
Crescono le foreste italiane: Secondo l'ultimo Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di carbonio (Infc) del Corpo forestale dello Stato il patrimonio forestale italiano è aumentato di circa 1,7 milioni di ettari negli ultimi 20 anni, raggiungendo oltre 10 milioni e 400 mila ettari di superficie, con 12 miliardi di alberi che ricoprono un terzo dell'intero territorio nazionale.
Questo fenomeno, oltre ad essere significativo dal punto di vista prettamente ecologico, è importantissimo anche in chiave economica. È calcolato infatti che la quantità di carbonio trattenuta nei tessuti, nei residui vegetali e nei suoli delle foreste, è pari a circa 1,2 miliardi di tonnellate di carbonio, corrispondenti a 4 miliardi di tonnellate di CO2. Le foreste avranno quindi un ruolo determinante nel permettere all'Italia il raggiungimento degli obbiettivi del Protocollo di Kyoto salvandola delle pesanti sanzioni previste.
Il Giappone abbandona il nucleare per il solare: il Giappone, intenzionato ad abbandonare l'atomo dopo Fukushima, svolta decisamente verso le rinnovabili. Dal 1° luglio 2012 entreranno in vigore nuove tariffe incentivanti molto generose per le fonti pulite, in particolare per il fotovoltaico.
L'eolico riceverà di incentivo 23 Yen per KWh (21 centesimi di euro), mentre il fotovoltaico ben 42 Yen per KWh prodotto, circa 39 centesimi di euro. Tariffe di questo tipo probabilmente daranno un forte impulso allo sviluppo di queste nuovo tecnologie nella speranza di coprire il buco lasciato dallo spegnimento delle centrali nucleari, l'ultima delle quali cesserà il suo esercizio il 5 maggio prossimo mentre la penultima si era fermata circa un mese fa. Prima degli eventi di Fukushima l'energia atomica rappresentava oltre il 30% del mix elettrico e circa il 12% di quello energetico totale. Un rapido sviluppo del solare fotovoltaico sarà quindi fondamentale per colmare le carenze che si potranno registrare nelle ore di picco della domanda, in particolare nei mesi estivi, quando la richiesta energetica raggiunge i valori massimi.
Italia indietro sul risparmio energetico: Con la Direttiva 2002/91/CE l’Unione Europea ha dato un chiaro indirizzo verso il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Ridurre al minino gli sprechi energetici nel comparto residenziale è ritenuto fondamentale per raggiungere gli obbiettivi europei di abbattimento delle emissioni di CO2. È addirittura previsto che dal 2021 tutti le nuove costruzioni siano a consumo di energia pari a zero, con indubbi guadagni economici oltre che ambientali.
Su questa tematica chiave però l'Italia si è rivelata in grave ritardo suscitando a più riprese le lamentele dell'UE riguardo le lacune nella legislazione in merito alla certificazione dei consumi energetici degli edifici e riguardo ai controlli periodici sugli impianti di climatizzazione. Per esempio, dal 1° gennaio 2012 per vendere una casa si deve prima effettuare una certificazione energetica da allegare poi negli annunci di vendita. Ma ad un mese dall'entrata in vigore di questa norma solo il 12,7% degli immobili in vendita era in possesso del certificato di prestazione energetica.
Per questo motivo l’Italia sta per essere deferita alla Corte di Giustizia per il mancato recepimento di questa direttiva europea. E a meno di miracoli l'esito della vicenda sarà quello a cui il nostro paese è ormai abituato: condanna e multa salata.
Sicilia, Pasquetta verde: Secondo i dati resi noti da Terna, tra le ore 13 e le 14 di Pasquetta, il 64% dell’energia prodotta in Italia è arrivata dalle rinnovabili. In Sicilia questa percentuale è stata addirittura del 94%, con il 60% come media della giornata. Questo significa che durante quell'ora in Sicilia l'energia era prodotta a costo praticamente nullo. Ovviamente bisogna tener conto del giorno particolare, ma questi esempi fanno capire come ormai le rinnovabili non rappresentino più una semplice nicchia.
Inoltre Terna ha comunicato che per ogni punto percentuale in più di elettricità da rinnovabili il suo prezzo diminuisce di 2 €/MWh. E questo è un dato che dovrebbe far riflettere chi continua ad additare queste fonti di energia come responsabili dell'aumento del prezzo delle bollette.
30/04/12
Cosimo Biliotti
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