
Una settimana fa ho segnalato la notizia dell' affondamento di una delle piattaforme petrolifere del gruppo Eni in Congo. Altri due incidenti riguardanti Eni sono avvenuti nell'arco di un mese in Italia: il primo a Gela, dove una macchia oleosa si è diffusa in mare, l'altro a Taranto, dove in seguito a un black out nella raffineria, forse a causa di un fulmine, una grossa quantità di idrocarburi è stata sversata in mare.
È solo l'ennesimo incidente, che potrebbe dimostrare, che forse le pratiche di estrazione e di raffinazione del petrolio, non sono così sicure come vogliono farci credere.
A questo punto mi sembra giusto chiedersi, quali misure adotta Eni per prevenire incidenti e sversamenti di petrolio?
Fonti: Informare per resistere, Corriere della Sera
Anna Dyjas/ DEApress
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






