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Tobia Lamare: un disco "americano"

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Tobia Lamare

“Songs for the Present Time”
LAMARE COVER

“Dada” - Official Video

Casa. Ha davvero il sapore di casa questo nuovo disco di Tobia Lamare, al secolo Stefano Todisco. Al sole del suo Salento affida i suoni di questo nuovo lavoro, scritto anche durante trasferte e tour oltre i confini italiani. E si è riportato a casa collaborazioni e modi di intendere il suono con questo piglio roots americano - anche complice il matering fatto a Nashville. Nasce così un disco assolutamente interessante che intitola “Songs for the Present Time”, canzoni di un songwriting raffinato e leggero, di ispirazioni classiche da cui un artista come Tobia Lamare non può prescindere neanche volendo. In rete il video ufficiale di chiara matrice dylaniana… tornano le belle penne italiane ad arricchire di altro il mondo della scena indie fin troppo omologata.

Torna Tobia Lamare. Torna discograficamente parlando. Col senno di poi, che disco è questo che hai prodotto? Che momento della tua carriera rappresenta?
Domanda difficile. A me piace molto perché rappresenta artisticamente e umanamente quello che ho vissuto negli ultimi tre anni. È un disco che contiene i dieci brani più significativi di questo periodo. Ogni disco rappresenta una rinascita per un songwriter, o almeno è una possibilità per lui in questo senso. Credo di avercela messa tutta per fare evolvere il mio suono e andare avanti in una mia ricerca compositiva. Non voglio però essere presuntuoso, perché la sperimentazione è ovviamente declinata in senso personale e, ovviamente, non assoluto del mondo della musica.

Ho come l’impressione che sia un disco di “casa” più che un disco “del mondo”. Cioè è come se, ad ascoltarlo, pensassi più ad una voglia di tornare a casa per raccontarci cos’hai visto nel mondo… non è così?
È stato così. Sono brani scritti mentre ero in tour in posti che mi hanno stregato, come l’Irlanda o Nashville. Bozze, testi, accordi che poi in sala prove e in tour hanno preso una forma più definita. Sono canzoni che contengono storie e desideri. Viaggiare è linfa vitale per la musica e per la mente. È il vero modo per aprirsi e crescere in ogni senso. Casa è quel luogo invece dove riesci a mettere in ordine queste emozioni e farle diventare un disco.

Il tempo presente… che responsabilità dai a queste nuove canzoni?
L’unica responsabilità che mi piacerebbe avessero i miei brani è quella di fare innamorare le persone. Di essere colonna sonora di un bacio, di un ballo, di una cena. Se un brano suscita un’emozione profonda significa che è un grande brano. Ovviamente sono grandi aspettative e per me sarebbe fantastico avere la responsabilità di creare l’atmosfera ideale per qualcosa di così inteso come l’amore.

Perché viene sottolineato come il suono di questo disco sia contaminato di Salento, di mare e di casa? Che cosa cercavi nello specifico?
Abito a pochi chilometri dalla spiaggia. Nei periodi in cui non riesco ad andare a giocare con le onde mi concedo comunque un caffè sul mare. Ascolto il suo suono, guardo il suo colore e respiro. Il Salento è una terra che, artisticamente, va ben oltre il fenomeno folkloristico della pizzica e se non è la terra ad ispirarci è tutta l’acqua che ci circonda. È’ una terra che ti restituisce molto ma che sta soffrendo tanto: abbiamo Ilva, Cerano, Tap e Xylella. È impossibile che queste grandi contraddizioni tra la bellezza e la tossicità non alimentino i processi creativi.

A chiudere vorremo chiederti: nel singolo “Dada” quanta ispirazione o in che modo hai citato (se hai citato) il sapore melodico di un brano come “Like a Rolling Stone”?
Quello che mi ha fatto sempre impazzire di “Like a Rolling Stone” è il caos armonico di quella session di registrazione. Credo che sia qualcosa che mi porto dentro da sempre e la magia della casualità degli intrecci dell’organo di Al Kooper con la chitarra elettrica di Mike Bloomfield è incredibile. È un punto di partenza della musica elettrica contemporanea, una lezione che è stata ripresa tante volte e che ha dato ispirazione a tanti artisti e anche a me. Sono molto felice che  si senta la sua influenza nei miei brani.

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