Si è svolta stamani alle ore 12 a Firenze, presso il Caffè letterario Giubbe Rosse, la conferenza stampa indetta da Legambiente al fine di presentare il rapporto Ecomafia 2013. Sono intervenuti i principali esponenti dell’associazione: il presidente Legambiente Toscana, F. Ferruzza; il Coordinatore Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, A. Pergolizzi; il Magistrato DDA di Firenze, E. Squillace Greco; il Coordinatore Regionale di Libera, Don A. Bigalli. La discussione mette in evidenza, fin dalle prime battute, la necessità giuridica di introdurre il reato ambientale nel Codice Penale, da punire con particolare rigore (le pene per i reati ambientali continuano ad essere quasi esclusivamente contravvenzioni). Si fa chiarezza sul fatto che per sconfiggere l’ecomafia non basta solo una semplice repressione degli atti, ma è necessaria una buona politica, accompagnata da pratiche attente, e che coinvolgano la cittadinanza. Secondo quanto emerge dal rapporto, la Toscana, quest’anno, risale in negativo di una posizione, la classifica nazionale dell’illegalità ambientale. Sembrerebbe quasi che questa regione corra il rischio di assimilare una “mentalità mafiosa”, a causa della crescente infiltrazione criminale nei diversi settori. Una persistente crescita, infatti, interessa la piaga della corruzione, le denunce e gli arresti raddoppiano il loro numero. Gli ambiti maggiormente colpiti sono sicuramente quelli dell’edilizia (un’ area questa interessata dal cosiddetto “cemento illegale”) e del patrimonio storico-culturale (si parla infatti di “archeomafie”, alle prese con i tanti reati ai danni dei nostri reperti). Per non parlare dell’aumento degli incendi e le infrazioni contro gli animali e la fauna selvatica. Qualche piccolo miglioramento si intravede nel ciclo dei rifiuti, anche se ancora resta un settore che fa fatica a districarsi dalla criminalità. Bisogna sottolineare che il disegno di legge presentato, atto a fare da cornice a tutte queste criminalità contro l’ambiente, non è un progetto astratto. Il disastro ambientale è un reato, che coinvolge sistemi criminali complessi. E’ necessario sradicare il fenomeno iniziando da attività che partendo dal singolo caso specifico vadano ad espandersi a macchia d’olio. Reputo necessario che il singolo cittadino si informi su ciò che accade sul suo territorio e nel suo ambiente. La criminalità si insinua in ogni ambito, per fronteggiarla è fondamentale una buona conoscenza e una forte consapevolezza di quanto avviene quotidianamente sotto ai nostri occhi.
Eleonora Corrado
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