
Dovrei cominciare dall'altra sponda dell'Atlantico, e più precisamente dal buon vecchio Ralph Waldo Emerson …. Questo “faro di luce” è ormai completamente dimenticato dalla sinistra, benchè fosse stato stimato ed amato dall'eroe cubano Josè Martì, ( si veda al proposito ad es. http://cubajournal.blogspot.it/2006/05/jos-mart-and-ralph-waldo-emerson.html oppure http://mellenpress.com/mellenpress.cfm?bookid=7800&pc=9 ) etc. etc....Anch'io -"nel mio piccolo"- invecchio, e per una volta (vi assicuro non si ripeterà) cercherò di attirargli la simpatia del lettore/lettrice ( come se “la sua saggezza e la sua dottrina” ne avessero bisogno ….). Dunque come fare? Ammetterò che c'è almeno una cosa, ovviamente secondaria, un dettaglio....in cui non sono d'accordo con lui ….Dall'antipatia verso di me spero di suscitare simpatia verso di lui...Leggiamo dunque nel suo saggio “Esperienza”: “ […] Un tempo amavo talmente immergermi nella lettura di Montagne che pensavo di non aver bisogno di altri libri; la stessa cosa m' era accaduta, prima, con Shakespeare; e poi con Plutarco, e poi con Plotino; e contemporaneamente, con Bacone; poi, ancora, con Goethe ” (1) Il dettaglio è che Emerson qui fa un discorso di autori e non di questa o di quell'altra opera...Dettaglio certamente secondario, ma che porto all'attenzione del lettore/lettrice ….Se non vado errato, Fernanda Pivano, una volta scrisse a proposito di “Spoon River Anthology” di E.L.Masters che quando lo aveva letto la prima volta, non gli importava del fatto che quell'autore avesse scritto altri libri, e nella fattispecie, opere mediocri, ma tutta la sua attenzione era su quell'opera, che gli “apriva un mondo” (si, non è sicuramente questa l'espressione che ha usato, ma rende il concetto), e che aveva appassionato una generazione....Io non ho letto le altre opere di Irvine Welsh, ma “Trainspotting” è certamente una di quelle opere che da sola, indipendentemente dal resto della produzione, buona o cattiva che sia, del suo autore, ha la capacità di assorbire interamente il tuo interesse....Senza lasciare posto per altro...Ed è questa una delle qualità che ne hanno fatto una di quelle opere che hanno incarnato davvero lo spirito di una generazione...Chi, tra i nati negli anni '70, leggendo “Trainspotting” , adesso negli anni '10 non ha avuto un “flash-back” di innumerevoli scene più o meno inconfessabili vissute anni e anni fa, più e più volte? Una scena per tutte: quella del pesante boccale da birra lanciato alla cieca da dietro le spalle da uno dei protagonisti...che inevitabilmente arriva sulla fronte di qualcuno...Io non ho visto il film che ne è stato tratto, adesso rifiuterei di vederlo per non rovinare la delicata immagine mentale che mi associa a ciascuno dei protagonisti, visi, voci, persone care e oramai più o meno lontane...Proprio in questi giorni mi inquietavo per la ricomparsa dell'eroina ai livelli di quei tempi...Ricomparsa che spero esista solo nella mia mente...Per associazione di idee, dato che l'eroina è uno dei temi del libro, se le mie inquietudini avessero un fondamento reale...Vorrei contrapporre alla disperazione di questi fatti....per cercare una sorta di antidoto.... la cosa che mi ha colpito di più in quell'opera, e che avrebbe fatto innamorare di questa il “grande vecchio” Ralph Waldo Emerson : il clima di assoluta libertà interiore -malgrado tutte le costrizioni dell'ambiente, delle situazioni, del sistema, della sostanza, malgrado depressione, cinismo, AIDS, etc. etc. - in cui vive ….soprattutto direi Renton, ma anche una buona fetta dei personaggi del libro...Un clima di libertà interiore, "mentale" se volete, che nessuna sostanza al mondo, nessuna signora Thatcher , nessuna malattia, nessun clima di capitalismo terminale, potrebbe soffocare....E che darebbe grandi “garanzie sul futuro” se fosse “fatto proprio” dalle nuove generazioni....
Fabrizio Cucchi, DEApress
(1) Ralph Waldo Emerson, Natura e altri saggi, BUR, seconda edizione, Milano 1998, pag. 202
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