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Governo: "A morte le rinnovabili!"

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Governo: “A morte le rinnovabili!”

Un'esecuzione, senza alcuna pietà. Il governo Berlusconi, nella persona di Paolo Romani, ministro dello sviluppo economico si accinge a varare un decreto che spezzerà le gambe alle energie rinnovabili, distruggerà l'unico settore dell'industria italiana in crescita e farà perdere il posto di lavoro a 120 mila persone. Andando nel dettaglio il provvedimento che affonderà l'Italia facendola andare nella direzione opposta a quella del resto del mondo prevede che: “a decorrere dal 1 gennaio 2014 viene abrogato il conto energia. Nel caso di raggiungimento anticipato dell’obiettivo specifico per il solare fotovoltaico, fissato a 8.000 MW per il 2020 è sospesa l’assegnazione di incentivi per ulteriori produzioni da solare fotovoltaico fino alla determinazione, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del mare, sentita la Conferenza unificata, di nuovi obiettivi programmatici e delle modalità di perseguimento”

In sostanza già da ora il solare è morto. Infatti l'obbiettivo degli 8 MW verrà raggiunto, e questa è una bella notizia, non nel 2020, ma tra qualche mese.

Domanda: è ragionevole un tetto a 8MW? Per avere un metro di giudizio andiamo a vedere la Germania che ha un quarto del nostro sole: tetto 2020 a 52 GW.

Risposta: no non è ragionevole, è semplicemente pura follia.

Per demolire ogni velleità delle rinnovabili e di chi ci vuole investire, nel decreto c'è anche la riduzione del 30% degli incentivi all'eolico, e cosa ancora più grave che farà fuggire le banche, questo provvedimento ha effetto retroattivo. Rendere insicuri gli investimenti è sicuramente il modo migliore per dare il colpo di grazia.

In sostanza addio a decine di migliaia di posti di lavoro, ad investimenti stranieri, allo sviluppo delle piccole imprese, all'indipendenza e alla sicurezza energetica, a un ambiente e ad una aria più pulita e ad una diffusione democratica delle fonti energetiche.

Perché tutto questo? La risposta ufficiale del governo è che gli incentivi alle rinnovabili costano troppo e sono un peso sulla bolletta degli italiani. Questa risposta è accompagnata da dati falsi e bugie, che sussistono sostanzialmente nel far passare i contributi alle fonti fossili, all'incenerimento dei rifiuti ed altre porcherie, tutti come costi causati dagli incentivi  alle rinnovabili. La verità è ben altra. Le rinnovabili infatti costano circa 20 euro a famiglia, meno di un quinto del canone rai.

La vera risposta al perché di tutto questo è scontata oltre che nota a tutti: il governo vuole far ripartire il nucleare in Italia. A qualsiasi costo, e le energie rinnovabili, che a prezzi più bassi offrono più energia, in modo più sicuro e rispettoso dell'ambiente non vanno bene, e questo perché tra le altre caratteristiche  garantiscono energia in modo più democratico. Niente monopoli, niente oligarchie dell'energia, ogni cittadino si può montare il suo pannello solare sul tetto di casa. Con le rinnovabili i potenti delle costruzioni e gli affaristi verrebbero tagliati fuori a scapito di una miriade di piccole imprese diffuse su tutte il territorio che producono, installano e gestiscono una galassia di mini centrali connesse da una rete intelligente, la smartgrid, l'internet dell'energia.

Con le centrali nucleari tutto è concentrato nelle mani di pochi, ricchi e potenti. Una vera pacchia, tra inutile agenzie da riempire con parenti e amici retribuiti dai cittadini da peso d'oro, consulenze milionarie e appalti miliardari ai soliti noti che finiscono per riempirsi le tasche a spese dei più. Tutto questo per avere un tipo di energia, quella nucleare, insicura, antica, che ci rende ancora più dipendenti dai tiranni stranieri, e provoca o danni mostruosi o costi esorbitanti per evitarli.

Verrebbe da chiedersi come mai una ministro dello sviluppo economico possa condannare il suo paese alla regressione economica e ambientale e non si opponga ai poteri forti e alle lobby usando la forza dei numeri e della conoscenza scientifica. Poi si va a vedere chi è Romani, e sorge qualche dubbio sulle sue competenze in temi energetici: come titolo di studio ha la maturità classica, editore di Colpo Grosso, una carriera da imprenditore passata tra il fallimento di una tv privata e un falso in bilancio, e una vita politica totalmente al servizio del padrone tra concessioni per colate di cemento e bavagli all'informazione. Non c'è bisogno di aggiungere altro.

 

01/03/11

Cosimo Biliotti

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Marzo 2012 01:06 )  

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