
Una delle piattaforme marine di Saipem del gruppo Eni è affondata nella notte del 2 luglio in Congo. Il bilancio dell'incidente è per ora di un disperso e sei vittime. Per ora non ci sono però alcune notizie riguardanti una eventuale fuoriuscita di petrolio.
La Saipem è una società attiva nella realizzazione di impianti petroliferi e nella perforazione. Seconda la ricostruzione dell'azienda la causa dell'incidente è stato il cedimento del fondo marino sotto una delle tre gambe della piattaforma. L'affondamento della piattaforma, secondo un comunicato di Greenpeace, ripropone la questione della sicurezza di questi impianti. ''Pensare che la Saipem sarà capace di trivellare in piena sicurezza a 700 metri di profondità nel Canale di Sicilia mentre non riesce a gestire una perforazione a 40 metri in Congo é una follia'' , dichiara Alessandro Gannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia.
Naturalmente data l’entità dell’incidente si è subito pensato a possibili danni ambientali. Considerando le precendenti catastrofi ambientali, come possiamo non prendere in considerazione l'eventualità di un serio pericolo dal punto di vista ambientale?
fonti: Periodico Daily; http://www.ecologiae.com/piattaforma-off-shore-saipem-controllata-eni-affonda-congo/69542/#utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=piattaforma-off-shore-saipem-controllata-eni-affonda-congo;
Anna Dyjas /DEApress
(foto di K.Krallis)
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