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Verso una nuova ritualità

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La mozione approvata dal comune di Scandicci il 21 gennaio (oggetto: l'istituzione di una Sala per cerimonie funebri di carattere LAICO), dimostra un'interessante apertura verso una nuova forma di ritualità, che reintegri nel tessuto culturale degli elementi indubbiamente positivi per la psiche umana, che la recente liberazione dell'essere dalla sua sacralità, verso un dominio sempre più assoluto dell'immanenza (è la celebre "Morte di Dio", di cui i filosofi della contemporaneità tanto hanno parlato) ha forse portato a perdere.

Leggiamo nella Mozione presentata da PD, PS, IDV:

"- che tale tipo di commemorazione, che riunisce parenti e amici intorno al morto, sottolinea l’appartenenza di quest’ultimo all’umanità, lo reintegra nel gruppo sociale e familiare, attribuendo così un significato alla sua vita, malgrado quel limite, a dispetto della finitezza"

"- che il rito permette, nella condivisione del dolore, di far percepire ai sopravvissuti che la loro solidarietà alimenta il desiderio di una continuazione della vita, li sottrae alla sofferenza bruta e senza nome, consente di riconoscere e accettare l’accaduto;"

E le proposte per il carattere di questo nuovo tipo di commemorazioni, guardano soprattutto a quelle forme di Espressione di cui la DEA si è sempre occupata:

"- che gli elementi di questo rito del commiato potranno essere l’ascolto di musica, il silenzio e la riflessione, la lettura di brani poetici o letterari, i discorsi o gli elogi funebri, alcuni gesti che assumono per ognuno di coloro che li scelgono un significato simbolico."

Confidiamo che quello di Scandicci rappresenti un valido esempio per tutti i comuni italiani, ma anche per l'umanità in genere, troppo spesso dimentica, nel caos della modernità, dei valori spirituali dell'esistenza.

Simone Rebora

 

che tale tipo di commemorazione, che riunisce parenti e amici intorno al morto,
sottolinea l’appartenenza di quest’ultimo all’umanità, lo reintegra nel gruppo sociale
e familiare, attribuendo così un significato alla sua vita, malgrado quel limite, a
dispetto della finitezz

 

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