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Dia-Gnòsi di Saverio Mauro

Dia-Gnòsi un libro che mi ha sorpreso e interessato. Nuovo per il suo genere ed ho dovuto rileggerlo piu’ volte per capirne i vari passaggi che lo porteranno alla guarigione. Le osservazioni e riflessioni postume della sua compagna di vita (noncé moglie), in aggiunta al testo, sono fondamentali non solo per la sua comprensione ma anche come parte di analisi del problema "malattia".

Maria Grazia Vitale inizia con le seguenti parole: “Spesso chi è malato, volontariamente o involontariamente, finisce con il coinvolgere nel suo disagio i parenti piu’ prossimi tanto che questi sentono la malattia del congiunto quasi come una propria. Diventa la malattia della famiglia”. 
Ritengo, che questo lavoro “a quattro mani” è un’introspezione profonda di una "esperienza di vita" fatta personalmente da Saverio che ci accompagna nella lettura: “Questo libro è il risultato di mie personali ricerche nel campo della nutrizione e della salute. Non sono un medico, ma se ho deciso di scrivere questo libro è perché ho sperimentato sulla mia persona il dramma della malattia, riuscendo tuttavia ad annullare le cause e a neutralizzare gli effetti…”.

Saverio, con il suo libro vuole aiutare altre persone fino a farle arrivare al superare il loro “problema” e diventare, dunque,  “ammalati responsabili”, come egli stesso afferma.Per capire quali meccanismi scattano nella mente delle persone ammalate, dovrei aver avuto anch’io esperienze del genere e studiato altre materie e quindi mi limito a parlare del libro solo come "spettatrice" di un racconto coinvolgente e nello stesso tempo comparazione tra situazioni diverse.

Cosa ha aiutato Saverio a guarire? Certamente la sua fede, la sua grandissima capacità di ascolto, la sua bravura nel relazionarsi e comunicare e ancora la sua interessante ricerca …. Egli ha scoperto di avere una mente curiosa, dopo il pensionamento e il suo viaggio in India, situazione ottimale per riflettere dopo l’aver smesso di fare il lavoro di insegnante - situazioni che lo hanno posto di fronte a cambiamenti notevoli lungo il cammino della vita. E’ facile “dire” ma è più difficile “fare” - quando poi si perde un auditorio come quello dei giovani e della scuola - bisogna saper adattare alla nuova situazione il proprio mondo  - non solo riguardando a fondo il proprio vissuto, ma anche se stessi in rapporto con gli altri e con le circostante.  Ecco quello che ha scatenato i nuovi interessi.

Quello che è successo a Saverio durante la malattia, lo ha portato a prendere coscienza di sè in relazione all'ecosistema ed ha scoperto un mondo di situazioni, sensazioni e incognite, tra cui personaggi e ambienti che sulla malattia speculano ed altri che “aiutano disinteressatamente” ed altri ancora che mettono al servizio la loro esperienza, dando anche una forte motivazione alla loro vita. Per lui, essere stato accompagnato dalla moglie in questa disavventura è stata la sua forza e la sua salvezza, perché l’acuta intelligenza di Maria Grazia, in qualità di "osservatrice" ha fatto da filtro per poter giungere fino ad una attenta autoanalisi con verifica diretta di tutto quello che avveniva: come “tempo reale” della azione/reazione. In questo modo la diagnosi è divenuta auto-diagnosi e attenta conoscenza del proprio caso e di tutto ciò che ad esso è connesso.

E si è giunti così alla teoria di come possiamo “salvarci” da ogni malattia per poter poi vedere anche il proprio cambiamento come una vera rinascita.  Scrive Maria Grazia: “E’ prevalsa alla fine la teoria della conquista della salute attraverso studio, conoscenza, saggezza: cibo idoneo, attività del corpo e della mente, fiducia nella vita e tanto amore per essa, che non diventa attaccamento.”

Vorrei dare un consiglio a chi lo vuole leggere: facciamo uso di questa esperienza e per poter dare un importante apporto  leggiamolo e comunichiamolo ad altri per farne motivo di vita contro la malattia.

Firenze  Centro socio culturale    D.E.A.
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/ Silvana Grippi

                                            

 


Dia-Gnòsi
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Il libro di Saverio MAURO: Dia-Gnòsi mi ha sorpreso e ho dovuto rileggerlo piu’ volte per capirne i vari passaggi.

Le osservazioni della moglie Maria Grazia VITALE, in aggiunta al testo, fondamentali per la sua comprensione, inizia con le seguenti parole: “Spesso chi è malato, volontariamente o involontariamente, finisce con il coinvolgere nel suo disagio i parenti piu’ prossimi tanto che questi sentono la malattia del congiunto quasi come una propria. Diventa la malattia della famiglia”.

Ritengo giustamente che questo lavoro “a quattro mani” sia un’analisi attenta e approfondita di una esperienza di vita fatta personalmente da Saverio che dice: “Questo libro è il risultato di mie personali ricerche nel campo della nutrizione e della salute. Non sono un medico, ma se ho deciso di scrivere questo libro è perché ho sperimentato sulla mia persona il dramma della malattia, riuscendo tuttavia ad annullare le cause e a neutralizzare gli effetti…”.

Con il suo libro egli vuole aiutare altre persone fino a farle arrivare a superare il loro “problema”, e diventare “ammalati responsabili”, come egli stesso dice.

Per capire quali meccanismi scattano nella mente della persona ammalate, dovrei aver avuto anch’io esperienze del genere e studiato altre materie e perciò mi limito a parlare del libro solo come spettatrice di un racconto coinvolgente.

Cosa ha aiutato Saverio a guarire? Certamente la sua fede, la sua grandissima capacità di ascolto, la sua bravura nel relazionarsi e comunicare e ancora la ricerca …. Saverio ha scoperto di avere una mente curiosa dopo un suo viaggio in India, mentre l’aver smesso di fare il lavoro di insegnante lo ha posto di fronte a cambiamenti notevoli lungo il cammino della vita.

E’ facile “dire” ma è difficile “fare”, quando poi si perde un auditorio come quello dei giovani, bisogna saper riadattare il proprio mondo  non solo riguardando a fondo, ma anche se stessi in rapporto con gli altri e con il mondo. Ecco quello che è successo a Saverio durante la malattia, ha scoperto un mondo di situazioni. Di personaggi che sulla malattia speculano mentre altri “aiutano disinteressatamente” ed altri ancora mettono al servizio di altri la loro esperienza, dando anche una forte motivazione alla loro vita.

L’essere stato accompagnato dalla moglie in questa disavventura è stata la sua forza e la sua salvezza, perché l’acuta intelligenza di Maria Grazia, in qualità di osservatrice ha fatto da filtro per poter giungere ad una attenta autoanalisi con verifica diretta di tutto quello che avveniva come “tempo reale” della azione/reazione. In questo modo la dia-gnosi è divenuta auto-diagnosi e attenta conoscenza del proprio caso e di tutto ciò che ad esso è connesso.

E si è giunti così alla teoria di come possiamo “salvarci” da ogni malattia per poter poi vedere anche il proprio cambiamento come una vera rinascita.  Scrive Maria Grazia:

“E’ prevalsa alla fine la teoria della conquista della salute attraverso studio, conoscenza, saggezza: cibo idoneo, attività del corpo e della mente, fiducia nella vita e tanto amore per essa, che non diventa attaccamento.”

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                         Firenze  Centro socio culturale    D.E.A. Press. 

                                             Silvana Grippi

                                             

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Aprile 2007 13:12 )  

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