Il Natale è passato tra tortellini e pandori, regali più o meno inutili e bollicine di spumante. La crisi c'è e si sente ma il mondo con le sue tradizioni va avanti. Insieme al Natale è infatti passato senza fare danni anche il 21 dicembre, data fatidica che secondo il calendario Maya sanciva la fine di un'era. In quei giorni è però stato fatto un annuncio particolare, passato come al solito in secondo piano: la International Energy Agency ha presentando il "Medium-Term Coal Market Report" nel quale prevede che nei prossimi 5 anni il carbone come fonte energetica continuerà a crescere in modo spropositato fino a diventare la prima nel 2017 al pari del petrolio. Come effetto dell'aumento del consumo di carbone avremo 3,6 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 in più, una quantità insostenibile per il nostro ecosistema. Questi che sono solo numeri nascondono una minaccia ben più reale e spaventosa di quella del 21/12/12. Se veramente le previsioni della IEA saranno rispettate la fine del mondo arriverà sul serio ma a dirlo non saranno più i Maya ma tutti gli scienziati di questo pianeta. E allora sì che ci sarà da aver paura.
26/12/12
Cosimo Biliotti
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