Estate calda per finiani e berlusconiani in questo metà agosto al veleno.
L'attacco al Presidente della Camera riguardo il presunto illecito per la casa a Montecarlo, è rimandato al mittente con la villa ad Arcore.
Sembra che le due fazioni si rimpallino gli scheletri nei propri armadi per mettere fine alle provocazioni degli uni per far tacere gli altri.
La diatriba è iniziata per le troppe arroganze del Premier il quale si è posto in maniera troppo sconveniente arrogandosi una impunità oltre i limiti creandosi i mezzi giuridici per ovviare alle responsabilità penali.
Gianfranco Fini si è promosso paladino della legalità reclamando uno Stato di diritto trasparente e finalmente privo di scudi protettivi ad personam.
Il momento è rovente: Italo Bocchino si rivolge al legale di Berlusconi chiedendo: - "Credevate che sopportavamo tutto senza reagire?" - L'Avvocato Ghedini - secondo "La Repubblica" - prende il telefono ed esclama: -"Fermiamoci qui!" - Sembra che il proseguo della telefonata abbia fatto ammutolire il difensore. Forse gli scheletri sono davvero troppi per rischiare di farli esplodere.
Ecco che si preannuncia un tentativo di accomodamento.
Sempre secondo l'articolo di "La Repubblica" ad una successiva telefonata di Ghedini a Bocchino, alla richiesta di valutazione di una nota in toni conciliatori di Berlusconi ai loro senatori, il Capogruppo di Fli ha risposto: "La valuteremmo bene, noi siamo parte di questa maggioranza. "
Una maggioranza che ha comunque sempre avvallato e coperto le "arroganze" del Premier.
C'è da chiedersi quali siano state le reali motivazioni di questa spaccatura.
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