
Presidio davanti la Prefettura Ieri sera organizzato spontaneamente dalle donne per difendere la Legge sull'aborto. Una catena umana di trecento donne in difesa della 194 con uno striscione che ha bloccato il traffico cittadino. Tra le presenti Ornella De Zordo, Daniela Lastri e tantissime donne anziane e giovani tra cui anche molti uomini, con un solo slogan a difesa della 194. Contro l'insidioso attacco che si sta perpetuando ai danni di questa legge, una legge che funziona - consentendo l’interruzione di gravidanza pur senza incoraggiarla per casi particolari - una norma a tutela, soprattutto, della salute delle donne.
Difendere la 194 significa guardare più lontano, alla libertà di donne e uomini di decidere di sé, delle proprie vite e di quelle a venire. Chiunque si arroghi il diritto di imporre una gravidanza "non desiderata" in termini di divienti, finti aiuti, etc, considera le donne una categoria sociale a potestà limitata.
E non possiamo dimenticare che se l’aborto resta una scelta mai voluta, ma talvolta necessaria, la libertà di progettare la propria vita e - se lo si desidera - di diventare madri e padri, è oggi messa seriamente a rischio dall’incertezza e dalla precarizzazione del lavoro.
E’ indispensabile difendere i "consultori familiari", ciò significa difendere le strutture che, con la diffusione della prevenzione contraccettiva, hanno consentito una drastica riduzione del numero di interruzioni di gravidanza e la scomparsa della piaga dei costosi e pericolosissimi aborti clandestini e soprattutto la prevenzione.
Anni di lotte non si possono cancellare con una campagna elettorale per favorire voti ai politici che si riciclano con battaglie vecchie ma truccate di nuovo con la metafora della chirurgia estetica.
La libertà di disporre del nostro corpo è alla base di tutte le libertà!
Silvana Grippi - DEApress
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