DEApress

Wednesday
Jun 24th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Teatro: Delitto e castigo

E-mail Stampa PDF

Delitto e castigo

La compagnia di Glauco Mauri e Roberto Sturno, in collaborazione con il Teatro Chiabrera di Savona, presenta ‘Delitto e castigo’
di Fedor Dostoevskij. Riduzione teatrale e regia: Glauco Mauri. Interpreti: Glauco Mauri, Roberto Sturno, Cristina Arnone, Mino Manni, Simone Pieroni, Odoardo Trasmondi. Scene: Alessandro Camera. Costumi: Simona Morresi. Musiche: Arturo Annecchino.

Raskol’nikov, giovane indigente di San Pietroburgo, uccide una vecchia usuraria e la sorella di lei, che accidentalmente aveva assistito al delitto. Nei giorni successivi ‘Rodja’ cade in preda a una febbre dolorosa. A cosa è dovuta? La sua convinzione nella superiorità di alcuni esseri rispetto ad altri, nell’esistenza di uomini eletti che muovono il mondo e che portano una parola nuova, lo spinge razionalmente a considerare il delitto come un atto necessario alla legittima affermazione personale, alla rimozione di un ostacolo insulso rispetto alla propria grandezza. Del resto se Keplero e Newton fossero stati costretti a uccidere qualcuno, pur di veder affermate le proprie teorie, l’umanità ne avrebbe comunque tratto giovamento. Il superomismo porta Raskol’nikov a credere di essere un nuovo Napoleone, a convincersi dell’assoluta logica e legittimità del gesto.
Ma la volontà e l’intelligenza dell’uomo non coincidono con la natura. Sicché il nostro cade in uno stato di profonda depressione, amplificata dalla paura per i sospetti del giudice istruttore Porfirij Petrovič. Inoltre le pressioni al pentimento da parte dell’amata Sonja, prostituta per necessità, di sincera fede cristiana, incrinano ancor di più le già traballanti certezze di Rodja.
E quando il giovane deciderà di confessare e di consegnarsi alla giustizia, accetterà serenamente la pena, perché si accorgerà di aver già subito il vero castigo: quella spaventosa sofferenza che lo ha, suo malgrado, accompagnato per tutto il periodo successivo al delitto.
Glauco Mauri ci presenta una radicale e intelligentissima riduzione del corposo romanzo di Dostoevskij: l’intreccio è per gran parte abbandonato, molti personaggi inevitabilmente saltano; resta soltanto l’essenziale: ovvero il delitto e il castigo.
Il primo beneficio di questa scelta è una sapiente unità di tempo, che consente coerenza e trasmette tensione. Così riscopriamo che l’angoscia e il rimorso sono la pena peggiore, che il crimine si ritorce contro chi lo compie, al punto che il nostro Napoleone è uomo solo e infelice, fino ad arrivare a sentirsi un “pidocchio”; e addirittura a subire l’onta dell’elemosina. ”Delitto inutile... mi ha separato dall’umanità” dice Raskol’nikov; e aggiunge: “Me stesso ho ucciso”.
Se si eccettua l’indovinato ridimensionamento, rispetto al romanzo, del ruolo della religione e della funzione del pentimento in senso cristiano, a causa delle implicazioni non del tutto moderne, per il resto c’è grande attenzione e fedeltà al significato originario del testo. Qui il pentimento è visto come il laico travaglio di chi deve espiare una colpa legata alla propria volontà, non già a un peccato originale.
Nulla a che vedere tuttavia con l’infelice volo pindarico di Liliana Cavani che, presentando Il portiere di notte (film su un ex deportata in un campo di sterminio nazista, che riconosciuto il suo aguzzino nel portiere di notte del proprio palazzo, decide di sequestrarlo, seviziarlo, prima di innamorarsene e diventarne amante), dichiarò:
"Siamo tutti vittime o assassini e accettiamo questi ruoli volontariamente. Solo Sade e Dostoevskij l'hanno compreso bene". Dichiarazione che suscitò la legittima indignazione di Primo Levi, e non nei confronti dell’autore russo, ma verso chi ne aveva fatto un’ardita e contorta parafrasi.
Questo Delitto e castigo è al contrario attento, preciso, potremmo dire filologico, pur nella drastica riduzione. E forse anche per questo non ci sono concessioni al lirismo, ma solo alla fredda riflessione; forse per questo si coglie un senso di gelo in questa analisi sulle ambizioni dell’uomo e sulla sua inevitabile fragilità. Non è un delirio, ma l’anatomia di un delirio, descritta in un clima plumbeo e soffocante: ”In che sogno maledetto mi sto gettando?” grida Raskol’nikov nel concitato secondo atto.
Questa già di per sé bellissima recita è oltretutto interpretata in modo strepitoso. Glauco Mauri, che impersona il saggio e umano Porfirij (peccato veniale, mal pronunciato), ha classe da vendere e, pur rimanendo sotto le righe, riesce a essere scanzonato e drammatico, al tempo stesso appassionato e lieve, non solo nell’arco di tutta la rappresentazione, ma anche all’interno di una singola battuta. Roberto Sturno-Raskol’nikov, per le esigenze del ruolo, risulta meno poliedrico, ma altrettanto convincente, e cresce per intensità e vigore col procedere del dramma.
Perfetta è anche la scenografia, che rinuncia a un mero fine estetizzante, per contribuire efficacemente a quel clima tetro tipico della prosa di Dostoevskij: oltre a un ottimo sfruttamento della profondità del palcoscenico, emergono elementi geometrici che calano a turno a occupare il palco, e che formano un inquietante labirinto sospeso quando rimangono a pendere dalla graticcia.
Ma il cappio al collo non è inevitabile: si può confessare per evitare la forca, si può espiare, si può rinascere. Se c’è volontà, la speranza è permessa: ”Non mi sono inginocchiato davanti a te, mi sono inginocchiato davanti alla sofferenza umana”.

Al Teatro Manzoni di Pistoia fino a domenica 15 aprile 2007.

Giulio Gori - DEA

Share

Ultimo aggiornamento ( Domenica 15 Aprile 2007 05:40 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 22 Giugno 2026
  PITTI IMMAGINE UOMO dal 16 al 19 giugno 2026   Quest'anno ho notato pi serietà e meno schizzofrenia. Protagonista principale il maschile e la sua tendenza allo sport e quindi tante scarpe da ginnastica meno fronzoli e meno coloi appa...
DEAPRESS . 21 Giugno 2026
Didattica-Espressione-Ambiente Corsi-Laboratori-Seminari  VIA ALFANI 65/R - FIRENZE   WWW.DEAPRESS.COM-  Email redazione@deapress.com   4 Incontri giorno e orari della settimana da stabilire Acquerelloterapia CANVA Cr...
DEAPRESS . 21 Giugno 2026
Ricordo di Gianluca Azzurri (gli anni del Liceo a Firenze) Sono stato fortunato a conoscere Gianluca. È successo sui banchi di scuola, nel 1970, al Liceo Machiavelli di Firenze alla Fortezza, nel secondo anno, in V ginnasio. In quella fase della ...
Silvana Grippi . 21 Giugno 2026
Centro socio-culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) XIV CONCORSO FANZINE Libera l’iDEA Progetto inserito nel programma di ricerca “comunicazione visiva e espressione gestuale con l’uso di nuovi mezzi espressivi” Attivo dal 1995 SEZI...
Antonio Desideri . 20 Giugno 2026
C’è un’ambizione precisa, e dichiarata, nel lungometraggio L’edera antica: portare sul set cinematografico la sensibilità di chi ha fatto del teatro la propria casa per quasi trent’anni. Aldo Sicurella - fondatore del Teatro Instabile di Varese nel 1...
simone fierucci . 19 Giugno 2026
di  Stefano Porcari per Contropiano 16 Giugno 2026 Secondo i dati elaborati dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite), il numero di lavoratrici e lavoratori licenziati negli ultimi 3 anni come consegue...
DEAPRESS . 18 Giugno 2026
Il film L'EDERA ANTICA è stato presentato e premiato dal XXI Festival MEWDIAMIX a Firenze. E' un lungometraggio di 1.40, che si ispira al romanzo “La madre” di Grazia Deledda, è ambientato in Sardegna negli anni trenta. Così si è espressa la giuri...
Antonio Desideri . 17 Giugno 2026
I. Il pappagallo stocastico C’è un’immagine che circola ormai da qualche anno nei dibattiti sull’intelligenza artificiale, una definizione che viene citata in ogni corso, che si può leggere in qualsiasi articolo sul tema. Vale la pena prenderla sul ...
DEAPRESS . 17 Giugno 2026
Vi inoltriamo un evento a noi caro, nella speranza che trovi riscontro    lunedì 22 giugno, alle ore 15,30 in Auditorium grande in SDA Bocconi, via Sarfatti 10, all’incontro dal tema “Il risparmio degli Italiani e l’accesso ai mercati dei...

Galleria DEA su YouTube