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Giovanni Romanini l'autore del tempo passato

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Sarà stato uno dei pochi artisti che non avuto in vita riconosciuta la capacità di creare senza mezzi termini. Senza sapere che Giovanni Romanini, di estrema umiltà e bravura, per poter campare, in un mondo come quello dei fumetti che soprattutto in passato era mercato di bassa frequenza, dovette disegnare per Barbieri. Barbieri per i molti è lo chef pluristellato che oggi imperversa sui social con le sue ricette, ma qualche tempo fa Renzo Barbieri fu il più strenuo editore di fumetti da battaglia della nostra penisola. Barbieri non aveva la visione di Bonelli, di Max Bunker o di altri; era un artigiano del fumetto. Incredibilmente sfornò un gusto popolare che spesso non corrispondeva a qualità. E fu l'editore del fumetto erotico e vagamente pornografico. Inventando una serie di eroine che oggi sono alla pari della bunkeriana Satanik. Giovanni Romanini veniva proprio da lì, da quella oscura e sensuale signora inventata da Bunker e disegnata su tutti da Magnus. Magnus ovvero Roberto Raviola, ancora oggi non ha il giusto posto che gli spetterebbe. Dovrebbe essere alla pari di grandi maestri della matita con i ballons. Ma siamo in Italia e Magnus era italiano. Giovanni Romanini amico e alunno di Magnus prese da costui la grande umiltà del genio. Imparò il suo segno come pochissimi e lo reinventò. Il suo capolavoro assieme al maestro Magnus fu La compagnia della Forca una saga bellissima, incredibile, impossibile da essere ripetuta. Ebbene Romanini firmò assieme a Magnus quel capolavoro di grande intelligenza. Sfido a capire le matite dell'uno o dell'altro. Infatti la perfezione di quel fumetto si trova proprio nella continuità del segno, del gesto, del disegno. Ma Romanini non fu solo la terza e quarta mano di Magnus, fu anche autore di se stesso per serie che purtroppo non passeranno alla storia proprio perchè edite da piccoli editori o da Barbieri. Certamente oggi a rileggere Theo Calì, il calciatore juventino , viene su tanta nostalgia. Così come leggere I Ragazzi della Terza B, trasposizione a fumetti della fortunata serie televisiva I Ragazzi della Terza C. Ma sua è stata anche una parte di Wallestein, Lady Domina, Ulula. E anche la mitica Zora, la pornovampira. Sua anche la mano in Kriminal, ovviamente in Satanik e naturalmente in Alan Ford. In quest'ultimo caso non si sa per quale motivo LucianoSecchi, alias Max Bunker, all'uscita non pacifica di Raviola poteva affidare a Romanini la continuità e avrebbe avuto sicuro successo. Invece il fumetto fu disegnato da Paolo Piffarerio, geniale matita ma non utile alla particolare vita del personaggio più longevo dell'autore milanese. Peccato. Solo tre sono le storie scritte totalmente da Romanini per Alan Ford. Poi il Tex La valle della morte, l'ulitma grandissima opera di Magnus. Morto presto troppo presto Raviola, Romanini continua per Barbieri ma a un certo punto entra nello staff di Topolino e della Bonelli disegnando molti episodi di Martin Mystere. L'ultima sua opera. In vita Romanini non ha avuto dedicata una mostra, un catalogo, un saggio. La sua modestia non gli ha permesso di rendergli il giusto merito di essere uno dei più bravi disegnatori italiani. Oggi se ne è andato in un tempo distratto, preoccupato per un virus che toglie serenità e leggerezza. Un ulteriore segno di quella non grandissima fortuna che ha segnato la sua vita. Per chi può recuperare alcuni suoi fumetti lo faccia, scegliendo dalla vasta produzione di Barbieri. Ma su tutte le sue opere leggete La compagnia della Forca e capiterete il senso di questo scritto. Con la speranza che quando tutto questo tempo triste, qualche critico di quelli togati possa riscattare la figura di Romanini, così come è giusto che sia.

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