Si è svolta stamattina a Palazzo Vecchio la conferenza stampa di
presentazione della missione italiana della Clean Clothes Campaign (CCC –
Campagna Abiti Puliti) sulle condizioni di lavoro delle lavoratrici che
producono il lusso italiano in Turchia. Ornella De Zordo di
Unaltracittà/Unaltromondo ha introdotto le protagoniste della lotta Emine
Arslan e Nuran Gulenc e le attiviste Bilge Seckin e Deborah Lucchetti della
sezione italiana della Campagna Abiti Puliti. Per Ornella De Zordo: «La
crisi economica che coinvolge anche le imprese nazionali non deve far
perdere di vista la dignità dei lavoro nella filiera produttiva, in Italia
come all'estero. I diritti dei lavoratori e delle lavoratrici del Sud del
mondo devono essere garantiti, a maggior ragione quando il costo alla
produzione di una borsa è tra i 10 e i 20 euro e poi viene rivenduta a cifre
anche di 2.000 euro».
*LA STORIA*
44 persone della DESA, azienda turca che produce prodotti di lusso per il
mercato europeo, tra cui l'aretina PRADA, sono state licenziate dopo essersi
iscritte al sindacato DERI IS per cambiare le proprie condizioni di lavoro
in fabbrica, dati i bassissimi salari, gli orari di lavoro eccessivi e le
precarie condizioni di igiene come l’assenza di servizi igienici e di acqua
potabile. Avere un sindacato è un diritto non un lusso e i lavoratori hanno
diritto ad un salario dignitoso. PRADA e tutte le imprese committenti hanno
la responsabilità di assicurarsi che i diritti dei lavoratori siano
rispettati in tutta la filiera produttiva.
PRADA aveva dichiarato in una lettera alla Campagna Abiti Puliti che
“qualora emergessero prove di violazioni di normative giuslavoristiche,
comprovate dalle autorità turche” sarebbe stata pronta a prendere le misure
necessarie. Il tribunale turco ha già emesso una sentenza che conferma le
discriminazioni sindacali e ha ordinato l’immediato reintegro di Emine e di
altri 7 lavoratori. Ma nessuna misura è stata intrapresa da PRADA per
indurre la DESA a rispettare la legge e le convenzioni internazionali.
*
LE RICHIESTE DELLE LAVORATRICI*
Le richieste dei lavoratori e delle lavoratrici alla direzione della DESA
sostenute dalla CCC:
- Riassumere immediatamente e incondizionatamente tutti i lavoratori nella
stessa posizione precedentemente occupata e assicurare che gli vengano
corrisposti i salari per il periodo di forzato licenziamento
- Fornire ad ogni lavoratore una dichiarazione scritta in cui si dichiara
che essi sono liberi di associarsi ad una sindacato di loro scelta.
- Sviluppare adeguate procedure disciplinari e di denuncia.
- Riconoscere il sindacato Deri Is come legittimo rappresentante dei suoi
iscritti e assicurare ai lavoratori la libera iscrizione a sindacati
indipendenti.
*
LA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE*
Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul vero prezzo del lusso, la
Campagna Abiti Puliti, sezione italiana della CCC, ha portato in Italia la
delegazione di sindacaliste turche protagoniste della lotta che da quasi un
anno stanno conducendo insieme a molte altre donne e uomini della DESA per
rivendicare il diritto fondamentale sancito dalle convenzioni internazionali
alla libera associazione sindacale.
Il *7 marzo 2009 *la Clean Clothes Campaign insieme al sindacato turco DERI
IS organizzeranno una *giornata di mobilitazione internazionale nei
confronti di PRADA* per denunciare la situazione di continua repressione del
diritto dei lavoratori e delle lavoratrici della DESA, sua azienda
fornitrice, ad organizzarsi in un sindacato libero. Le mobilitazioni
avverranno contemporaneamente* a* *Milano, Londra, Parigi, Madrid e
Instanbul. *
*GLI INCONTRI TOSCANI*
Oggi Emine Arslan e Nuran Gulenc insieme alla Campagna Abiti Puliti hanno
incontrato a Firenze la Commissione Etica Regionale della Regione Toscana,
per portare all’attenzione dell’organismo regionale il caso di violazione
tuttora in corso. Per Deborah Lucchetti, portavoce della campagna: «Si è
trattato di un incontro necessario e importante, per mettere a conoscenza
della vicenda PRADA in Turchia chi si impegna per un'etica della produzione
in Toscana. Adesso ci aspettiamo un impegno concreto della CER nei confronti
della proprietà di PRADA.»
Domani, 6 marzo, la stessa delegazione incontrerà il coordinamento delle RSU
di PRADA ad Arezzo in un incontro organizzato dalle tre organizzazioni dei
sindacati tessili italiani, Filtea-CGIL, Femca-CISL, Uilta-UIL, dall’inizio
mobilitati in sostegno alla campagna internazionale.
*
LA CAMPAGNA ABITI PULITI*
La Clean Clothes Campaign (CCC) opera da più di 15 anni per il miglioramento
delle condizioni e il rafforzamento dei lavoratori nell’industria tessile
globale. E’ composta da coalizioni nazionali in 12 paesi europei con un
network di 250 organizzazioni in tutto il mondo.
In Italia è promossa da Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Coordinamento
Nord/Sud, FAIR e Manitese con l’adesione di AltraQualità, Assobotteghe,
Ctm-Altromercato, Fondazione Cuturale Responsabilità Etica, Gas Birulò,
LiberoMondo e Rete Radie Resch
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Maggiori informazioni*
Deborah Lucchetti 338/1498490
www.abitipuliti.org www.cleanclothes.org
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