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Inondati di domande

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Con la stessa puntualità con la quale si presenta l'autunno arrivano le piogge. E con esse le inondazioni. Sempre. Un tempo si chiamavano eventi eccezionali, disastri naturali rari e casuali. Adesso sono la norma. Tutta la penisola è puntualmente sconvolta da un ribollire di acqua fangosa e piena di detriti che porta via le auto, abbatte i ponti, distrugge i raccolti e soprattutto spezza della vite. Dalla Liguria al sud Italia, ormai gli ultimi anni offrono sempre le solite immagini, dal colore marrone e dal sapore amaro.

Ineluttabilmente le domande montano come una piena nella testa di chi osserva impotente.

La prima: perchè succede tutto questo? Alcuni dicono che sempre stato così, le alluvioni sono sempre esistite. La storia ne è piana. E' solo la spettacolarizzazione della nostra epoca che ce le fa saltare all'occhio... Oppure è vero che l'azione dell'uomo sta cambiando il clima e che le precipitazioni sono sempre più concentrate e violente, alternate a lunghi periodi di siccità? O forse si è costruito troppo ricoprendo di cemento gli alvei dei fiumi? O tutte e due le cose messe insieme?

Ad ogni disastro seguono accuse, indignazione, polemiche, appelli e richieste di giustizia. Nel frattempo vengono bruciati decine di milioni di euro pubblici, il tempo passa, il clamore sfuma e tutto torna come prima, fino alle prossime piogge.

Ormai è ben noto che è molto più costoso riparare i danni che prevenire sia con opere strutturali sia con adeguate leggi per il governo del territorio. Ma questo non viene mai fatto perchè fino a quando non avviene un disastro nessuno muove un dito.

Quindi nascono nuove domande: perchè nel continuo blaterare della politica non si sente mai parlare della difesa del territorio, che di conseguenza implica la difesa delle persone che ci vivono? Perchè le risorse per opere titaniche ma non indispensabili ci sono ma non si riescono a trovare per piccoli lavori che potrebbero salvare delle vite? Perchè certe sovrintendenze così solerti a bloccare l'installazione di un pannello fotovoltaico giudicato antiestetico non si accorgono che dal nulla nascono dei palazzi in terreni non edificabili? Ci sono stati degli errori? Chi ha commesso questi errori ne risponderà di fronte alla legge?

Il ministro Clini promette che da dicembre si inizierà a studiare un piano per la manutenzione del territorio contro le catastrofi naturali. Ma nel frattempo tutte queste domande rimangono inascoltate, inghiottite dalle tumultuose e torbide acque che devastano l'Italia.

 

14/11/12

Cosimo Biliotti

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