
STAGIONE SINFONICA PROMUSICA 2017/2018
XIV edizione, 21 ottobre 2017 – 6 maggio 2018
Sabato 10 febbraio 2018 ore 21
Teatro Manzoni Pistoia
ORT – Orchestra della Toscana
EIJI OUE direttore
NEMANJA RADULOVIĆ violino
SERGEJ PROKOF'EV
Sinfonia n.1 in re maggiore op.25 Classica
Concerto n.2 in sol minore per violino e orchestra op.63
Allegro moderato | Andante assai | Allegro, ben marcato
ANTONÍN DVOŘÁK
Notturno in si minore per orchestra d'archi op.40
WOLFGANG AMADEUS MOZART
Sinfonia n.38 in re maggiore K.504 Praga
Dopo il clamoroso successo dello scorso anno torna a Pistoia, al Teatro Manzoni, sabato 10 febbraio (ore 21) il funambolico violinista franco-serbo Nemanja Radulović, star del concertismo internazionale, ospite della XIV Stagione Sinfonica della Fondazione Pistoiese Promusica, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Caript.
Accompagnato dall’ORT – Orchestra della Toscana, diretta dal giapponese Eiji Oue – celebre per le sue “interpretazioni straordinarie” (“La Nacion”) e per il suo “buon umore e grande energia” (“BackTrack”) –Radulović eseguirà il Concerto n. 2 scritto da Sergej Prokof’ev che fu da lui stesso diretto per la prima volta nel 1935 al Teatro Monumental di Madrid. “La quantitàdei luoghi nei quali ho composto il Concerto” – racconta Prokof’ev – “mostra che vita da nomade conducessi a quel tempo. Il tema principale del primo tempo lo scrissi a Parigi, il primo tema del secondo a Voronež, l'orchestrazione l'ho completata a Baku, e la prima è avvenuta a Madrid".
Solista inimitabile, dal talento ed empatia irresistibili, Nemanja Radulović ha conquistato in pochi anni una grande folla di fan in tutto il mondo, esibendosi con alcune delle più importanti orchestre, grazie alla combinazione di virtuosismo e profondità di espressione e alla proposta di programmi audaci, che rispondono al suo interesse di allargare sempre più i confini della musica classica.
Il programma della serata include anche la Prima Sinfonia composta da Prokof’ev nel 1916, quando “la Grande Guerra era nel bel mezzo del suo sanguinosissimo corso” – come scrive Daniele Spini nelle note di sala – “e non si poteva pensare a un ritorno all'ordine, come quello con il quale, tornata la pace, l'Europa cercò di tirare su il fiato dopo cinque anni di massacri e distruzioni”.
A chiusura del concerto, dalla Praga ottocentesca del Notturno per soli archi di Antonin Dvořák (1841 – 1904), si risale di un secolo alla Sinfonia in re maggiore K. 504 (detta “Praga”), una delle più note e amate di Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791), datata 1786, che già preannuncia i tratti peculiari della maturità sinfonica del compositore.
I biglietti (da euro 5 a euro 20) sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Manzoni (0573 991609–27112) e online su www.teatridipistoia.it, www.boxol.it e www.boxofficetoscana.it
La stagione Sinfonica Promusica: www.fondazionepromusica.it

Biografie
ORT – Orchestra della Toscana
Fondata nel 1980, l’ORT ha sede al Teatro Verdi di Firenze. Considerata una tra le migliori orchestre in Italia è formata da 44 musicisti, tutti professionisti eccellenti che sono stati applauditi nei più importanti teatri italiani come il Teatro alla Scala, l’Auditorium del Lingotto di Torino, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, e nelle più importanti sale europee e d’oltreoceano, dall’Auditorio Nacional de Musica di Madrid alla Carnegie Hall di New York. La sua storia artistica è segnata dalla presenza di musicisti illustri, primo fra tutti Luciano Berio. Collabora con personalità come Salvatore Accardo, Martha Argerich, Rudolf Barshai, Yuri Bashmet, Frans Brüggen, Myung-Whun Chung, Gianluigi Gelmetti, Daniel Harding, Eliahu Inbal, Yo-Yo Ma e Uto Ughi.
Interprete duttile di un ampio repertorio, che dalla musica barocca arriva fino ai compositori contemporanei, l’Orchestra ha da sempre riservato ampio spazio alla ricerca musicale al di là delle barriere fra i diversi generi (Haydn, Mozart, tutto il Beethoven sinfonico), sperimentando possibilità inedite di fare musica e verificando le relazioni fra scrittura e improvvisazione. Accanto ai grandi capolavori sinfonico-corali, interpretati con egregi musicisti di fama internazionale, si aggiungono i Lieder di Mahler, le pagine corali di Brahms, parte del sinfonismo dell’Ottocento, con una posizione di privilegio per Rossini, e l’incontro con la musica di Franco Battiato, Stefano Bollani, Richard Galliano, Heiner Goebbels, Butch Morris, Enrico Rava, Ryuichi Sakamoto. Una precisa vocazione per il novecento storico, insieme a una singolare sensibilità per la musica d’oggi, caratterizzano la formazione toscana nel panorama musicale italiano. Il festival “Play It! La musica fORTe dell’Italia” è il manifesto più eloquente dell’impegno dell’orchestra verso la contemporaneità, premiato nel 2014 con il XXXIII Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati” come migliore iniziativa 2013.
Incide per Sony Classical, Emi, Ricordi, Agorà e VDM Records.
Eiji Oue – direttore
Famoso per le sue “interpretazioni straordinarie” (La Nacion), la capacità di ispirare orchestre, e per la sua caratteristica del “buon umore […] e grande energia” (BackTrack), Eiji Oue è ospite delle più importanti orchestre internazionali, tra cui New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Frankfurt Radio Symphony Orchestra e Munich Philharmonic. Attualmente è direttore emerito della Osaka Philharmonic Orchestra (dopo aver ricoperto la carica di direttore musicale dal 2003 al 2011) e della NDR Radio Philharmonic Orchestra di Hannover, dopo un periodo di undici anni come direttore ospite principale. È stato inoltre direttore musicale della Minnesota Orchestra e dell’Orquesta Simfònica de Barcelona I Nacional de Catalunya (Barcelona Symphony Orchestra). Mentre nel ruolo di direttore musicale del Grand Teton Music Festival di Wyoming (1997-2003), è stato la forza trainante dietro la scoperta di uno degli eventi più amati del Festival, il suo concerto annuale Fourth of July Community Concert. Nella Stagione appena conclusa, è stato invitato a salire sul podio della Malaysian Symphony Orchestra, Wroclaw Philharmonic, Belgrade Philharmonic, Orquesta Sinfonia di Tenerife, Janacek Philharmonic Ostrava e Orquesta de Valencia. Nelle ultime stagioni è stato protagonista in un vasto tour mondiale in occasione dei festeggiamenti per il centenario della Tokyo Philharmonic Orchestra, in tournée in Giappone e Sud America con la NDR Philharmonic e nel debutto all’Orquesta Sinfonia Brasileira, Teatro Colon a Buenos Aires, e la Shanghai e Guangzhou Symphony Orchestra. Ha inoltre diretto l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, il MDR Sinfonieorchester di Lipsia, l’Orquesta Sinfonica de Castiglia y Leon e la Junge Deutsche Philharmonic. Recentemente ha diretto il Die Fledermaus (Il pipistrello) di Johan Strauss alla Nikikai Opera di Tokyo. Tra le sue incisioni in repertorio vi sono musiche di Bernstein, Stravinskij, Mahler, Strauss, Copland e Rachmaninov con l’Orchestra del Minnesota, mentre con il NDR Hannover ha registrato brani di Antheil, Martinů, Šnitke e Lieder di Strauss con il soprano Michaela Kaune, e per la Deutsche Grammophon ha inciso i concerti di violino di Paganini e Spohr.
Appassionato all’educazione e formazione musicale della prossima generazione di musicisti, dal 2000 è professore di direzione d’orchestra alla Hochschule für Musik und Theater di Hannover. Nato in Giappone, ha preso lezioni di piano fin dall’età di quattro anni. A 15 è entrato nella Taho School of Music come “Performance major” iniziando gli studi di direzione d’orchestra con Hideo Saito, già insegnante di Seiji Ozawa. Nel 1978 fu invitato proprio da Ozawa a trascorrere l’estate studiando al Tanglewood Music Centre di Boston, dove incontrò Leonard Bernstein, che divenne suo mentore e collega, dividendo con lui il podio durante tre tournée internazionali alla Scala, alla Wiener Staatsoper, all’Opéra de Paris-Bastille, a Mosca, San Pietroburgo, Berlino, Roma, nonché suo assistente nel 1991 nella creazione del Pacific Music Festival di Sapporo, in Giappone, diventando così direttore stabile dell’orchestra del festival. Tra i suoi numerosi premi e riconoscimenti si ricordano nel 1980 il Koussevitzky Prize a Tanglewood, nel 1981 il primo premio e l’Hans Haring Gold Medall al Mozarteum di Salisburgo. Nel novembre 2005 ha ricevuto il Premio Praetorius Music from Land, Bassa Sassonia, e nel 2009 il premio dell’Ordine di Merito.
Nemanja Radulović – violino
In pochi anni, ha conquistato il mondo della musica classica per i suoi virtuosismi e le scelte musicali avventurose. Firma in esclusiva un contratto con l’etichetta musicale Deutsche Grammophon, per la quale ha inciso recentemente il suo ultimo album BACH che presenta le sue interpretazioni del repertorio bachiano.
Collaborando con alcune delle più prestigiose istituzioni musicali, continua a rafforzare e consolidare la sua forza artistica e il suo talento. Si è esibito insieme alle più prestigiose orchestre in Europa (Münchner Philharmoniker, NDR Radiophilharmonie di Hannover, WDR Köln, Stuttgarter Philharmoniker, Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, Orchestre Philharmonique de Radio France, Orchestra Nationale del Belgio, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, ORT, Philharmonic of Ukraine, Čajkovskij Symphony Orchestra, Prague Chamber Orchestra, Royal Philharmonic Orchestra di Londra), Asia(Tokyo Symphony Orchestra, Hong-Kong Sinfonietta, Tenerife Orchestra) e America (Montreal Symphony Orchestra, Rio Symphony Orchestra). È ospite delle più importanti sale da concerto (Carnegie Hall a New York, Concertgebouw ad Amsterdam, Philharmonie a Berlino, Salle Pleyel and Théâtre des Champs-Élysées a Parigi, Megaron ad Atene, Suntory Hall a Tokyo, Teatro Colón a Buenos Aires e Melbourne Recital Hall) e si esibisce regolarmente in recital con Marielle Nordmann, Laure Favre-Kahn, Dominique Plancade, Anne Gastinel, Susan Manoff (con cui nel 2010 ha anche registrato un disco sulle Sonate di Beethoven per la Decca), e con i suoi ensemble The Devil’s Trills e Double Sens. Il primo, ormai noto nelle sale da concerto in tutta Europa e Asia, si distingue per il loro gioco virtuosistico e coinvolgente e per il loro album omonimo, uscito nel 2009 (Decca), acclamato dalla critica internazionale. Il secondo, Double Sens, famoso per la loro abilità di musica da camera, si è affermato con successo grazie al cd The 5 Seasons, sempre per la Decca, che comprende le Quattro Stagioni di Vivaldi e un pezzo in prima assoluta scritto da Aleksandar Sedlar per le vittime Tsunami in Giappone 2011, dal titolo Spring in Japan, eseguito assieme a The Devil’s Trill. Questa lunga collaborazione con l’etichetta Decca/Universal Music lo ha portato a incidere, oltre alle sue pubblicazioni di ensemble, il suo cd da solista con la Deutsche Grammophon, intitolato Paganini Fantasy (2013) e l’anno dopo il Journey east.Nato in Serbia nel 1985, Nemanja Radulović ha studiato alla Saarlandes Hochschule für Musik und Theater di Saarbrücken con Joshua Epstein, successivamente alla Facoltà di Arte e Musica di Belgrado seguendo gli insegnamenti di Dejan Mihailovic. All’età di 14 anni si trasferisce a Parigi per perfezionarsi con Patrice Fontanarosa. Ha partecipato alle masterclass tenute da Yehudi Menuhin e Salvatore Accardo. Ha vinto diversi concorsi internazionali quali il Josef Joachim di Hannover, George Enescu di Bucarest, Antonio Stradivari in Italia, Yehudi Menuhin, Wieniawski-Lipinski in Polonia, “Rivelazione Internazionale dell’Anno” da Victoires de la Musique nel 2005 e “Miglior Artista” dello stesso anno, un Dottorato Onorario dell’Università degli Arti di Niš, in Serbia nel 2014 e infine nel 2015 è stato premiato con ECHO klassik, e come musicista dell’anno con il premio ELLE.
Fondazione Pistoiese Promusica
Francesca Vannucci, 0573 974228
francesca.vannucci@fondazionecrpt.it
Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale
Francesca Marchiani, 0573 991608
francesca.marchiani@teatridipistoia.it
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