Purtroppo questo non è il titolo di una poesia di Leopardi. Il Passera solitario è bensì la fotografia della situazione in cui si trova il nostro ministro dello Sviluppo Economico nella sua battaglia per l'approvazione del nuovo conto energia. Questo decreto che taglia gli incentivi e aumenta la burocrazia per gli operatori delle energie rinnovabili è riuscito a mobilitare un fronte comune impressionante che va dagli imprenditori ai sindacalisti, dalle regioni all'Unione Europea, dal parlamento ai movimenti ambientalisti. Tutti uniti contro Passera e il suo decreto. Persino il suo collega al Ministero dell'Ambiente, Clini, spesso si esprime in antitesi con le idee dell'altro Corrado.
L'ultima scudisciata sulla schiena di Passera è arrivata dalla più alta autorità dell'energia del nostro continente, il commissario europeo Ottinger, che ha accusato il governo italiano di rendere impossibili gli investimenti stranieri nelle rinnovabili italiane.
La sensazione è che alla fine questi decreti verranno accettati dalle regioni, gli enti che hanno più voce in capitolo, ma solo in cambio di un'ampia revisione da parte del governo che contempli una riduzione di burocrazia, tutela del made in Europe, sgravi per le zone terremotate e la reintroduzione dei bonus per chi installa fotovoltaico dopo bonifiche di amianto.
Un'altra questione che ha aperto un nuovo fronte per il ministro, non pago della guerra innescata con gli ambientalisti, è la sua decisione a favorire la trivella facile a largo dei mari italiani riducendo il limite per la costruzione delle piattaforme petrolifere da 12 a 5 miglia marine dalla costa.
Passera però non ci sta a passare per l'amico degli idrocarburi. Infatti ha recentemente annunciato 160 miliardi di euro per le rinnovabili, in particolare le filiere italiane legate all'agricoltura e la risparmio energetico, oltre a confermare l'impegno italiano a raggiungere gli obbiettivi UE del 2020. Affermazioni strane e contraddittorie che aspettano di essere tramutate in fatti concreti. In molti ricordano come appena insediato al Ministero affermò che le energie rinnovabili erano una chiave fondamentale per lo sviluppo sostenibile dell'Italia e invece sappiamo tutti come è andata a finire.
I fronti aperti sono tanti e il ministro si trova spesso accerchiato da una vasta moltitudine che gli chiede di cambiare le sue politiche , giudicate vecchie e insostenibili dal punto di vista economico e ambientale.
Se ne accorgerà il nostro Passera solitario o continuerà a cantare finché non more il giorno?
08/06/2012
Cosimo Biliotti
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