Un vento sottile di tramontana ed il cielo plumbeo di metà novembre compongono lo scenario ambientale del match domenicale contro gli orobici, già testimoni dei successi passati di una squadra che finalmente guarda al futuro alla luce di un presente ricco di promesse. Nel catino del Franchi bastano quattro minuti alla Fiorentina orfana di Jovetic per passare in vantaggio e a mostrare la coralità e la forza del gruppo è Gonzalo Rodriguez che marca la sua terza rete stagionale
approfittando di una punizione tagliata di Pasqual nell'area piccola. E' presto però per rallentare il ritmo di tessitura del gioco che nei successivi minuti la Fiorentina articola in lanci lunghi; le trame del centrocampo si diradano, l'Atalanta sale e si arriva al pareggio di Bonaventura che, in sospetta posizione di fuorigioco, conclude alle spalle di Viviano una rocambolesca azione da calcio d'angolo.
La Fiorentina non si scompone e si fa appena in tempo ad intuire che il meccanismo del suo elegante gioco sta riprendendo i giri che arriva il vantaggio su punizione di Aquilani. La partita prende la sua direzione ed è con geometrica evidenza che lo dimostra dopo che un guizzo solitario di Quadrado lanciato a rete viene interrotto fallosamente da Cigarini; espulsione ineccepibile, bella punizione di Pasqual deviata in corner da Consigli e poi ecco, poco prima dell'intervallo, il terzo gol, ancora di Aquilani, ancora sugli sviluppi di una palla inattiva a dimostrare della Viola, oltre alla pregevole fattura del gioco, anche la concretezza determinata e fredda. C'è ancora un tempo da disputare, ancora quarantacinque minuti di un gioco che si sviluppa lucido ed ordinato e dal quale nasce il pregevole gol di testa ad opera di Toni, imbeccato in area di rigore dal solito Aquilani. Il resto sono i cori ed i volti del tifosi viola consapevoli ancora di più che questa Viola vola, la si vede, piacevolmente sorpresi raggiungere il terzo posto in classifica.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






