mi chiamo Miani Stefano e sono uno studente che ad Aprile intende laurearsi,
laurea triennale in Italianistica.
Ho avuto il piacere di seguire un suo corso di Filologia Italiana, circa due
anni fa, sostenni l'esame a luglio 2007.
Oggi sono venuto a sapere che l'ateneo ha deciso di pensionarla
anticipatamente e coattamente. Mi lasci dire che questo mi rattrista, e mi
lascia anche mortificato.
Non so se questo è uno dei primi effetti dei tagli, ma come studente mi
sento privato di un validssimo insegnante, che mi ha introdotto in una
bellissima disciplina, tant'è che dopo il suo corso ho seguito anche
filologia romanza e filologia classica.
Sto meditando di scrivere al rettore per dimostrargli quanto questo
pensionamento coatto mi sembri ingiusto, tanto più che un professore vive
del proprio lavoro di ricerca e si nutre del contatto con gli studenti.
Probabilmente nel mio futuro, come quello di tutti ormai, molto nebuloso,
non ci sarà spazio per una carriera accademica, e spero di restare integro
così da preferire la strada a un'università privata (magari finanziata da
delinquenti).
In questi tre anni ho avuto la fortuna di incontrare ottimi professori:
Giovanni Cipriani (storia moderna), il giovane Gianluca Garelli (estetica),
Gaetano Chiappini (letteratura spagnola), Augusta Brettoni (Teoria della
letteratura), Antonella Ghignoli (Diplomatica), Elio Montanari (Filologia
Classica), Alessandro Nigro (Storia dell'arte contemporanea), Andrea Chegai
(Storia della musica), Andrea Dardi (Storia della lingua italiana) e molti
altri, che mi hanno "nutrito" il cuore prima ancora che la mente.
Mi scusi per questo sfogo ma mi sembra importante, in questo momento, farle
sapere che voi professori potete, e dovete, essere importanti per noi
studenti, e per manifestarle il mio disappunto per quello che le hanno
fatto.
Stefano Miani
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