Sangallo ART Station nasce dall?esperienza della Galleria Sangallo, attiva a Firenze per un decennio fra il 1970 e il 1980 in Viale Don Minzoni, 48. Diretta da Marcello Secci, la galleria aveva proposto mostre di maestri del Novecento, come Giorgio De Chirico, Roberto Crippa, Victor Vasarely, così come di autori contemporanei, a partire da Mario Schifano, e di giovani allora emergenti quali, Luca Alinari e Giuliano Ghelli.
Oggi, Marcello Secci e figli, con la collaborazione di Martina Corgnati per la parte critico-scientifica, riaprono un nuovo spazio all?insegna della continuità per gli artisti già trattati e frequentati, ma anche del rinnovamento. Dal 22 Ottobre 2009 in avanti la città di Firenze e tutti gli appassionati d?arte hanno a disposizione uno spazio ampio e accogliente, fornito di un sistema espositivo automatizzato unico nel suo genere: una struttura concepita non come una semplice galleria d?arte, ma come una vera e propria ?Kunsthalle?, con saletta internet, caffetteria e project room, dove si alterneranno mostre d?autori giovani e giovanissimi.
www.sangalloartstation.it/
Firenze
GALLERIA SAN GALLO ART STATION
Via Fra' Giovanni Angelico 5r (50121)
+39 055671476
Gianni Dorigo - Il pianeta delle tempeste
Dorigo raccoglie la testimonianza del regista russo Tarkovskij e la utilizza come canone artistico, sorgente di immagini e visioni, icona da cui partire e a cui rivolgersi per giungere a una personalissima visione, trasfusa in un trascorso di tempo, tradotto ma prima intravisto.
orario: martedì-sabato 10.00 - 13.00 e 16.00 - 20.00 oppure su appuntamento chiuso domenica e lunedì
vernissage: 22 ottobre 2009. ore 18
catalogo: in mostra, A cura di: Martina Corgnati
editore: CARLO CAMBI
curatori: Martina Corgnati
autori: Gianni Dorigo
genere: arte contemporanea, inaugurazione, personale
comunicato stampa: Catalogo della personale che il maestro Dorigo mette in scena a Firenze: il suo lavoro si può ben definire una "traduzione" di sequenze cinematografiche concentrate nell'atto unico, al tempo stesso lentissimo e istantaneo, della pittura. Dorigo raccoglie la testimonianza del regista russo Tarkovskij e la utilizza come canone artistico, sorgente di immagini e visioni, icona da cui partire e a cui rivolgersi per giungere a una personalissima visione, trasfusa in un trascorso di tempo, tradotto ma prima intravisto. Egli è pienamente e intensamente un artista che usa la pittura, la scrittura, il colore, la fotocopia, l'immagine moltiplicata con tutta l'appassionata avidità di mezzi che può concedersi soltanto chi è in possesso di uno stile abbastanza forte da non scomporsi e non confondersi di fronte a qualunque avventura di linguaggio.
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