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Terra 3.0 - 24/03/11

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Terra 3.0: l'ultima speranza per salvare il pianeta

 

In questi giorni il nostro pianeta è stato colpito da due gravi eventi (o meglio, due gravi eventi hanno raggiungo rilevanza nei mass media, di disastri e massacri come al solito ce ne sono molti altri in contemporanea ma evidentemente con meno appeal). Un terremoto con tsunami e catastrofe nucleare da una parte, una guerra civile con massacri e bombardamenti dall'altra. Ad unire i due eventi, oltre al dramma umano si trova un altro tema, quello dell'energia, che costringe a riflettere attentamente sul futuro della Terra.

Giappone e Nucleare: certe cose non si possono evitare. Soprattutto se ci si trova sulla cintura di fuoco del Pacifico. E così il Giappone, paese tecnologicamente evoluto, abituato ai terremoti e dotato dell'edilizia più sicura dal punto di vista sismologico, ha dovuto piangere quelli che ormai si prospettano più di 10 mila morti, in massima parte dovuti all'inarrestabile tsunami. Oltre a questa disgrazia il Giappone ha dovuto affrontare il terzo problema, la centrale nucleare di Fukushima, che danneggiata dalla furia della natura ha tenuto con il fiato sospeso tutto il mondo. I pericoli dovuti agli atomi radioattivi che si sono diffusi nell'atmosfera a causa delle esplosioni dovute all'accumulo eccessivo di idrogeno, sono nulli. Ma il disastro è stato evitato solo grazie al sacrificio di enormi quantità di energia, soldi e purtroppo, probabilmente anche di vite umane: tecnici che sono rimasti a lavorare per scongiurare il peggio in luoghi dove le radiazioni superavano di gran lunga la soglia di pericolo di morte. E' bene dire le cose come stanno: un disastro nucleare come quello di Chernobyl è impossibile che si ripeta. Come è bene dire che il numero di persone morte a Chernobyl è circa il numero di persone che muore ogni anno in pianura Padana a causa dell'inquinamento. La verità è che in teoria la fissione nucleare è sicuramente un metodo di produzione energetica più pulito e più sano rispetto alla combustione di idrocarburi. Ma il nucleare ha un grosso problema appunto, che non è la sicurezza, bensì i costi della sicurezza. E' praticamente impossibile che centrali di nuova generazione possano creare disastri o ecatombi. Ma questa sicurezza ha un prezzo. Ed è un prezzo enorme, appunto. Il nucleare si porta dietro una zavorra di proporzioni incalcolabili, tra sistemi di sicurezza super sofisticati, sforzi sovrumani per costruire le nuove centrali, e sforzi ancora più enormi per stoccare le scorie. Per non parlare delle difficoltà di convincere le popolazioni ad accettare le centrali e i luoghi di stoccaggio. E poi la materia prima, l'uranio, l'unica risorsa veramente non rinnovabile del pianeta, che va trovato scavando miniere, comprato dai produttori, trattato, trasportato, tutto con i massimi criteri di sicurezza. E l'ultimo piccolo problema: tra poco l'uranio finirà, è una questione di decenni. "Prima usciamo dal nucleare, meglio è." Parola di Angela Merkel.

Pensare di mettersi a costruire ora nuove centrali in Italia è pura follia.

Libia e Petrolio: la rivolta per il pane e la democrazia infiamma il Mediterraneo. I tunisini si rivoltano, l'occidente (come esigono le buone maniere) si schiera con i ribelli, i ribelli vincono e abbattono il governo corrotto e dittatoriale. Poi tocca agli egiziani che si rivoltano, l'occidente si schiera con i ribelli, i ribelli vincono e abbattono il governo corrotto e dittatoriale. Ora tocca ai libici a ribellarsi, l'occidente si schiera con i ribelli, i ribelli perdono. Ops! Che sfortuna! Gheddafi infatti se l'è presa a male e sentenzia: “non vi do più il petrolio a voi occidentali traditori!” Gli occidentali rimangono spiazzati per un paio di giorni, poi iniziano a piovere le bombe sulla Libia. Tutto già visto. Quasi noiose queste guerre per il petrolio. Eppure continuano a susseguirsi e continueranno a farlo finché ci sarà bisogno di petrolio. Il petrolio, una simpatica sostanza che uccide e distrugge in mille modi. Per lui si muore uccisi in una battaglia per conquistarne un pozzo e si muore in un letto di ospedale con i polmoni pieni del particolato prodotto dalla sua combustione. Il petrolio è una maledizione, così poco costoso in termini di denaro e così terribilmente costoso in termini di vite umane.

Pensare di continuare a fondare la politica energetica italiana sul petrolio è pura follia.

L'uomo ha due grandi fortune: la prima è una centrale a fusione nucleare che in un'ora fornisce alla Terra l'energia che l'intera umanità consuma in un anno (e non è pericolosa perché è lontana 150 milioni di chilometri da qui). La seconda è un organo in dotazione a ognuno di noi (anche se a volte non sembra) che ci permette di capire ed usare questa energia. Queste due fortune sono il Sole e il cervello. Usiamoli.

24/03/11

Cosimo Biliotti

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