Una e più riflessioni sono d'obbligo a proposito di Wikileaks e di Julian Assange divenuto improvvisamente un pericolo pubblico e un criminale incallito da ricercare in tutto il Mondo, e come accadeva nel far- west i suoi wanted fuori della porta degli sceriffi di questi giorni sono sovrabbondanti
. Da tempo, da troppo tempo il potere che è espressione momentanea del presente politico e il potere continuato che è invece espressione di potentati economici, come da prassi ormai collaudata ci hanno confermato che usano quel potere ottenuto sia in modo "democratico" sia in modo autoritario, contro ogni dissenso. Hanno confermato che questi Governi democratici hanno paura delle voci contro, che operano per informare quanto sta dietro ad azioni che i Governi e i potenti di turno intraprendono, sono voci che vengono contrastate, derise e anche minacciate.
La storia quella con la S maiuscola è piena di questi soprusi, e di questi tentativi di essere più informati, più giusti e più democratici.
Novello robin-hodd dell'informazione, Julian Assange è riuscito la dove molti giornalisti agognano arrivare almeno una volta nella loro carriera, per sentirsi realizzati professionalmente...: trovare e rivelare documenti e dossier che inchiodano i potenti alle loro responsabilità politiche, etiche e morali. Scoperchiare le pentole delle Cancellerie e delle Ambasciate sopra quell'intreccio di relziooni che plasmatesi tra i diplomatici dalla fine del 1800 è stato di volta in volta una chiave di lettura del Mondo economico e militare, venuto spiegandosi tra patti d'acciaio e accordi segreti, tra pruderie e scandali che hanno fatto anche la fortuna di valenti scrittori del genere spy - storie
Una "spectre" si muove intorno a noi e determina, e segna fortune e disgrazie di multinazionali, di brevetti e scienziati, ministri e aziende, di associazioni, musei, fondazioni. E quanto Julian Assange ci ha rivelato è stato subito dirompente, tanto che ogni soggetto "colpito" si è affrettato a depotenziare l'avvenimento che lo vedeva coinvolto; e abbiamo così scoperto che le parole dette in realtà erano il contrario di parole volute. Così abbiamo saputo di quanto erano affidabili per gli USA i ministri e i primi-ministri di Nazioni che da secoli sono considerate amiche. Un re del petrolio chiede la distruzione di un Governo che almeno "religiosamente" gli è affine, e così non solo Israele sta lavorando contro la minaccia nucleare dell'Iran in quella parte di Mondo.
Anche il governo italiano è stato messo all'indice per le azioni del suo chef de rang....il gran mestatore in palese conflitto di interessi che svolge all'incontrario la storica politica estera euro-atlantica dell'Italia. E si è avuta la conferma che il colonello Gheddafi di Libia e il " maresciallo " Putin di Russia sono i grandi amici del nostro Gran Bel Paese. Ci siamo infine accorti e spero svegliati avendo conferma che il capo della Fininvest, di Mediaset e di Mondadori; padrone di tre televisioni, cinque giornali, diverse banche e case editrici, ha le mani in pasta curando non solo gli "affari" di famiglia, ma anche quelli che riguardano la nostra vita e il nostro paese.
Così oggi ci sembrano meno strani alcuni comportamenti pubblici e i molti intrecci privati che questo primo ministro manifesta ed esterna continuamente contro la democratica opposizione istituzionale; e ci fanno capire perché gravitano tutte queste donnine nel suo "gabinetto " e il perché dei suoi viaggi così segnati sulle rotte dell'Africa e dell'est Europa, e non tutte queste faccende ci fanno sentire meglio e più tranquilli, perdurante una crisi economica globale e la stagnazione produttiva e contro-riformista che sembra avvolgere l' Italia.
Nell'ultima finanziaria (patto di stabilità) sono state tagliate risorse a tutti i comparti sociali, produttivi, culturali e della sicurezza per il biennio 2010-2011 e i documenti di Wikileaks sono almeno il segno di una conflittualità che l'informazione libera deve avere nei confronti dello status-quo. Perché assolve uno dei primari compiti della libera stampa: il controllo democratico che può impedirci di diventare una Repubblica alla sud-americana, di non troppo lontana memoria. Un viaggio a ritroso che l'Italia non dovrebbe ripercorrere avendo già sofferto e lottato per liberarsene appena 60 anni fa. Tutto questo Julian Assange con i dossier che Wikileaks ha sparpagliato in rete per la conoscenza del Mondo contemporaneo ha fatto ri-partire. Ha stimolato riflessioni e conflittualità democratiche sopite e nell'indifferenza politica che segna il passo di questo fine decennio la rivelazione di una "toccabilità" dei potenti è come un augurio.
Come un natale tutto differente da quello di 2010 anni fa!!! Ecco che viene l'annuncio: siamo più liberi se non facciamo finta di niente, se guardiamo dove dobbiamo e se partecipiamo le molte verità che questo crescente timor panico capitalista ha seminato, dove appare sempre più chiaro che i ricchi non vogliono rinunciare a niente e la gran massa che lavora invece pagherà tutto.....compreso il lavoro. Arretrando con ciò lo spirito del Mondo e il benessere dei suoi abitanti.
walter maccari - http://www.nuovaresistenza.org/
di seguito vi lascio quanto il sito wikileaks dice di se.
Wikileaks è una organizzazione non-profit media dedicato a portare importanti novità e informazioni al pubblico. Noi forniamo un modo innovativo, sicuro e anonimo per le fonti indipendenti di tutto il mondo per fuga di informazioni per i nostri giornalisti. Pubblichiamo materiale di significato etico, politico e storico, mantenendo l'identità dei nostri fonti anonime, fornendo così un modo universale per la rivelazione di ingiustizie represse e censurati. WikiLeaks si basa su i suoi sostenitori al fine di rimanere forte.
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