Sanremo è sempre Sanremo!!!!!!
Su questo principio si giustifica tutto. L'italia del can-can, l'Italietta del principe e pupo, l'esclusione di Nino D'Angelo con l'unica canzone etnica. E poi???? Tanti stereotipi, giovani senza contenuti e le solite canzoncine che più sono ine...e più hanno possibilità di vincere e diventare stornelli. Perché guardare la TV se ci propone le solite cose? Grazie anche NO. Un evento di costume di cultura sociale, è un evento anche di novità vocali. Tutti gli opinionisti sono in moto, con loro pure sociologi/he e psicologi/he, tutti/e stanno valutando non solo la musica italiana ma anche cosa esportare (coinvolgimento economico ed altro), chi farà la storia e chi non significherà più di tanto. Questo è un maremoto del primo decennio del duemila e allora fermiamoci a pensare. Al di là della presentatice (che non è determinante) volutamente scelta per rappresentare uno spettacolo vicino alla gente invece che il coinvolgimento di un presentatore professionista (ormai superato). Ebbene!!!! una fotografia dell'Italia con tutte le sue pecche e le sue crisi che però crede nel valore del canto (inserimento di vari generi come il lirico e l'esclusione del dialettale). L'unica cosa positiva è la regina di Giordania che ha parlato di Islam (anche questa è stata una scelta precisa) portando nelle case della gente comune un messaggio positivo (dovuto ai musulmani). Ricordiamoci però, che tutto viene scelto a tavolino da comunicatori con "le palle".
Non facciamoci prendere in grio, questa è una macchina per fare soldi e non altro.
Silvana Grippi
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