Domenica era la giornata mondiale della poverà e mi piaceva fare delle riflessioni al riguardo.
Chi sono per noi i poveri? Che cosa rappresentano?
Capita a tutti di andare al supermercato e incontrare un uomo che ci chiede i soldi del carrello, oppure d'incontrare un ragazzo di colore che vende le cose. Molto spesso lo ignoriamo o cerchiamo di cambiare marciapiede o strada. Ma come mai? Forse perché in fondo loro rappresentano qualche cosa che ci spaventa, qualche cosa con cui non vogliamo avere niente a che fare. È la diversità che suscita in noi questo stato d'animo, lo diceva bene Goethe e secondo me aveva proprio ragione. Ma c'è anche la debolezza, il povero è debole, indifeso e questo non lo amiamo...
Il nostro inconscio ci lancia dei segnali inconfutabili che spesso non vogliamo riconoscere a cui non diamo seguito perché è più semplice non ascoltare cose che non ci piacciono e con cui dovremmo confrontarci. Guardarci dentro non ci piace, lo rifuggiamo come la peste. Non sono molte le persone che hanno il coraggio di farlo, la maggior parte dice che non ne ha bisogno ma in realtà non è così.
La situazione attuale del Covid ha creato molta più povertà a causa della perdita del lavoro, e, coloro che non sono in grado di reinventarsi sono caduti in questa situazione.
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