Riceviamo e pubblichiamo:
Nelle adesioni all'appello figurano sia intellettuali e personalità conosciute della politica che semplici cittadini o attivisti impegnati a vario titolo nelle attività di solidarietà con il popolo palestinese. Si notano le firme di docenti universitari come Angelo D'Orsi, Domenico Losurdo, o Sancia Gaetani, Nella Ginatempo, Ornella Terracini , attive nei movimenti pacifisti e quelle di dirigenti politici del PRC e del PdCI come l'ex senatore Fosco Giannini, Fausto Sorini, Bruno Steri, Roberto Antonaz, Maurizio Musolino, Andrea Genovali, c'è il musicista Daniele Sepe ma non mancano gli attivisti del Forum Palestina come Sergio Cararo e Germano Monti o quelli come Paola Canarutto, Marco Ramazzotti, Miryam Marino della Rete Ebrei contro l'Occupazione, c'è l'intellettuale bolognese Alberto Masala e l'operaia Maria Luisa Bisetti, ci sono giornalisti come Michele Giorgio e ricercatori scientifici come Edoardo Magnone o Sara Pozzi. Insomma lo spaccato reale di una società civile che "con indignazione" ha inteso pubblicamente dissociarsi dalle dichiarazioni e dagli impegni del governo italiano che ha spinto la politica estera italiana su un sentiero estremamente pericoloso. L'appello è stato pubblicato in decine di siti e di blog e ed ha aperto anche un gruppo su Facebook (appello per la Palestina: non in nostro nome) L'elenco completo e aggiornato delle adesioni all'appello "Non in nostro nome" è reperibile sul sito www.forumpalestina.org . Le adesioni vanno inviate a: noninostronome@libero.it. I promotori stanno ragionando sulla convocazione di un appuntamento nazionale dei firmatari che renda esplicita la dissociazione di una parte della società italiana dalle dichiarazioni e dagli accordi presi da Berlusconi in Israele.
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