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Maroni contesta Rossi sul CIE "umano"

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dal corriere fiorentino 11/6/2010
di Marzio Fatucchi

 

Maroni: in Toscana un Cie vero E lo faremo a Campi Bisenzio

Il Viminale smentisce l'apertura ai «mini centri» pensati da Rossi

II Centro di identificazione ed espulsione per immigrati si farà a Campi Bisenzio, nell'area «ex dirigibili». E sarà un Cie vero, non nella sua versione mini «alla Toscana», come proposto dal presidente della Regione Enrico Rossi.
Le voci su una disponibilità del ministro Roberto Maroni a sperimentare in Toscana un nuovo tipo di centro «non sono affatto vere».
La prossima settimana il ministro dell'Interno invierà una lettera ai presidenti delle Regioni dove le strutture di identificazione e espulsione degli immigrati irregolari non ci sono ancora: Liguria, Veneto, Campania e, appunto, Toscana.
I governatori potranno accettare o, se non saranno convinti del luogo scelto, propore una alternativa. In tempi brevissimi. Altrimenti «si procede».
Maroni liquida così qualunque possibile modifica di ruolo, funzioni e caratteristiche dei centri di identificazione, come chiesto invece da Rossi e dalla sua maggioranza in Consiglio regionale. E non potrebbe essere altrimenti: la legge Bossi-Fini
e le novità introdotte dal governo Berlusconi li disegnano così luoghi dove gli immigrati entrati in Italia senza permesso di soggiorno, a cui viene contestato il reato di clandestinità, vengono identificati e espulsi (verso i paesi con i quali ci sono accordi: per altri, per esempio la Cina, è molto più difficile).

E una secca smentita alle dichiarazioni del sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, che dopo l'incontro di mercoledì col ministro aveva parlato di un Maroni che «si rifa volentieri alla proposta del presidente Rossi, cioè a ripensare la gestione dei Cie e quindi può esserci una sperimentazione positiva che può riguardare la Toscana con un metodo assolutamente nuovo di
gestione di questi centri». I Cie modello «toscano» non ci saranno, . semplicemente perché i Cie possono essere solo quelli previsti dalla legge nazionale, e non altro, fanno sapere dal ministero, dove si parla di un Maroni veramente «sorpreso» delle dichiarazioni del sindaco di Pisa, che ha voluto riportare «dichiarazioni a latere di un incontro». «Non è affatto vero», ha detto Maroni ai suoi collaboratori, che i Cie in Toscana «saranno diversi». Anche perché se il volontariato può avere un ruolo nella gestione, la «regolarizzazione» e «integrazione» lavorativa proposta da Rossi e dalla sua maggioranza, che ha approvato in questo senso un ordine del giorno, non è possibile: chi arriva in un Cie è un «clandestino». Per la legge, va espulso.
Mentre la notizia della scelta della sede del Cie ancora non si è diffusa in Toscana, sui centri la politica continua a litigare. A destra come a sinistra. Se da una parte il ritardo nella definizione della sede ancora fa litigare Pdl e Lega, a sinistra è la Federazione della sinistra (Prc, PdCi e Verdi) a dover respingere le critiche sia dal proprio intemo che da parte di Sinistra ecologia e libertà, per aver approvato assieme a Pd e Idv l'ordine del giorno nel quale si propone «collaborazione istituzionale» al governo e i Cie «modello toscano»: piccoli, con volontariato e progetti di integrazione. «La collaborazione con il governo, da Sei definita come «inopportuna (perché annunciata nel giorno della fiducia alla legge bavaglio e degli attacchi di Berlusconi alla Costituzione ndr), rientra in obblighi di legge — scrivono i consiglieri della Federazione della sinistra — ma la medesima mozione la collega e subordina alla proposta di un modello alternativo ai Cie, finalizzato all'inclusione e alla regolarizzazione, quindi contrario alla carcerazione e allo spregio dei diritti umani». E, per rincarare la dose, dopo aver ricordatao che Sei è «assente in Consiglio Regionale per la legge elettorale vigente e i noti risultati elettorali», nota che i Cie sono «presenti in Regioni quali la Puglia, dove Sei, anche grazie all'espressione del presidente regionale (Nichi Vendola, leader di Sei ndr), potrebbe, insieme alla sinistra tutta, avere un ruolo assai più incisivo». L'assessore al welfare, Salvatore Allocca (Prc), dopo essersi augurato che in «Toscana il Cie non ci sarà», ribadisce: «Comunque pretenderemo che ci siano le condizioni di umanità: non so se questa proposta sarà compatibile con le intenzioni del ministro Maroni».

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