto, organo e cembalo. Musiche di L. Leo, G. Salvatore. La devozione religiosa delle popolazioni del Sud Italia è testimoniata dall'incredibile numero di chiese, cappelle e conventi che già nel Seicento erano annoverate nei taccuini dei molti viaggiatori che fecero visita alla nostra penisola. La devozione fu incentivata da un alto numero di eventi tragici: guerre, carestie, terremoti. Le pratiche devote e i culti per i santi divengono simbolo di una ricerca di soccorso e di protezione che talvolta le pagine musicali ne registrano la sommessa voce. I brani scelti, oltre che ad un intrinseco valore spirituale, celano altri elementi significativi. In primis quello storico, in quanto questi brani furono scritti per le Cappelle e per le Confraternite del tempo – istituzioni preposte alle pratiche devozionali; secondo quelli funzionali, in quanto assolvevano al compito di accompagnare il servizio divino appagando la pietà popolare. La struttura formale canonizzata è costituita da cinque momenti: Aria, Rec. Aria, Rec. Alleluia, anche se in alcuni casi è tangibile la fusione di alcuni di essi o la successione non osserva la consueta pratica come nel mottetto di Leo.
Venerdì 10 maggio, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Chiostro della Chiesa di Santa Felicita (in caso di pioggia: Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Il traversiere nella musica barocca europea. Enzo Caroli: flauto traversiere; Alessandra Artifoni: clavicembalo; Jean-Marie Quint: violoncello. Musiche di Telemann, Loillet, Handel, Lotti e J.S. Bach. Una passeggiata musicale attraverso gli stili compositivi dei grandi musicisti del barocco europeo. Il traversiere era lo strumento principe dell’epoca e il suo più noto rappresentante era J .J. Quantz, grande flautista e maestro di flauto del re di Prussia, Federico il Grande. È noto in effetti come il re si dilettasse a suonare la sera assieme ai suoi musicisti di corte; suo clavicembalista era Carl Philipp Emanuel Bach, figlio di Johann Sebastian. Quantz scrive nel suo famoso trattato per flauto e non solo: “la diversità di stile e ciò che più influenza i giudizi musicali. Questa diversità si manifesta presso varie nazioni che dimostrano di avere il gusto per le belle arti. Vi sono in particolare due popoli che ai nostri giorni hanno acquisito grandi meriti in relazione al miglioramento del gusto musicale. Essi sono quello italiano e quello francese. Le altre nazioni si sono adattate allo stile ora di una ora dell’altra, come lo stile della Germania”.
Sabato 11 maggio, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
“Laudate Dominum: Seicento sacro”. Musica vocale del Seicento italiano. Rossana Bertini: soprano; Andrea Benucci: tiorba; Giacomo Benedetti: clavicembalo, organo e concertazione. Musiche di G. Frescobaldi, G.G. Kapsperger, H.Schütz , C. Monteverdi, G.Rovetta, M. Cazzati, F Cavalli, F. Caccini e altri. Il concerto spazia tra i capolavori dalla musica sacra vocale e strumentale del 1600: i più grandi musicisti della musica italiana sono stati imitati e presi ad esempio in tutta Europa. La musica della Seconda pratica italiana domina grazie a musicisti come G.Frescobaldi , M.Cazzati, C. Monteverdi e la sua scuola, da cui sono derivati maestri come G.Rovetta, H.Schutz, F.Cavalli. Grandi contrasti ed effetti di profonda dolcezza e solennità La voce solista è tra le interpreti più importanti della vocalità italiana del barocco: Rossana Bertini.
Venerdì 17 maggio, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Sala capitolare e chiesa di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
La musica del Cinquecento e del Seicento al clavicembalo e all’organo. Carla Catalina Vicens: clavicembalo ed Organo Zeffirini (1572). Musiche di W. Byrd, J. Dowland, J. Bull, P. Philips, J.K. Froberger, G. Frescobaldi, G.Picchi, M. Cara, M.A.Cavazzoni, A. Cabezón. Nel XVI secolo, la musica per tastiera fiorisce in Europa insieme alla fondazione di alcune delle tradizioni più durature della costruzione di strumenti a tastiera. Un repertorio che oscilla tra il profano e il sacro, tra l'uso delle corde pizzicate della lira orfica e il maestoso suono dell’organo. Tastieristi amatori e professionisti vivono la trasformazione generata dalla stampa musicale. Essa ha inizio in Italia con le pubblicazioni di Petrucci, e dedicandosi agli strumenti a tastiera vede la luce la pubblicazione nel 1517 da parte di Andrea Antico di "Frottole da sonare organi", una raccolta delle canzoni italiane più popolari coltivate nelle principali corti d'Italia. Mentre la musica vocale rimane il modello principale per le composizioni per tastiera, generi strumentali come il “ricercare” e la “Toccata”, strettamente legati alla voce nelle loro origini, esplorano anche le caratteristiche idiomatiche degli strumenti. Ogni centro musicale in Europa afferma la propria identità, con l'internazionalismo condiviso che caratterizza la polifonia franco-fiamminga. Dopo la crisi della Controriforma, all'inizio del Seicento, mentre le fiamme della Guerra dei Trent'anni si accendevano in Europa, si sviluppò un momento in cui la musica divenne un ponte tra le nazioni, anche mentre il conflitto incombeva all'orizzonte. La Guerra dei Trent'anni fu scatenata dalla deposizione dell'Imperatore Ferdinando II come Re di Boemia, sostituito da Federico V del Palatinato. Questo evento diede il via a un movimento di artisti in esilio, in cerca di rifugio e ispirazione in terre straniere. Appena cinque anni prima, il 14 febbraio 1613, Federico V aveva sposato la principessa inglese Elisabetta Stuart. Essendo istruita nell'arte del clavicembalo, ricevette un dono di nozze significativo: la prima stampa inglese per virginale, intitolata Parthenia. Mentre la musica dalla Francia e dall'Italia veniva pubblicata in Inghilterra, la principessa intendeva portare la musica dei grandi compositori inglesi come Byrd, Bull e Gibbons alla sua nuova corte a Praga. Elisabetta regnò solo per un breve inverno come Regina di Boemia, prima di dover fuggire verso i Paesi Bassi. Questa regione, inclusa la capitale dei Paesi Bassi Spagnoli, Bruxelles, aveva già accolto altri musicisti inglesi in fuga come Francis Tregian, noto per aver compilato la musica del Fitzwilliam Virginal Book, e successivamente Peter Philips.
Mercoledì 22 maggio, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Tre partite di Johann Sebastian Bach (1, 2, 5). Giulia Nuti: clavicembalo. Le Sei Partite BWV 825-830 uniscono forma italiana e stile francese; Giulia Nuti, acclamata interprete del repertorio italiano e dei clavicinistes francesi, valorizza entrambi gli elementi stilistici, offrendo una visione del tutto originale del grande Maestro. L’interpretazione di Giulia Nuti esalta la qualità vocale della scrittura di Bach: gli abbellimenti e le ornamentazioni seguono le più recenti e accreditate ricerche bachiane, pur nel fedele rispetto della partitura. Nel concerto, Giulia Nuti presenterà tre delle sei Partite; la sua registrazione Johann Sebastian Bach: The Six Partitas, recentemente uscito per l’etichetta Arcana, è stata molto lodata dalla critica: “Unendo rigore e fantasia, senso dell'architettura e entusiasmo di libertà, Giulia Nuti infonde ad ogni Partita una vita intensa.” (Diapason)
“Il modo in cui suona Giulia Nuti ci fa capire che ha la capacità di ricavare dal clavicembalo tutto ciò che desidera.” (Gramophone)
Per Arcana Giulia Nuti ha inoltre inciso The fall of the leaf: English keyboard music on the Rucellai virginal (2022); Le coeur et l’oreille: Manuscript Bauyn (2017); Bach, Sei Suonate a cembalo certato e violino solo (con Chiara Zanisi, 2017).
Venerdì 24 maggio, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Ispirazioni musicali d’Italia in Germania tra il XVII ed il XVIII secolo”. Sara Mengs: soprano; Tobias Bader Mengs: basso; Ensemble Baroque Lumina (Matteo Saccà e Rossella Pugliano: violini; Andrea Benucci: tiorba; Giacomo Benedetti: concertazione, clavicembalo ed organo). Introduzione di Maik Richter, direttore del museo Casa Heinrich Schütz a Weißenfels. Musiche di Johann Krieger, Heinrich Schütz, Johann Heinrich Freytag, Johann Friedrich Fasch, Georg Philipp Telemann, Georg Friedrich Händel. A compositori noti se ne alternano alcuni che non raggiunsero gran fama neanche in Germania, poiché molte delle loro opere furono distrutte da incendi di castelli e durante le guerre, per esempio Johann Friedrich Fasch e Johann Philipp Krieger. Il concerto è strutturato in tre parti. Alcune delle opere eseguite sono state finora ascoltate solo da poche persone in Germania. Questo vale soprattutto per le composizioni di Johann Heinrich Freytag (morto nel 1720, violinista dell'orchestra di corte di Anhalt-Köthen sotto la direzione di Johann Sebastian Bach) e di Augustin Reinhard Stricker (morto intorno al 1719, primo direttore d'orchestra della corte di Anhalt-Köthen fra 1714 e 1717 e predecessore di Bach). I fratelli Johann Philipp Krieger (1649-1725, direttore d’orchestra della corte ducale di Sassonia-Weißenfels dal 1680) e Johann Krieger (1652-1735, direttore musicale della città di Zittau in Sassonia dal 1682), invece, sono più noti agli appassionati di musica. La musica in Sassonia non è rappresentata solo da questi due musicisti, ma anche da Heinrich Schütz, che ha avuto un'influenza significativa sulla cultura musicale tedesca un secolo prima di Händel e Bach. Un altro grande compositore, anche se spesso apprezzato solo negli ambienti musicali, fu Johann Friedrich Fasch (1688-1758, direttore d‘orchestra di corte dei principi di Anhalt-Zerbst dal 1722). Insieme al principesco violinista austriaco Carl Hoeckh, Fasch lasciò la sua impronta sulla musica del Principato di Anhalt-Zerbst in un'epoca in cui la musica del vicino Principato Anhalt-Köthen aveva già perso il suo fascino; se ne esegue un salmo che il maestro di capella Fasch ha composto 1727 per la corte di Dresda.
Mercoledì 29 maggio, ore 21 - Ingresso a offerta libera
Chiesa di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Il periodo d’oro della tromba barocca, da Fantini a Händel. Emilio Botto: tromba barocca; Giacomo Benedetti: organo; Angelo De Lucia e Simona Grazzini: danzatori. Musiche di G. Frescobaldi, G. Fantini, G.B.Viviani, G.F.Haendel, V. Pellegrini, B. Pasquini. Il concerto presenta un percorso della musica barocca per tromba e organo, dalla Firenze medicea del primo Seicento fino alla Londra di Händel del primo Settecento. Verranno proposte le Sonate di Fantini, i primi brani per tromba con intento artistico e non più solo militare; una Sonata del fiorentino Viviani del tardo Seicento e la celebre Suite per tromba dalla Water Music di Händel. Sull’organo di Onofrio Zeffirini , importante organaro del cinque-seicento , strumento fra i primi sei in Italia per qualità foniche e storiche, si alterneranno brani di G.Frescobaldi fino ad arrivare ai contemporanei di G.F:Handel . Il tutto interpretato su strumenti originali nella chiesa medicea di Santa Felicita dove molto probabilmente sono stati ospitati sia Fantini che Frescobaldi. I brani saranno accompagnati da danze in stile più in uso nel primo Seicento, eseguite dai danzatori Angelo Paolo De Lucia e Simona Grazzini in abiti sontuosamente barocchi.
Venerdì 31 maggio, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Johann Sebastian Bach e Sylvius Leopold Weiss: musica per clavicembalo e liuto. Francesco Romano: tiorba e liuto; Francesco Cera: clavicembalo. Musiche di J.S. Bach e S.L. Weiss. Due capostipiti della musica tedesca barocca. Sylvius Leopold Weiss (1686-1750) è considerato uno dei più importanti e prolifici compositori di musica per liuto della storia, nonché uno dei liutisti più conosciuti e tecnicamente esperti del suo tempo. Varie furono le occasioni in cui Bach e Weiss si incontrarono a Dresda per improvvisare al cembalo ed al liuto. Un programma che offre all’ascolto opere solistiche per i due strumenti tratte dalla ricca produzione solistica dei venerati compositori ed un’inedita versione di alcuni contrappunti dell’Arte della Fuga eseguiti in duo.
Mercoledì 5 giugno, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Chiostro della Chiesa di Santa Felicita (in caso di pioggia: Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Johann Sebastian Bach. Ensemble di fiati del Conservatorio “L.Cherubini”, Scuola di musica d’insieme; fiati della prof.ssa Grazia Rossi (Giulio Valente, Li Yuesen: trombe, Francesco Onerati, Alessandro Scerbo: tromboni, Anna Berthouze e Antonio Pezzella: flauto, Leonardo Bulli: oboe, Remo Simonetti: clarinetto, Niccolò Fontani: corno, Sofia Fulgione: fagotto, Antonio Pezzella, Anna Berthouze: flauti, Anastasia Pankratova: violoncello). Musiche di J.S. Bach. La classe di musica d’insieme per fiati di Grazia Rossi ha incentrato lo studio di quest’anno sulla musica di J.S.Bach : arraggiamenti e ritrascrizioni di brani famosi da Cantate, da Corali dell’Orgelbüchlein, dal Clavicembalo ben temperato, da Trio sonate: un tripudio di musica celestiale per strumenti a fiato in un inedito ascolto sicuramente ricco di sorprese.
Venerdì 7 giugno, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Lachrimae of the seven tears di John Dowland. Consort di Viole da gamba “I consortieri del Viaio” (Lisa Nocentini: viola da gamba soprano, Barbara Benvenuti: viola da gamba soprano e e viola da gamba basso, Cristina Rinaldi: viola da gamba tenore, Teresa Peruzzi e Maurizio Cucini: viola da gamba basso, Fabrizio Lepri: concertatore); Andrea Benucci: liuto. John Dowland, compositore e liutista, è considerato uno dei maggiori virtuosi di liuto di tutti i tempi. Nacque probabilmente a Londra, nel 1563 dove morirà nel 1625. Lachrimae of the seven tears è una sua raccolta di musica strumentale pubblicata a Londra nel 1604 per consort di cinque viole da gamba e liuto che contiene un set di variazioni sull’ incantevole tema del musicista inglese detto appunto “Lachrimae” e il meglio delle sue composizioni già molto diffuse durante la sua vita. Nel 1594 Dowland fu in Italia per incontrare il compositore Luca Marenzio, e sosterà per qualche mese anche a Firenze dove avrà la possibilità di esibirsi di fronte al granduca Ferdinando I, probabilmente in una delle stanze del palazzo Pitti, e di conoscere Giulio Caccini e la sua nuova arte. Tutta l’opera, con la sua intensità e struggente melanconia, riflette bene sia lo spirito dell’epoca elisabettiano che la dimensione interiore del travagliato autore che non a caso in diverse occasioni ebbe a descrivere se stesso come “infelice inglese”. Il Consort di Viole “la Consorteria del Viaio” di Anghiari diretto da Fabrizio Lepri insieme al liuto di Andrea Benucci presenteranno per la prima volta a Firenze molte pagine di questa meravigliosa opera, di rara esecuzione per la sua difficoltà e capace di varcare i confini del tempo.
Venerdì 14 giugno, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Le sonate sacre vocali in Italia ed in Germania. Nina Bohlke: mezzosoprano; Andrea Benucci: tiorba; Giacomo Benedetti: clavicembalo ed organo. Musiche di G. Frescobaldi, H. Schutz, C. Monteverdi, J.C. Bach, J.D. Heinichen, J. Dowland. L’Amore nelle sue varie accezioni, umana e spirituale, sarà il filo conduttore del programma interpretato dal mezzosoprano tedesco Nina Bohlke con la concertazione e l’accompagnamento all’organo ed al clavicembalo da Giacomo Benedetti e la tiorba di Andrea Benucci. Tre le nazionalità che, con le rispettive modalità espressive, daranno voce alle liriche presentate; l’Italia con Frescobaldi e Monteverdi, l’inghilterra elisabettiana con Dowland e la Germania di Schutz, Heinichen e Johann Christian Bach, cugino di secondo grado del più famoso Johann Sebastian.
Mercoledì 19 giugno, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Chiostro della Chiesa di Santa Felicita (in caso di pioggia: Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Un’amicizia tra musica e fiori: Händel & Telemann. Musica del settecento per flauto e clavicembalo. Kerstin Fahr: flauti dolci; Flòra Fàbri: clavicembalo. Musiche di Georg Friedrich Händel e Georg Philipp Telemann. I due famosi compositori e amici Händel e Telemann condividevano non solo l'amore per la musica, ma anche l'amore per i fiori. Si scambiarono lettere su piante speciali. Esistono documenti che attestano l’invio da parte di Händel a Telemann di fiori esotici da Londra ad Amburgo. Entrambi i compositori hanno scritto opere impressionanti per flauto dolce e clavicembalo. Flóra Fábri e Kerstin Fahr illuminano musicalmente questa amicizia: loro eseguiranno sonate, suite e partite un affresco sulle emozioni del periodo barocco in tutte le sue incredibili sfumature.
Domenica 23 giugno, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Giovani Talenti. Concerto di musica barocca e clavicembalo. A cura del Dipartimento di musica d’insieme per archi del Conservatorio “Luigi Cherubini”. Giorgio Sasso, Noemi Celestini, Eleonora Zamboni, Matilde Fubiani: violini; Matilde Giorgis: viola; Gabriele Bracci: violoncello; Luca Cola: contrabbasso; Giacomo Benedetti: clavicembalo solista e basso continuo. Musiche di: A. Corelli, A. Vivaldi, J.S.Bach. Il Dipartimento di musica d’insieme per archi del Conservatorio “L. Cherubini” propone un programma coi più grandi capostipiti della musica italiana strumentale per archi nel barocco: dai concerti grossi di Arcangelo Corelli ai concerti a quattro violini di Antonio Vivaldi fino ai concerti solisitici sempre di Vivaldi ed il concerto solistico di J.S.Bach per clavicembalo ed archi di ispirazione tipicamente italiana. La collaborazione con l’associazione Konzert Opera Florence ed in particolare del solista M° Giacomo Benedetti, docente di clavicembalo al Conservatorio di Vibo Valentia e maestro di cappella della chiesa di Santa Felicita, permette l’unione dell’esperienza con gli allievi del Conservatorio, guidati dal M° Giorgio Sasso, in un risultato ricco di freschezza ed entusiamo.
Venerdì 28 giugno, ore 16 - Ingresso a offerta libera
Biblioteca Marucelliana, via Cavour 43/47 - Firenze
Il periodo d'oro del mandolino a Firenze. Concerto preceduto dalla conferenza Il mandolino nella Firenze di fine Ottocento, fra nobiltà e borghesia, tenuta da Ugo Orlandi su Enrico Marucelli, Carlo Munier ed il mandolino a Firenze nella seconda metà del XIX secolo. Ore 18 concerto con Ugo Orlandi: mandolino solista e liuto cantabile; Andrea Benucci: primo mandolino; Antonella Vezzani: secondo mandolino; Luca Becorpi: mandola; Luisella Conter, Antonio Scaramuzzino: chitarre. Musiche di E.Marucelli, C. Munier, G. Walter, G. Bellenghi, L. Bianchi. La conferenza, a cura del mº Ugo Orlandi, docente di mandolino presso il conservatorio “G.Verdi” di Milano e uno tra i maggiori esperti al mondo dello strumento, cercherà di ricostruire, attraverso documenti storici, il fervore culturale che ruotava intorno al mandolino nella Firenze di fine Ottocento, mettendo in luce aspetti finora poco noti dell’ambiente musicale fiorentino del periodo legato soprattutto al rapporto tra i grandi compositori mandolinisti fiorentini e personaggi di spicco della cultura musicale del periodo. Una parte della conferenza, a cura del mº Andrea Benucci, sarà dedicata ad illustrate le varie tipologie di mandolino in uso a Firenze nel periodo anche attraverso la presentazione di strumenti e materiale originale del periodo. Il concerto presenterà musiche originali del periodo di compositori fiorentini e sarà a cura del Quartetto a Plettro Fiorentino “Carlo Munier” fondato dal mº Benucci con la partecipazione straordinaria del mº Orlandi e della chitarrista Luisella Conter.
Domenica 30 giugno, ore 21 - Ingresso € 18 intero / 5 ridotto / 10 abbonati
Sala capitolare di Santa Felicita (Piazza di Santa Felicita, 3, Firenze)
Giardini e Giordani: quartetti e concerti in stile galante. Giovanni Miszczyszyn: traversiere + Ensemble strumentale Accademia del Santo Spirito. Alessandro Conrado e Paola Nervi: violini; Massimo Barrera: violoncello; Luca Ronzitti: clavicembalo. Musiche di Tommaso Giordani (1730 circa - 1806) e Felice Giardini (1716-1796). Felice Giardini (Torino 1716 - Mosca 1796), compositore e violinista, fu allievo di G.B. Somis, suonò nell'orchestra del Teatro Regio di Torino e del S. Carlo di Napoli. Nello 1748 si recò a Parigi e nel 1750 a Londra, dove assunse, nel1752, la direzione dell'orchestra dell'Opera italiana del King's theatre. Sensibile alle tendenze più avanzate della musica del suo tempo, in particolare per i contributi recati alla forma del quartetto, diede prova inoltre di grande modernità condividendo con J.Ch. Bach, dalla cui opera fusensibilmente influenzato, il progressivo abbandono dello stile barocco in favore di un linguaggio già orientato verso il principio della forma-sonata e dello Stile Galante. Tommaso Giordani, (Napoli 1733 circa - Dublino 1806) compositore e clavicembalista, come Giardini visse a lungo e Londra, dove produsse innumerevoli Opere Italiane al King's theatre. Nella sua produzione strumentale privilegiò la forma sonata, lo stile Galante, caratterizzato da una amabile espressività dei tempi centrali, non privi di spunti melodici di rara eleganza, che nella presentazione dei temi, rivelano una maturità stilistica d'impronta chiaramente mozartiana.

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