La Asl di Pistoia ha
riconosciuto un allarmante inquinamento da diossina nell'inceneritore di
Montale. Questo perché da campionamenti effettuati sugli animali in alcune zone
di ricaduta dell’impianto sono venuti fuori livelli di inquinanti da diossina e
Pcb - assai maggiori dei limiti consentiti dalla normativa europea,
livelli che sono stati registrati solo nelle zone più inquinate d’Italia
(Acerra Brescia, Taranto). Il fatto è
ancor più grave perché l’Arpat a suo tempo aveva dichiarato l’assoluta sicurezza
per tale impianto sia dal punto di vista dell’aria che dei prodotti alimentari,
ed è proprio su questi ultimi che si sono riscontrati tassi di diossina anomali
e superiori ad altre zone non interessate dal termovalorizzatore e proprio a quest’ultimo
la Asl attribuisce in gran parte l’origine.
Su questo intervengono i
comitati contro gli inceneritori di Firenze, Prato e Pistoia che in una nota chiedono
la chiusura immediata dell’impianto e di discutere uno stop al consumo di certi
alimenti come a suo tempo avvenne per l’inceneritore di Acerra.
Riccardo Marconi - Deapress
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