SILVIA CONTI
"A Piedi Nudi (psichedeliche ipnotiche nudità)"
"Tom Tom" - Official Video
Un disco maturo, leggero e nonostante l’impegno sociale non si fa mai pesante. E poi è bello da vedere questo disco, da avere. Un oggetto raffinato e ben curato dal marchio di fabbrica RadiciMusic di Firenze, raffinato quanto il mondo musicale che scivola via senza intoppi lasciando numero segni di fascino. Silvia Conti torna in scena dopo una latitanza dal mondo dei dischi e della critica, torna dopo un Festival di Sanremo lontano 33 anni fa quasi e torna con un piglio assai maturo e deciso. Questo nuovo disco si intitola “A piedi nudi (psichedeliche ipnotiche nudità)” con 11 brani di cui una introduzione in bilico tra visioni psichedeliche e dolcissimo reading. E poi due cover: suona in italiano la stranota “Dancing Barefoot” di Patti Smith e “All Togheter Now” dei Beatles in una versione tutta acustica e corale che tra l’altro non appare in copertina ma lo scopro solo sfogliando il booklet e ascoltando questo lavoro. Canzone sociale? Senza ombra di dubbio. E con quel gusto di metafora e dolcezza che non aggredisce e non fa le morali. Vi invitiamo all’ascolto. In rete il video di lancio del singolo “Tom Tom”… e voi che direzione prenderete?
Non solo i “Piedi nudi” ma anche i colori. Quanto contano i colori per Silvia Conti?
Contano moltissimo. Infatti il titolo completo del disco è “A piedi nudi (psichedeliche ipnotiche nudità)” e sta a sottolineare appunto tutti i colori di cui uso circondarmi, compresi quelli sui miei piedi.
Perché le nudità a cui alludi le dipingi come psichedeliche ed ipnotiche?
Perché lo sono. Se guardi bene la copertina dell'album vedi che le unghie dei miei piedi nudi sono dipinte ognuna con un colore diverso a creare, appunto, un effetto psichedelico. E' proprio guardandoli che mi è venuta l'idea del titolo.
Esiste una relazione tra la musica che fai e il tempo che vivi? O riesci ad estraniarti da ogni cosa? Ti chiedo questo perché in più momenti - e cito per esempio "Mi minore dalla Leti" - sembra non avere tempo e spazio…
Io scrivo di ciò che vivo, delle mie esperienze, delle mie sensazioni, di ciò che osservo e ascolto quindi sì, è ovvio che esiste una relazione forte tra la mia musica e il mio tempo. Allo stesso tempo però, come credo per chiunque, a volte serve anche un certo distacco dalle cose, soprattutto da quello che desideri raccontare, una distanza, chiamiamola così, che permetta di vedere l'oggetto del tuo interesse con più sincerità, con più verità. Mi fa piacere che tu questo lo abbia notato in “Mi minore dalla Leti” poiché è proprio ciò che volevo: un “racconto” senza dimensione fisica e intimo, talmente intimo che solo chi mi conosce in profondità può cogliere nella sua interezza ma, almeno lo spero, in fondo semplice, il cui significato può essere colto da chiunque ci si ritrovi. Ed è questo che è la musica per me: un mondo interiore e personale che si espande fino a coinvolgere tutti.
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