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I Problemi di Gibbo: tra le righe del loro esordio

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I Problemi di Gibbo
“Sai dirmi perché?”

i probemi di gibbo - album

“#Buonumore” - Official Video

Esordio dal titolo "Sai dirmi perché?" per i reggiani I Problemi di Gibbo. Un disco pulito, di pop traslucido e conservatore nell’uso di suoni acustici, lisergico per quel poco di trasgressione che cerca dentro un’acetonica ad uso e consumo per la forma main stream delle canzoni di questo primo lavoro che comunque si impreziosisce di ottimi propositi, raggiunti anche con mestiere nonostante una prima prova per loro. Un ascolto che si dimostra fieramente quotidiano e che certamente tradisce delle ingenuità che noi celebriamo come quel dono di verità che ormai di rado vien fuori dalla perfezione industriale delle produzioni non più tanto ricche di contributi umani. Ecco: “Sai dirmi perché?”, per quanto sia compatto e sicuro nelle sue soluzioni, mantiene ancora viva una componente umana, di fragilità e ingenuità, che rende sincero e credibile questo primo lavoro de I Problemi di Gibbo.

Un mondo di semplicità dentro le trame del nuovo pop d’autore italiano. Cos’è per voi la semplicità? E perché questa direzione artistica in un’epoca in cui tutto sembra apparire complesso?
Crediamo fortemente nella bellezza della semplicità. La musica, come le altre forme d'arte, devono tendere alla bellezza, e molto spesso l'essenza stessa della bellezza è nella semplicità. Nel caso della musica, ed in particolare della nostra musica, abbiamo puntato alla semplicità nel suono e nel linguaggio. Un modo per esprimersi e comunicare, diretto e sincero.

Un titolo per il disco, una domanda… quali sono i “perché” della vostra vita?
Ci vorrebbe un sacco di tempo e pazienza, se dovessimo provare a spiegare quali sono le nostre domande irrisolte... Ma se restringiamo il campo al nostro mondo musicale, potremmo dire chè ci sono diversi "perchè" legati ai rapporti tra le persone. Abbiamo cercato con le nostre canzoni, di riflettere sulle difficoltà, sempre più evidenti, che tutti abbiamo quando dobbiamo rapportarci con un'altra persona. Tendiamo sempre di più ad evitare il rapporto diretto e ci nascondiamo dietro al nostro alter ego virtuale. Qualcuno sa dirci perchè? Vi sembra normale? Noi crediamo di no.

Gibbo è un personaggio di fantasia immagino… oppure un bel soprannome per qualche buon amico… che sia una rappresentazione della vita in se?
Esatto. Personaggio inventato, con un soprannome di fantasia, ma neanche poi tanto. Diventa così la nostra voce, lo strumento con il quale cerchiamo di comunicare il nostro punto di vista. E assomiglia molto a noi, ingenuo e sincero, senza paura di esporsi. Non usa "filtri", quasi come un bambino. Si mostra così com'è, senza curarsi del fatto che potrebbe risultare spesso fuori posto (molto spesso...).

Elettronica ed acustica… un connubio che resta fedele a quella semplicità che dicevamo. In cantiere qualche buona rivoluzione? Avete mai pensato di andare altrove con i suoni della vostra musica?
Con il nostro primo lavoro abbiamo imparato molto. Abbiamo cercato di far convivere le due sonorità, cercando un difficile equilibrio. Vogliamo che le sonorità più acustiche rimangano sempre in primo piano, ma ci piace anche sperimentare e sfruttare la tecnologia per creare un nuovo modo di utilizzare l'elettronica. Con il prossimo lavoro proveremo a consolidare questo connubio, ma con molta più consapevolezza. Non sarà una vera e propia rivoluzione, ma di sicuro in tanti aspetti sarà molto diverso.

A chiudere: un momento difficile per tutto, anche per la musica. Ma a parte le cronache di questo tempo, secondo voi la musica di cosa avrebbe davvero bisogno per “salvarsi”?
Discorso complesso... In italia c'è un problema di fondo, molto difficile da risolvere: troppo spesso la musica non viene considerato un vero e proprio lavoro. è un problema prima di tutto culturale. Questo momento difficile ha messo in luce tutti i problemi che, chi lavora nel mondo della musica deve affrontare continuamente. Spesso si lavora in modo "non ufficiale" o tramite espedienti, quali prestazioni occasionali e assunzioni a tempo, magari per cooperative e società non meglio identificate. Un settore dove la maggior parte degli eventi (quelli medio piccoli soprattutto) rimane in una specie di limbo, spesso al limite della legalità (fiscale). Bisognerebbe avere il coraggio di adottare delle modifiche radicali, per permettere a tutti di poter serenamente lavorare senza zone d'ombra e precarietà. Ma questo sarà possibile solo dopo che anche in Italia, la musica e tutti quelli che ci lavorano, venga equiparata ad un lavoro vero!

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